L’AQUILA – Tre artisti contemporanei di livello internazionale ed un maestro dell’astrattismo insieme per rilanciare il messaggio culturale dell’Aquila.
Si apre con queste premesse la mostra “Arche” degli artisti Vasco Bendini, Luigi Boille, Marcello Mariani e Giulio Turcato, inaugurata oggi alla basilica di Santa Maria di Collemaggio, con intatte tutte le ferite del terribile sisma dell’aprile 2009.
Prima dell’evento, artisti e organizzatori hanno tenuto una conferenza stampa in Regione, il cui assessorato alla Cultura ha organizzato la manifestazione, facendo leva sui finanziamenti europei del Por-Fesr.
Curata da Gabriele Simongini, “Archè” si propone di colmare i vuoti lasciati dal terremoto aquilano, partendo proprio dal luogo simbolo del capoluogo abruzzese e dalla basilica di Celestino V, intrisa di forte spiritualità e grande appartenenza identitaria.
Ma la mostra non vuole essere solo un messaggio di rinascita culturale della città; intende altresì fortificare il legame storico tra la comunità locale ed uno dei luoghi più emblematici della storia aquilana, e non solo, quella basilica fondata nel 1287 da Pietro da Morrone, incoronato papa Celestino V, che volle quello che viene considerato il primo Giubileo della storia.
“Archè”, la mostra rimarrà aperta fino al 21 dicembre con ingresso gratuito, figurano due opere di Vasco Bendini, “La memoria conserva” del 2001 e “La sera del giorno numero 2, 14 marzo 2003”; eccezionalmente, poi, verrà esposta un’altra opera di Bedini posta in una teca in plexigass intitolata “Celestino V”‘ del 1972.
L’altro ieri a Roma, l’artista ha annunciato che “l’opera su Celestino V sarà donata alla Regione come custode per la città dell’Aquila”.
Luigi Boille, invece, sarà presente con “Arabesco-zen nero” del 1973 e “Arabesco-zen bianco” del 1974.
Marcello Mariani offrirà allo sguardo l’opera “Forma archetipa” del 1996, mentre di Giulio Turcato verrà presentato il “Giardino di Miciurin” del 1951.
“È un appuntamento molto importante – ha spiegato l’accovato Paola Di Salvatore dirigente del settore culturarale della Regione – in quanto è la prima volta che la basilica di Santa Maria di Collemaggio ospita una mostra”.
Di questo appuntamento è stato felice anche l’arcivescovo metropolita dell’Aquila Giuseppe Molinari.
“La mostra – ha detto – è anche un segno di speranza per la ricostruzione del capoluogo abruzzese”.
“Il terremoto – ha affermato l’artista Mariani – mi ha portato via casa e lo studio, ma come tutti gli aquilani siamo duri e quindi dobbiamo ricominciare come è già successo nel Settecento”.
“Archè” è stata presentata ieri a Roma alla Sala Zanardelli del Complesso del Vittoriano dove è ospitata la mostra del pittorire aquilano Franco Angelosante.
Il catalogo, con saggio di Simongini, un testo del giornalista Bruno Vespa (edito da Gangemi), sarà publicato a metà dicembre per permettere l’inserimento delle fotografie che documenteranno l’allestimento delle opere nello straordinario contesto della basilica di Santa Maria di Collemaggio.
Infine il professore Salvatore Nicosia, uno dei responsabili del Vittoriano di Roma, ha annunciato che “si vuole organizzare per l’anno prossimo una mostra di artisti aquilani al Vittoriano”. (s.cas.)






