L’AQUILA – Apprensione in area Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, dove tornano alla mente gli eventi del 1984, per lo sciame sismico che sta interessando la faglia del Matese, un frattura della crosta terreste che corre sotto un complesso montuoso tra Molise e Campania e, secondo gli esperti, in grado di produrre scosse di magnitudo anche superiori a 7 gradi della scala Richter e sulla quale i geologi lanciano l’allarme.
Le scosse di terremoto continuano da giorni, sabato la più forte di magnitudo 4.1 pochi minuti prima delle 20 nel distretto sismico di Campobasso, distintamente avvertita anche nell’Abruzzo meridionale, in Alto Sangro, Valle Peligna e Vastese.
Domenica una scossa è stata registrata alle 15.33 tra Pescocostanzo e Rivisondoli (L’Aquila), secondo gli esperti sarebbe parte dello sciame che da mercoledì interessa il Molise con 35 scosse superiori alla magnitudo 2.
“Ho preso contatti con la Protezione civile regionale che mi dice che lo sciame rientra nella normalità e di stare tranquilli”, spiega ad AbruzzoWeb il sindaco di Pescocostanzo Roberto Sciullo.
Le scosse, dice il sindaco, sono state avvertite da pochissime persone e “non c’è stata nessuna segnalazione, a differenza dell’estate scorsa, quando si registrarono altri eventi”.
“Abbiamo il piano di protezione civile, anche se speriamo di non doverne fare uso”, chiosa.
Monitorano la situazione anche alla sala operativa della Protezione civile della Regione Abruzzo, dove sono impegnati anche sul fronte maltempo e ad attenzionare le scosse che si registrano anche nell’Aquilano. Un terremoto di magnitudo 3.4, distintamente avvertito anche in alcune zone del capoluogo, è stato registrato ieri nell’alta Valle dell’Aterno, tra i comuni di Capitignano, Barete, Montereale, Pizzoli, Campotosto e Cagnano Amiterno. Altre scosse di minore entità sono state avvertite nella notte e stamattina.
“Ci relazioniamo con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) per tenere sotto controllo la situazione geologica, quando è possibile contattiamo i sindaci altrimenti le organizzazioni di Protezione civile sul territorio, che in Abruzzo sono più di 220”, dice a questo giornale Silvio Liberatore, responsabile della sala operativa regionale.
“Dalle informazioni che abbiamo a Pescocostanzo e Pescasseroli non ci sono danni di sorta, la popolazione ha avvertito il terremoto ma nulla di più – aggiunge – Richieste di informazioni sono giunte a vigili del fuoco e carabinieri da parte di persone in apprensione”.
Sopralluoghi, da parte della Protezione civile regionale, in Alta Valle dell’Aterno, ma non nella zona del Parco nazionale.
“L’esperienza ci ha fatto capire che lo stato di allerta è costante, il terremoto non è prevedibile, ma abbiamo per tutti i Comuni i piani di protezione civile che vengono attivati al momento del bisogno. È stato migliorato il sistema dell’emergenza – garantisce – e sono stati ritarati i piani comunali di protezione civile”.






