L’AQUILA – Secondo il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, non si trovano più i 5 milioni di euro del decreto 78 dell’allora commissario Gianni Chiodi, destinati alla ricostruzione del cimitero monumentale dell’Aquila, distrutto dal terremoto del 6 aprile 2009, e lasciato all’abbandono da oltre 4 anni, e dei 19 delle frazioni del capoluogo. Da rintracciare anche ulteriori 3 milioni di euro latitanti, stanziati per i cimiteri di altri comuni del “cratere”.
Nel decreto di Chiodi, datato 26 settembre 2011 e diventato esecutivo il 23 novembre successivo, si stabiliscono le somme da destinare alla “realizzazione di interventi prioritari necessari ad assicurare l’accessibilità e funzionalità delle strutture cimiteriali” e si specifica nell’articolo 3 che “il commissario procede per ciascun intervento all’approvazione della spesa risultante dal progetto stesso, previa valutazione del progetto trasmesso e dell’incidenza di altri eventuali finanziamenti”.
“Aldo Mancurti (funzionario pubblico che ha seguito la gestione stralcio del commissariamento, ndr) sta cercando di capire che fine abbiano fatto quei fondi tra i 447 milioni della contabilità speciale del commissario – spiega ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente – Quando il decreto divenne esecutivo, nel novembre 2011, i progetti preliminari erano pronti, ma per renderli definitivi occorreva prima il finanziamento che non è mai arrivato”.
“Gaetano Fontana (all’epoca coordinatore della Struttura tecnica di missione e poi direttore dell’Ufficio di coordinamento della ricostruzione, ndr), infatti – prosegue Cialente – non volle trasferire il denaro perché le progettazioni non erano quelle definitive, ma tutti sanno che per realizzarle c’è bisogno prima delle somme. Evidentemente Chiodi e Fontana non erano a conoscenza di questo passaggio o semplicemente hanno voluto fare un dispetto”.
Va detto che il decreto commissariale non specificava se il progetto dovesse essere provvisorio o definitivo per ottenere il finanziamento, però di solito una progettazione si considera conclusa e si erogano i quattrini solo quando si arriva all’ultimo stadio.
“Per colpa dell’incapacità o cattiva volontà del presidente della Regione – conclude Cialente, inferocito con la sua ‘nemesi’ – il cimitero si trova ancora in quelle condizioni. Se avessero trasferito i soldi nel novembre del 2011 a quest’ora i lavori sarebbero ultimati. Comunque inizieranno al più presto, non appena saranno disponibili i soldi”.



