L’AQUILA – Altro che 50 mila assistiti. All’Aquila e nel ‘cratere’ sismico le persone “effettivamente assistite e alloggiate” sono 3.179.
Parola del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi (nella foto), che fa anche un’altra distinzione: quelle “realmente senza tetto”, perché proprietarie di case con danni gravi, “all’Aquila sono 600”.
Il dato numerico, discutibile a seconda del significato che si voglia dare alla parola “assistito”, è venuto fuori oggi durante la conferenza stampa fiume che si è svolta questa mattina a Roma per parlare di ricostruzione e post terremoto.
Una cosa è sicura, nel “report sulla popolazione assistita”, citato perfino dallo stesso Chiodi, l’affermazione del governatore viene corretta in fondo alla tabella, facilmente leggibile, che nel “totale persone assistite e alloggiate” scrive un numero ben diverso da 3 mila, scrive 47.528.
Non sono mancate le reazioni scettiche, in particolare dal sindaco dell’Aquila ed ex commissario, Massimo Cialente, che ha affermato che “no, gli assistiti sono molti di più, anche quelli con l’autonoma sistemazione”.
Contrarietà alle stime di Chiodi è arrivata anche dai comitati cittadini del capoluogo: al di là delle questioni semantiche, hanno replicato a Chiodi, ci sono altre 47 mila persone che non sono a casa loro e che sono assistite, e di questo bisogna tenerne conto.
Nell’incontro con i cronisti è emersa anche una volontà forte, quella di far rientrare nella squadra di commissari di governo per la ricostruzione proprio Cialente, che ne è uscito da poche settimane, con dimissioni fragorose dopo la nomina di un altro vice, Antonio Cicchetti.
Una volontà indicata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che ha svelato il mistero della chiacchierata di ieri tra il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e lo stesso Cialente: “Bertolaso ha chiesto a Cialente di ritirare le dimissioni da sub commissario, e anche io presto lo chiamerò perché per il Governo deve rimanere al suo posto”.
Ma Cialente, almeno per il momento, non ritirerà le dimissioni. “No, almeno per il momento non ci penso, anche se le testimonianze di stima fanno piacere – dichiara ad AbruzzoWeb – Piuttosto, spero di incontrare Letta molto presto”.
Il video della conferenza stampa
CHIODI: “ALL’AQUILA 3.179 ASSISTITI, CIRCA 600 SENZA TETTO, ALTRO CHE 50 MILA”
L’AQUILA – Quanti sono i senza tetto dell’Aquila? Non certo 50 mila, ma poco più di 3 mila, dei quali solo 600 realmente senza casa.
Questa la stima che ha fatto il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, parlando oggi in conferenza stampa a palazzo Chigi.
“Vorrei cominciare con un dato – ha esordito Chiodi – che deve essere interpretato in maniera corretta e non malevola o peggio ancora strumentale. All’Aquila non è vero che esistono 50 mila persone che sono assistite e senza tetto come alcuni organi di stampa continuano a sostenere”.
“Le persone effettivamente assistite e alloggiate perché prive di una stabile sistemazione abitativa – ha aggiunto – sono 3.179, all’Aquila”.
“Queste 3.179 persone – ha specificato ulteriormente il commissario – sono ospitate 2.720 negli hotel e 459 nelle caserme dell’Aquila. Badate bene, queste persone per la maggior parte sono titolari di case classificate ‘B’ e ‘C’ e quindi sono persone che stanno riparando in questo momento le loro case, perché destinatarie di contributi, e quindi gran parte di queste persone sono temporaneamente e inevitabilmente destinate a questo tipo di sistemazione”.
In questo sottoinsieme, Chiodi ne ha individuato uno ancora più piccolo. “Le persone che invece possono ritenersi effettivamente assistite – ha evidenziato – sono circa 600, di queste 3.179: proprietari di abitazioni classificate ‘E’, quindi con danni molto maggiori, e che quindi ci vorrà del tempo perché possano rientrare”.
Il governatore ha poi parlato degli altri terremotati. “Per quanto riguarda le altre persone, che nel nostro prospetto (questo sottolineato a voce alta, n.d.r.) indichiamo correttamente come titolari di un contributo di autonoma sistemazione, cioè che hanno trovato una sistemazione volontaria alloggiativa propria, queste persone solo impropriamente sono da considerare come se fossero senza tetto”.
Per giustificare quest’affermazione Chiodi ha elencato due motivazioni. “Primo – ha snocciolato – perché la maggior parte sono titolari di case ‘B’ e ‘C’ e che quindi stanno ristrutturando. Secondo, perché quando si dovette scegliere qual era l’entità, i numeri del piano C.a.s.e., quante case sarebbero dovute essere costruite per alloggiare persone che avevano abitazioni danneggiate molto e quindi ci sarebbe voluto più tempo, in quell’occasione furono fatti anche censimenti, chiedendo quale tipo di sistemazione preferivano”.
E molti, secondo Chiodi, hanno indicato una casa di proprietà, magari in luoghi di villeggiatura, “come avrei fatto anch’io”, ha commentato.
