L’AQUILA – Proposte di sequestro di beni per circa 375 milioni di euro in seguito ad indagini per evasione fiscale a persone e società, di cui circa 67 milioni già effettuati: di questi circa 47 sono contributi illecitamente richiesti e percepiti nella ricostruzione post terremoto.

Sono alcuni dei numeri dell’attività della Guardia di Finanza in Abruzzo nel 2015.

Il bilancio “a tutela dell’erario e della collettività” è stato presentato in una conferenza stampa all’Aquila tenuta dal comandante regionale, il generale Flavio Aniello.

Tra i dati  diffusi a spiccare i contributi per la ricostruzione illecitamente richiesti e/o percepiti che ammontano ad oltre 46 milioni e mezzo di euro. L’evasione fiscale si conferma POI una piaga dura da combattere, visto che ammonta a 66,8 milioni  i beni sequestrati e ben 194 gli evasori scovati .

Tanti anche i casi di “furbetti” delle prestazioni sociali, che dichiarano ad esempio falsi Isee, per ottenere esenzioni e agevolazioni non dovute.

In Abruzzo particolare attenzione è stata rivolta dalla Guardia di Finanza alla prevenzione e repressione di condotte illecite legate alla ricostruzione, sia pubblica che privata, a seguito del tristemente noto evento sismico dell’aprile del 2009, tale da indurre il generale Aniello a proporre al superiore Comando Generale del Corpo un piano operativo esclusivo per tali fenomeni, la cui completa attuazione ha consentito di conseguire rilevanti risultati in tema, per lo più, di indebite richieste e/o percezioni di contributi nazionali e comunitari, turbative ed illiceità nel campo degli appalti pubblici.
 
“Il momento di rottura c’è stato negli anni scorsi – ha spiegato Aniello – ma ci sono ancora segnali, soprattutto nella ricostruzione. Siamo sentinelle soprattutto dove ci sono investimenti perchè solo con gli investimenti può vivere la criminalità organizzata”.

“Abbiamo visto il clan dei Casalesi pronto a intervenire inquinando i contratti dei lavoratori delle imprese edili – continua il comandante regionale – Su questo fenomeno di criminalità si colgono gli effetti in vari settori tra cui quello della ricostruzione” ha spiegato il generale per il quale, con la ricostruzione che proseguirà fino al 2025, la guardia in questo territorio dovrà essere alta fino al 2030.

“Da qualche anno abbiamo abbandonato le logiche di incremento dei numeri, puntando sui risultati – ha aggiunto il generale – Se, ad esempio, diminuiscono le somme sequestrate, vuol dire che ci sono risultati in termini di comportamento sociale nel pagare le tasse. Comunque, visto che sotto il profilo dell’evasione, anche alla luce della crisi, non si può andare molto oltre, ci stiamo preoccupando della spesa pubblica per fare in modo che sia utilizzata nel miglior modo possibile”.

I NUMERI

Nei numeri snocciolati una panoramica del malaffare economico in Abruzzo.

Per quanto riguarda evasione e frode fiscali sono state 277 le persone denunciate, di cui 8 arrestate.

Gli evasori totali 194, sconosciuti al fisco. Ammonta a 66,8 milioni euro il valore dei beni sequestrati ma la richiesta complessiva è di 375 milioni.

Sono 217 i lavoratori in nero scoperti, 120 i datori di lavoro denunciati. Sul fronte del contrasto al gioco e alle scommesse illegali 25 le violazioni riscontrate.

Altro fronte caldo quello degli illeciti in materia di spesa pubblica e illegalità nella Pubblica amministrazione.

Sono 62 le denunce per contributi europei indebitamente percepiti, per un ammontare di 3,4 milioni di euro, a cui si aggiungono 81 denunce per frodi relative a finanziamenti nazionali per 20,3 milioni.

Altro dato su cui riflettere: dei 211 controlli eseguiti sulle prestazioni sociali, la metà, 104, sono risultate irregolari. Persone che dichiarano redditti molto più bassi di quelli reali, in particolare, per godere di agevolazioni, come ad esempio l’assegnazione di una casa popolare, ed esenzioni di vario genere.

L’attività svolta in questo campo ha visto, sempre nel corso del 2015, 11 indagini di polizia giudiziaria, 1.866 accertamenti in collaborazione con le altre Forze di polizia, 4 accessi presso i cantieri di lavoro impegnati nel recupero e nella realizzazione di opere pubbliche.

Capitolo ricostruzione: le ispezioni presso i cantieri di lavoro impegnati nel recupero di immobili privati sono state 62.

Inoltre sono stati controllati appalti per un cifra superiore ai 46 milioni di euro, accertato un danno erariale pari a 8 milioni e 100 mila euro mentre i valori sequestrati ammontano a 5 milioni 677 mila euro. Infine, i soggetti segnalati all’autorità  giudiziaria sono stati 49.

Intenso anche il contrasto alla produzione e distribuzione di prodotti contraffatti: 102 le denunce 4.395.806 le unità di prodotti sequestrati, 3,1 milioni per violazione della normativa made in italy.

La Finanza è impegnata anche in attività di polizia doganale,  e nel 2015 ha riscontrato in Abruzzo 63 violazioni e denunciato una persona. I controlli sono stati in tutto 63.

Per quanto riguarda il contrasto alle frodi in materia di accise e prodotti energetici sono stati effettuati 79 interventi che hanno portato al sequestro di prodotti energetici pari a 25.211 chili. La Guardia di Finanza è impegnata anche nel contrasto alle frodi perpetrate nel settore delle accise, con la duplice finalità di tutelare la pretesa erariale e di preservare la correttezza del mercato.

L’accisa, un’imposta indiretta sulla produzione e sui consumi che colpisce i prodotti energetici, l’alcole etilico e le bevande alcoliche, l’energia elettrica ed i tabacchi lavorati, assicura un considerevole gettito all’Erario, anche in ragione dell’elevata incidenza fiscale.

Proprio per tale ultima peculiarità le specifiche condotte evasive nel comparto si rivelano particolarmente remunerative.

Per contrastare l’evasione nel settore, la Guardia di Finanza opera mediante controlli su strada dei generi trasportati e predisponendo specifiche attività ispettive presso gli opifici di produzione, i depositi fiscali e commerciali, nonché gli altri operatori deputati alla gestione ed all’impiego del prodotto.

In modo particolare, il Corpo ha eseguito interventi sistematici presso gli impianti di distribuzione stradale di carburanti, al fine di riscontrare l’effettivo quantitativo erogato dalle colonnine e la qualità merceologica dei prodotti immessi in consumo.