L’AQUILA – Nuova missione a Roma del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, per chiedere al governo la fine del commissariamento sulla ricostruzione e la rimozione di Gianni Chiodi dal suo incarico.
Questa sera il primo cittadino del capoluogo si è incontrato con gli “sherpa” del ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca per organizzare la visita dell’inviato speciale del premier, Mario Monti, inizialmente prevista per ieri e poi spostata per il maltempo al prossimo 20 febbraio.
“Ho chiesto alle persone presenti al vertice – ha rivelato Cialente ad AbruzzoWeb – se ci sono precedenti nel mondo democratico occidentale di calamità dove dopo tre anni c’è ancora la presenza di un commissario e se secondo loro Chiodi sta lavorando bene, adesso sta a loro darmi la risposta”.
“Ho portato con me un mucchio di carte e documenti – ha aggiunto il sindaco – per testimoniare lo stallo della ricostruzione e per dimostrare che, finché la filiera Cineas-Fintecna-Reluis era guidata da me sono state rilasciate 9.500 contributi per la riparazione degli edifici danneggiati dal terremoto, da quando la situazione è passata in mano al governo si è bloccato tutto”.
Cialente ha anche annunciato di aver fatto di nuovo richiesta dei fondi per l’emergenza: “se entro il 10 marzo non ho l’ordinanza con i soldi stanziati metto in ferie la gente e chiudo gli uffici comunali”.
“Fino a oggi sono stati buttati 40 milioni di euro per l’assistenza alle persone che sono ancora ospitate negli alberghi e nelle caserme perché non partono i cantieri delle case ‘E’ in periferia – ha concluso Cialente, ribadendo quanto affermato nel corso della trasmissione di La 7 L’aria che tira – e la colpa è sia del governo attuale che di quello precedente, è ora di cambiare ritmo”.