“Le persone realmente assistite, realmente senza tetto, all’Aquila sono 600. Chiaro? – ha concluso Chiodi, ripetendo le sue cifre – Le malevole interpretazioni sono strumentali e quindi destituite di qualsiasi fondamento”.
CIALENTE: ”STIMA NON CONDIVISIBILE, GLI ASSISTITI PIU’ DI 3 MILA”
L’AQUILA – Solo 3 mila assistiti all’Aquila per il commissario Gianni Chiodi? Secondo il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, “è una stima non condivisibile”.
“In questo momento – sostiene il primo cittadino – quelli che sono in Cas (contributo di autonoma sistemazione, n.d.r.) io li ritengo assistiti. Sia perché per esempio due persone con 400 euro al mese difficilmente stanno trovando una soluzione, sia perché è sempre gente che sta fuori casa, in una situazione di disagio, sia soprattutto perché siamo in ritardo con i pagamenti”.
Su quest’ultimo aspetto, Cialente non fa sconti, considerando anche che il Comune dell’Aquila ha anticipato le mensilità di aprile e maggio di Cas. “Dai calcoli che ho sentito fare in conferenza stampa – ammonisce – Chiodi si è scordato che deve restituire 28 milioni!”.
“Complessivamente – fa la conta il sindaco – se consideriamo anche le persone che sono attualmente negli alberghi, il numero degli assistiti in effetti è più alto. Il peso di assistenza alla struttura deve considerare anche quelli che sono nel progetto C.a.s.e., che tutti i giorni hanno problemi”.
Cialente rifiuta anche l’altra stima di Chiodi, quella dei soli 600 senza tetto. “Quelli senza casa – conclude il sindaco – sono 608 single, 5 coppie, poi abbiamo quelli che hanno accettato di finire in fondo alla graduatoria con un aumento del Cas in attesa di avere la casa, che tra single e coppie sono altre 600 persone. La situazione è molto più pesante”.
I COMITATI: ”3 MILA GLI SFOLLATI, MA I 50 MILA ASSISTITI ESISTONO”
L’AQUILA – “Gli sfollati come sfollati può darsi pure che siano solo 3 mila, come dice Chiodi, però è altrettanto vero che le persone assistite sono 50 mila. Le chiamasse come vuole, ma sono comunque una marea”.
È il commento di Mauro Zaffiri, del presidio permanente dei cittadini dell’Aquila, alle dichiarazioni del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che, nella conferenza stampa a palazzo Chigi, ha affermato che “non è vero che esistono 50 mila persone che sono assistite e senza tetto”.
“Questa gente esiste – spiega Zaffiri – è gente che non ha la casa e a cui lo stato paga l’affitto. Chiodi vada a parlare con chi sta a Pescasseroli. Vada a parlare con chi è in affitto concordato in un appartamento di 70 metri quadrati e deve viverci in cinque”.
Scetticismo sull’ipotesi di un rientro di Massimo Cialente come vice commissario, invocato dal premier Silvio Berlusconi, dal sottosegretario Gianni Letta e dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso.
“Questa richiesta – sottolinea Zaffiri – era nell’aria già dalla lettera di Berlusconi. Se Cialente torna indietro non so a chi possa essere utile, io credo che debba fare il sindaco, il commissario lo faccia qualcun altro”.
“L’Aquila – conclude – ha bisogno di una persona battagliera e che non stia dentro quel meccanismo. Se Cialente ritira le dimissioni, la battaglia che ha fatto contro Antonio Cicchetti si dimostrerà inutile, è anche una questione di coerenza”.
LETTA: “CIALENTE TORNI A FARE IL VICE COMMISSARIO”
IlGoverno ha chiesto al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, di ritirare le dimissioni da sub-commissario per la ricostruzione. “Lo abbiamo già fatto ieri all’Aquila, io e Bertolaso, e adesso lo chiamerò al telefono per ribadirgli che a nostro avviso deve restare al suo posto”, ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, aggiungendo che il sindaco riceverà oggi una lettera dello stesso premier Silvio Berlusconi.
“La nomina di un altro sub-commissario, Antonio Cicchetti – ha detto Letta – ha creato qualche polemica. Ma la decisione non era un capriccio del governo. C’é stata una richiesta del commissario Chiodi, perché gli adempimenti sono tanti, il peso del lavoro da fare si moltiplica, e quindi abbiamo pensato di dare un supporto al commissario Chiodi e al sub-commissario Cialente. L’abbiamo scelto in un manager di grande esperienza, un aquilano doc che ha accettato per amore della sua terra: mi dispiace perciò che ci sia stata un po’ di polemica, ingiusta nei confronti di una persona che merita stima e apprezzamento”.
Una polemica dovuta al fatto, secondo Letta, che “da qualcuno é stato male interpretato il significato della nomina. L’ho personalmente chiarito con il sindaco Cialente, al quale già ieri abbiamo chiesto di ritirare le dimissioni. Richiesta che ora gli rinnoverò con una telefonata. Noi – ha aggiunto il sottosegretario – non siamo interessati alle polemiche, le polemiche non ci fermano, vogliamo continuare a lavorare in armonia e con la collaborazione di tutti, compreso il sindaco Cialente”.
