L’AQUILA – “Per gli interventi conseguenti alle calamità naturali occorre uscire dalle incertezze normative e finanziarie, particolarmente evidenti per la situazione dell’Aquila e del cratere abruzzese, definendo un sorta di ‘statuto’ dei soggetti danneggiati che hanno il diritto di sapere, prima che accadano i disastri naturali, quali sono i diritti risarcitori che spettano loro”.

Lo ha affermato il Sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Giovanni Legnini, a margine del Convegno Internazionale dal titolo ‘Finanza pubblica e fiscalità compensativa per le aree danneggiate da eventi naturali e inquinamento’ che si è tenuto questa mattina all’Università degli Studi di Chieti-Pescara.

All’incontro, al quale hanno partecipato anche il presidente emerito della Corte Costituzionale, professor Franco Gallo, e diversi docenti delle Università italiane, Legnini ha affermato: “Troppi sono stati gli interventi estemporanei e diversificati tra i diversi territori colpiti dai terremoti e dalle alluvioni. Particolarmente evidente è il caso dell’obbligo di restituzione delle imposte e dei contributi sospesi, dopo la pronuncia della Commissione europea dell’ottobre del 2012 che considera ‘aiuto di Stato’ la riduzione del 60 per cento del sospeso. Occorre pertanto, a seguito del pronunciamento, adottare una misura equa che escluda il più possibile i contribuenti da tale ingiusto obbligo restitutorio e che consideri non solo il danno diretto, ma anche il danno ‘sistemico’ determinato dal terremoto del 2009 che provocò, oltre a numerose vittime e gravissimi danni materiali, anche la caduta del prodotto e dell’occupazione”.

“Lavoreremo – ha concluso – per persuadere l’Unione europea a tener conto di tali gravi condizioni economiche e sociali dell’Aquila e del territorio abruzzese danneggiato dal sisma”.