ROMA – “Accanto al tema della ricostruzione materiale, occorre riflettere anche sul tema della ricostruzione sociale. È evidente che non basta ricostruire le case, bisogna ricostruire un tessuto sociale, far sì che la comunità ferita recuperi la sua identità, possa riconoscersi nel suo passato. L’Aquila deve ripartire. E deve farlo anche grazie alla cultura, perché la cultura è uno straordinario strumento di rilancio e di rinascita, favorisce l’aggregazione, ricuce il senso di appartenenza”. 

Così su Facebook, in occasione del decennale del terremoto dell’Aquila, il sottosegretario ai beni culturali Gianluca Vacca, che ha la delega alla ricostruzione del patrimonio culturale nelle aree colpite dal sisma ed è l’unico esponente abruzzese del governo.

A dieci anni dal sisma, “molto è stato fatto per la ricostruzione ma molto resta indubbiamente ancora da fare”, continua Vacca. 

“Noi siamo al governo da dieci mesi, abbiamo ereditato una situazione non facile, ma ora L’Aquila deve ripartire, anche grazie alla cultura. Come ministero per i Beni e le attività culturali crediamo molto in questo e infatti insieme al Comune dell’Aquila lo scorso gennaio abbiamo sottoscritto un accordo per mettere in campo una serie di iniziative culturali che hanno come obiettivo proprio il rilancio sociale ed economico del territorio attraverso la cultura. Due in particolare i progetti per il decennale: la realizzazione di una rete di luoghi per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale aquilano restaurato e recuperato, dunque chiese, monumenti, musei ecc., e l’organizzazione del Festival internazionale degli incontri, una rassegna di teatro, musica, letteratura di dimensione internazionale. Abbiamo il dovere della memoria – conclude Vacca – ma abbiamo anche il dovere di guardare avanti, di fare, di agire. Pure attraverso la cultura, che da sempre è in grado di liberare energie straordinarie”.