L’AQUILA – “Stiamo lavorando in queste ore per determinare concretamente misure di esenzione fiscale e di sostegno al tessuto produttivo”.

Così Vasco Errani, commissario per la ricostruzione delle aree del centro Italia colpito da vari terremoti negli ultimi mesi, a margine di un summit con autorità e sindaci che si è svolto a Montereale (L’Aquila), epicentro del terremoto del 18 gennaio scorso, interessato da mesi dallo sciame sismico e coinvolto nelle contestuali copiose nevicate.
“I sindaci sono stati protagonisti e rimarranno tali, l’opera dei sindaci è stata molto difficile e importante, lavoreremo insieme a loro”, ha promesso.

Alla riunione hanno preso parte oltre ai sindaci il presidente della regione e commissario per l’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, il vice presidente della Giunta, Giovanni Lolli, il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, il responsabile dell’ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere del terremoto del 2009, Paolo Esposito, il direttore generale della Asl aquilana Rinaldo Tordera, il presidente del Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga Tommaso Navarra.

Nella riunione si è parlato delle modalità di attuazione del decreto terremoto approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Errani ha poi svolto ricognizioni e sopralluoghi nell’area.

Pietrucci ha illustrato a Errani il progetto pilota con regia di Renzo Piano, che prevede la ricostruzione di Campotosto ex novo con tecniche innovative antisismiche e con case in legno, pietra e cotto, un progetto pilota collegato a quelli gia’ pronti sulla pista ciclabile e sulla illuminazione intorno all’omonimo lago, “che faccia diventare il centro montano attrazione da tutto il mondo e simbolo della rinascita e della dimostrazione che in questi territori si puo’ vivere”. 

“Va valutato il fatto che abbiamo affrontato l’emergenza neve a cui si sono aggiunte quattro scosse di terremoto – ha ricordato – La Protezione civile ha mobilitato 4 mila persone e centinaia di mezzi”.

Errani ha risposto così alle critiche piovute addosso al dipartimento nei giorni di piena emergenza.

“La questione, dunque, condivisa con gli stessi sindaci, è come nella normalità sono attrezzati, altrimenti poi è difficile trovare tutte le risposte nelle emergenze acute”, ha spiegato ancora.
“Oggi – ha aggiunto – c’è stata una riunione con il ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio in cui si sono valutati interventi per centinaia di milioni di euro per il cosiddetto pronto intervento per rendere fruibili le aree danneggiate”.

Secondo il commissario “va poi affrontato il problema delle infrastrutture strategiche anche anteriori al 24 agosto. Questo al fine di dare una prospettiva di collegamento a questi territori”.
Il riferimento è anche all’apertura dei cantieri per il quarto lotto della L’Aquila-Amatrice, come confermato dal sindaco di Montereale (L’Aquila), Massimiliano Giorgi.

“Intanto un risultato importante lo abbiamo ottenuto – commenta Giorgi –  ho parato ieri con il ministro Graziano Delrio, è mi ha confermato che entro tre mesi apriranno i cantieri per la realizzazione del nuovo tratto della statale 260, fino a Montereale. ma la progettazione arriverà fino ad Amatrice. Per noi sarà un opera pubblica di vitale importanza, il cui completamento è atteso da anni. So anche che Delrio ha convocato questa mattina il presidente D’Alfonso per parlare proprio della statale 260″.

Tra le maggiori priorità di cui si è parlato c’è anche quella delle infrastrutture scolastiche e a tale proposito Errani ha spiegato che “saranno costruite strutture ex novo prefabbricate”.

“Il primo problema – spiega il sindaco di Capitignano Maurizio Pelosi – è la sicurezza cittadini, che non devono andare via, tre terremoti a pochi mesi creano apprensione e paura anche su chi ha le case agibili. A tal proposito abbiamo riaperto la scuola di Capitignano, e ci stiamo organizzando con il comune di Montereale per portare alla scuola di Capitignano anche i bambini che sono ora al progetto Case dell’Aquila. Poi bisogna subito ragionare su come mantenere sul territorio e attività produttive”.

Il decreto approvato ieri prevede nei 134 comuni del cratere compresi quelli abruzzesi, prevedeva esplicitamente la costituzione di una “zona franca” fiscale che avrebbe comportato l’esenzione, nel biennio 2017-2018, da Ires-Irpef (fino a 100 mila euro di imponibile), dall’Irap (fino a 300 mila euro di imponibile) e dalla Imu-Tasi. L’intervento riguardava le 67 mila imprese, iscritte alle rispettive Camere di Commercio, limitatamente alle aziende già residenti. L’intervento, come è evidente, non sarà una semplice sospensione del pagamento ma una vera e propria esenzione. In Consiglio dei ministri, tuttavia, il Tesoro ha chiesto di rifare i conti per valutare l’effettivo tiraggio dell’agevolazione fiscale: si sta cercando una soluzione che confermi un’area di incentivi fiscali graduando le agevolazioni senza gravare eccessivamente sui conti pubblici.

Si stanziano intanto 80 milioni a fondo perduto per le aziende di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria che hanno subito danni. Si prevedono misure di semplificazione e velocizzazione procedurale, d’intesa con l’Anac, per tutto ciò che riguarda alloggi temporanei, opere di urbanizzazione primaria, rimozione delle macerie, le stalle. Inoltre sono previste misure di semplificazione per realizzare le nuove scuole.

Per i cittadini che versano in condizioni di maggior disagio, è prevista la distribuzione di una “carta acquisti” il cui valore dovrebbe aggirarsi intorno ai 200 euro.

Oltre alle misure per far fronte all’emergenza economica e a contrastare lo spopolamento i 23 articoli del decreto prevedono una serie di norme per la ricostruzione. Si prevede l’accelerazione dei procedimenti per la microzonazione sismica, cioè la mappatura che consentirà di scegliere le zone adatte alla ricostruzione: l’operazione sarà affidata ad un team di professionisti in deroga alle disposizioni e con procedure di affidamento semplificate.
Per far fronte all’esigenza di sistemazione delle popolazioni sfollate è previsto inoltre il potenziamento, anche mediante nuovi acquisti, del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Le abitazioni saranno assegnate temporaneamente agli sfollati con quella che viene definita “forma di assistenza alternativa”.