LE REPLICA DI CIALENTE: ”PER ADESSO NON CI PENSO”
L’AQUILA – “No, in questo momento non ci sto pensando”. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente (nella foto), dice no almeno per ora al rientro nella squadra di governo come vice commissario per la ricostruzione, un rientro invocato a più voci a poche settimane dalle sue dimissioni fragorose.
“Stiamo lavorando insieme – spiega il sindaco – e non è questione di stare meglio o peggio rispetto a prima: semplicemente si sta lavorando”.
Eppure, un tris di prestigio gli ha chiesto di ripensarci e ritirare le dimissioni: in ordine cronologico, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in una lettera, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, in una chiacchierata a Onna, e il sottosegretario di Stato Gianni Letta, oggi in conferenza stampa.
“È un segno di stima di cui li ringrazio di cuore – nicchia Cialente – ma ribadisco che l’armonia, la lealtà e la voglia di collaborare sono testimoniate anche dalle telefonate e dalle proposte che faccio quotidianamente e su cui si sta lavorando”.
“Per me restano molti problemi – conclude – ma spero, dato che abbiamo molte questioni da vedere, di incontrare presto il dottor Letta”.
CHIODI/2: “SINDACI PREPARINO PIANI DI RICOSTRUZIONE”
Con riferimento invece alla ricostruzione di edifici di proprietà pubblica, Chiodi – dopo aver ricordato che “per i centri storici la legge attribuisce le competenze ai sindaci dei comuni, che devono fare i piani di ricostruzione, prima di tutto” – ha detto che “sono stati ultimati 80 cantieri relativi a immobili strategici e alle scuole. Ad oggi sono stati appaltati 9 interventi su edifici pubblici, mentre 18 sono da appaltare entro il 31 dicembre tra cui la cittadella giudiziaria, che da sola ‘vale’ 30 milioni. E’ stato ultimato il piano per le scuole del cratere con 30 milioni, mentre altri 30 sono disponibili per quelle fuori cratere non in regola con le norme antisismiche”.
“Pagati ad oggi, inoltre – ha continuato il presidente della Regione – 30 milioni di euro per i danni subiti dalle imprese (il 40% delle richieste delle imprese aquilane), per le quali sono disponibili altri 35 milioni”. Riguardo alla zona franca urbana, “i soldi a disposizione sono saliti a 90 milioni, già deliberati dal Cipe, anche se il relativo decreto non è stato ancora firmato”. Altro capitolo riguarda il pagamento ai comuni per le attività sostenute durante l’emergenza: “é stato pagato il 60% di quanto da loro rendicontato entro il 31 maggio”, ha detto Chiodi. “Ma c’é una grande novità – ha aggiunto – perché sono stati sbloccati i soldi dell’emergenza: 80 milioni di euro (che si aggiungono a 60 già disponibili) con i quali si potranno pagare tutte le spese sostenute per gli alberghi e l’autonoma sistemazione”.
LETTA/2: ”CHIODI E CICCHETTI VADANO AVANTI. IL GOVERNO NON HA MAI ABBANDONATO I TERREMOTATI”
L’AQUILA – “Il Governo non ha mai abbandonato” la popolazione abruzzese colpita dal terremoto: “i numeri della ricostruzione – dice il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta – valgono più delle parole e dicono quanto sia forte, continuo, mai interrotto lo sforzo del Governo in favore dell’Aquila”. Si tratta di “uno sforzo doveroso e che continuerà”, sottolinea Letta, il quale vorrebbe “che da oggi possa ricominciare non solo la ricostruzione dei palazzi, ma di quello spirito unitario che nei primi mesi ha fatto lavorare tutti, autorità centrali e locali, con uno slancio che non guardava alle differenze ma solo al risultato. Ritroviamo quell’intesa, quell’armonia e i problemi che sono complessi si potranno risolvere tutti, uno a uno”.
Il sottosegretario, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, spiega che “non è mai stato vero che il Governo si è dimenticato dell’Aquila o abbia trascurato il dovere prioritario di assistere la popolazione abruzzese colpita dal sisma con lo stesso impegno dei mesi dell’emergenza. Oggi siamo nella seconda fase, che come sempre avviene è affidata al Commissario di governo, ma non è che noi abbiamo scaricato il peso e la responsabiltà della ricostruzione sul presidente della Regione e sul sindaco. Non è così. Non a caso si chiama ‘commissario di governo’: significa che opera con il governo e per il governo, che non lo ha abbandonato, perché è sempre pronto nella sua collegialità ad assisterlo e a risolvere i problemi”.
Letta (che ha sollecitato il sindaco Cialente a ritirare le dimissioni da sub-commissario per la ricostruzione) ha quindi chiesto al Commissario Chiodi e al neo sub-commissario Cicchetti che si insedierà lunedì “di andare avanti con impegno, senza dar retta a chi vorrebbe fermare l’opera o condizionarla. Stamani abbiamo fatto in una riunione il punto della situazione e i numeri dimostrano come le polemiche sono pretestuose e infondate”.
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