L’AQUILA – Rimborsi per i beni mobili danneggiati dal sisma del 2009 ancora lontani quelli per oltre 1.500 famiglie aquilane Superata quota 2.500, invece, per chi è in attesa dell’indennizzo per il trasloco di quanto danneggiato nel sisma. Con l’aggravante delle pratiche sono ferme all’inizio dell’anno scorso e i tanti ricorsi al Tar da parte dei cittadini.
Queste le cifre snocciolate dal capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio comunale all’Aquila, Angelo Mancini, riportate nell’edizione odierna del quotidiano Il Centro.
Secondo Mancini, la cifra, indisponibile per il Comune, per coprire le spese, si aggira intorno ai 16 milioni di euro.
I fondi previsti dalla delibera Cipe e nel capitolo della gestione del capo dell’ufficio speciale Paolo Aielli, riporta il quotidiano, di fatto si sono rivelati insufficienti.
“La cifra per le spese aumenterà di sicuro – ha detto Mancini – e non ci sono garanzie sull’arrivo dei fondi”.
La situazione è questa: per il capitolo sul rimborso di beni mobili danneggiati dal sisma dei residenti in case E (per un massimo di 10mila euro l’una), la cifra disponibile era di 20 milioni di euro. In totale, fino a oggi, sono state ‘spicciate’ 2.819 pratiche a fronte di 4.436 richieste arrivate al Comune per un totale di 18 milioni 880mila euro. Ne mancano 1.617, in soldoni 11 milioni di euro.
“I fondi – viene spiegato – sono insufficienti anche per la seconda delibera che garantisce la coperture delle spese di trasloco e deposito dei mobili fino ad un massimo di 5 mila euro. Sono state, infatti, pagate 9.243 fatture per un totale di 15 milioni di euro. Restano da pagare 2.500 traslochi già effettuati, oltre a quelli che ancora devono essere fatti”.
Inolte ci sono 95 istanze di persone che nel terremoto hanno perso anche dei familiari, come precisato da Mancini, “che hanno tardato a presentare domanda. Non è giusto penalizzare proprio queste persone. Resta da sciogliere anche il nodo delle auto danneggiate dai crolli. L’ordinanza parla solo di indennizzi di beni mobili all’interno delle case. Inoltrenon sono state ancora liquidate le somme per gli espropri dei terreni per il progetto Case. C’è stata l’occupazione d’urgenza e i terreni sono stati utilizzati, ma dopo lo smantellamento della struttura commissariale, l’ufficio espropri funziona a singhiozzo. Per i terreni erano previsti 200 milioni di euro, ma anche questi soldi non ci sono”.



