TERAMO – Un decreto ad hoc per la ricostruzione del cratere sismico del Centro Italia, per recuperare i clamorosi ritardi finora accumulati. A chiederlo con forza è il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, anche nelle vesti anche di delegato Anci, rivolto al premier in pectore Giuseppe Conte, nelle ore in cui si stanno compiendo gli ultimi passi per la costituzione del nuovo governo tra Movimento 5 stelle e Partito democratico.
Il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, è intanto intervenuto oggi a Teramo, nel corso della riunione del comitato istituzionale per la ricostruzione, riunito per decidere, tra l’altro, sull’utilizzo delle nuove professionalità assegnate, alla presenza del direttore dell’Ufficio per la ricostruzione, Vincenzo Rivera, di sindaci, parlamentari, consiglieri regionali e altre autorità. Un compito che spetta in autonomia a ciascuna regione in base alle specificità dei problemi rilevati.
Conte aveva incontrato lunedì una delegazione di terremotati a Roma assicurando “l’impegno del nuovo esecutivo per la ricostruzione materiale ed economica delle zone colpite dal terremoto del centro Italia di tre anni fa”, e rappresentando “la sua insoddisfazione per lo stato dell’arte”.
“Non è la prima volta che Conte incontra i comitati degli sfollati – ha dichiarato Conte al quotidiano Il Centro – È giusto che lo faccia, ma io avrei incontrato anche i sindaci, come accaduto in altre occasioni. In ogni caso, insieme ai comitati degli sfollati abruzzesi e ai sindaci del cratere stiamo lavorando a un incontro istituzionale congiunto subito dopo l’insediamento del nuovo Governo per affrontare le problematiche che ci sono”.
Aggiungendo che “nonostante gli impegni assunti a recepire le nostre richieste all’interno del decreto sblocca-cantieri si è visto ben poco e il cratere del Centro Italia ha continuato ad essere sottovalutato. Adesso ci aspettiamo che il nuovo Governo Conte porti avanti la necessaria attività a favore dei nostri territori. La fase dell’ascolto è terminata da tempo, i problemi sono noti, ora vanno risolti”
Entro due tre mesi, questa la buona notizia, l’ufficio della ricostruzione di Teramo vedrà di fatto più che raddoppiare il personale e la propria capacità di lavoro.
“La necessità che noi abbiamo sollevato al governo nazionale – ha spiegato Marsilio – è stata quella di personale adeguato perché oggi la complessità delle procedure di gara, delle pratiche anticorruzione, delle progettazioni, dell’esecuzione dei lavori etc., è tale che il personale a disposizione, in base alla prima assegnazione, non era sufficiente e adeguato per far fronte alla mole di lavoro. Parliamo di migliaia di pratiche che devono essere esaminate e smaltite. Un lavoro enorme che necessita di risorse professionali oltre che economiche adeguate.
Abbiamo ottenuto così un importante riconoscimento del fabbisogno della Regione Abruzzo che fino a quel momento era sottostimato. Un significativo passo avanti che non risolve però tutti i problemi .
Occorrono una semplificazione normativa, assunzione di personale qualificato in numero adeguato ai fabbisogni e una legge organica che permetta di agire senza confusione e incertezze interpretative”‘.
L’ Abruzzo, infatti, aveva sostenuto , con forza, la necessità di superare il criterio di ripartizione che le attribuiva solamente il 10% delle risorse, chiedendo al Commissario Farabollini di distribuire il personale secondo i fabbisogni reali e certificati .
Nella distribuzione delle 200 unità di personale la Regione Abruzzo, nel corso della cabina di regia per la ricostruzione , coordinata dal commissario sisma 2016 , Piero Farabollini è riuscita a ottenere un’attribuzione superiore al passato del 50%, ovvero Il 15% del totale del personale previsto dal Decreto Sblocca Cantieri. Le 30 nuove unità rappresentano dieci persone in più rispetto a quelle che sarebbero toccate all’Abruzzo . A queste 30 unità se ne aggiungeranno anche altre 20 che verranno assunte grazie al recupero delle economie dei fondi non spesi.
Il direttore Rivera ha presentato un Report sull’ assistenza alla popolazione e sugli edifici inagibili del cratere sismico.
Ad oggi i sopralluoghi effettuati nel cratere risultano essere 29516 . Il totale degli edifici inagibili è pari a 9054. Questa la bozza di ripartizione del personale, 52 unità, per ciascun comune del cratere:
Barete 1, Cagnano Amiterno 2, Campotosto 2, Capitignano 2, Montereale 4, Pizzoli 2, Campli 3, Castel Castagna 1, Castelli 1, Civitella del Tronto 3, Colledara 2, Cortino 2, Crognaleto 2, Fano Adriatico 1, Farindola 1, Isola del Gran Sasso 2, Montorio al Vomano 4, Pietracamela 1, Rocca Santa Maria 1, Teramo 7, Torricella Sicura 2, Tossicia 2, Valle Castellana 2, Provincia L’Aquila 1, Provincia Teramo 1, Provincia Pescara 0





