L’AQUILA – Un 2011 nero un po’ per tutti ma non per Antonio Cicchetti, grazie ai 230 mila euro annui che ha percepito in qualità di vice commissario per la ricostruzione con delega alla gestione dell’emergenza, anche se, dopo oltre due anni e mezzo dal sisma, il numero di cittadini da assistere è diminuito drasticamente.

Nominato con l’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri 3898 del 17 settembre 2010, secondo la vulgata su indicazione dell’ex sottosegretario Gianni Letta, Cicchetti ha preso il posto che era di Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, che si era dimesso dalla carica perché in rotta con l’allora governo di Silvio Berlusconi.

Contestualmente all’investitura del numero 2 del commissario, Gianni Chiodi, l’Opcm ha stabilito anche il compenso, “pari a quello corrisposto al coordinatore della Struttura tecnica di missione”, cioè l’architetto Gaetano Fontana, di cui si è occupato AbruzzoWeb in una delle puntate dell’inchiesta “I costi della governance”.

Mentre Fontana, però, fedele al suo ruolo di ex dirigente pubblico (l’apice della sua carriera l’ha raggiunta al ministero delle Infrastrutture) percepisce lo stipendio ogni mese, Cicchetti emette fatture trimestrali da 58 mila euro ognuna.

Una bella cifra, non c’è che dire, soprattutto in considerazione del fatto che, per stessa ammissione della Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge), sono state esaurite le graduatorie per l’assegnazione degli alloggi agli sfollati e che le altre forme assistenziali, come il contributo per l’autonoma sistemazione, sono quasi integralmente gestite dai comuni.

A ciò si aggiunge che la Sge ha già un proprio coordinatore, l’avvocato Roberto Petullà, ex dipendente del tribunale di Ravenna poi passato nell’organico della Protezione civile, che gode di un trattamento economico di tutto rispetto: stipendio base, 200 ore di straordinario festivo e notturno, 70 ore di ulteriore straordinario, se effettivamente reso, e il trattamento di missione, più 30 mila euro gentilmente concessi dal commissario con il decreto 65 del 28 giugno 2011.

La nomina di Cicchetti fu duramente contestata da una parte della città e, durante una visita di Berlusconi all’Aquila, la sua automobile venne bloccata e presa a calci da un gruppo di manifestanti.

Anche alcuni consiglieri regionali del centrosinistra inscenarono una protesta durante una seduta all’Emiciclo e srotolarono uno striscione con scritto “Cicchetti è un condannato”.

Il riferimento è alla condanna della Corte dei conti ricevuta dal vice commissario nel 2008 per i debiti maturati dall’Istituzione Perdonanza Celestiniana, organismo di cui era presidente.

Cicchetti in passato è stato direttore amministrativo dell’università Cattolica del Sacro Cuore, attualmente è presidente della Fondazione di ricerca e cura “Giovanni Paolo II” con sede a Campobasso ed è un “gentiluomo di Sua Santità”, un’alta onorificenza istituita dal papa Paolo VI che viene conferita direttamente dalla Santa Sede. (alb.or.)

L’INCHIESTA DI ABRUZZOWEB:

I COSTI DELLA GOVERNANCE