L’AQUILA – “L’Aquila e il suo territorio, ora più che mai, hanno bisogno di cittadini proattivi e resilienti, che svolgano attività di interesse collettivo, per il bene della comunità, senza essere obbligati da norme e da leggi”.
Questo l’auspicio di Paolo Tella, presidente del consorzio etico di imprese L’Aquila 2009, eletto da poco coordinatore territoriale dell’Aquila di Cittadinanzattiva, la onlus che conta in Italia 20 mila aderenti e 20 sedi regionali, e che da 39 anni si occupa in particolare dei diritti dei malati, dei consumatori, di politiche scolastiche, di qualità dei servizi pubblici, e in generale di tutto ciò che attiene “l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale”, così come sancito dall’articolo 118 della Costituzione.
“Una grande opportunità anche per il territorio aquilano”, sostiene Tella nell’intervista ad AbruzzoWeb, tenuto conto che Cittadinanzattiva, insieme ad Action aid e Slow food, organizza proprio nel capoluogo il Festival della Partecipazione, giunto alla terza edizione.
“Dopo il terremoto del 6 aprile 2009 sono emerse le risorse più straordinarie della città, che si sono messe a disposizione degli altri – spiega il neo coordinatore territoriale – lavorando in favore del tessuto urbano, promuovendo e organizzando attività sociali e culturali. Hanno fatto questo sostituendosi completamente, di fatto, a tutte le amministrazioni pubbliche, seguendo spontaneamente proprio quel principio di sussidiarietà richiamato dall’articolo 118 della Carta”.
Per Tella “un patrimonio di comunità da non disperdere, unico forse a livello nazionale. Oggi questo patrimonio di comunità, che è importante tanto o anche più della ricostruzione edilizia e materiale – prosegue – esiste solo grazie a quelli che io definisco cittadini resilienti proattivi”.
In concreto, tuttavia, come può essere esaltata e perpetuato questo patrimonio immateriale della partecipazione e protagonismo nella vita della polis?
“Cittadinanzattiva, da qui la mia convinta adesione a questa realtà associativa, offre strumenti molto efficaci e rodati in tal senso – risponde Tella – c’è per esempio il tribunale del malato, che assicura il sostegno ai cittadini che hanno bisogno di tutela nel rapporto con gli enti, l’attività di sostegno ai diritti dei consumatori, con la possibilità di istruire class action, con l’assistenza gratuita di avvocati esperti nei vari settori, nei confronti delle aziende multinazionali contro cui un singolo può ben poco. Per non parlare, poi, delle attività nelle scuole contro il bullismo, dei progetti per favorire l’integrazione virtuosa scuola-lavoro, e l’elenco è ancora lungo”.
Tella segnala anche un’iniziativa nazionale a sostegno di una proposta di legge costituzionale in cui “si stabilisce che il Parlamento non possa più emanare alcuna legge o regola per senatori, deputati, cariche dello Stato, magistrati e politici in genere, che non si applichi anche ai cittadini. In questo modo, si porrebbe la parola fine alle norme ad personam”.
In realtà Tella ha anche in animo di sperimentare all’Aquila attività ad hoc, come ad esempio “l’istituzione di uno sportello dove raccogliere le segnalazione da parte dei cittadini alle prese con la burocrazia della ricostruzione degli edifici privati. La immagino una sorta di raccordo, di camera di compensazione – continua – che possa risolvere i problemi prevenendo e riducendo di numerosi contenziosi giudiziari, che spesso hanno costi insostenibili per molti cittadini a basso reddito, e tempi giudiziari inconciliabili con quelli di una ricostruzione post-sisma. Sarebbe uno strumento molto utile a supporto dell’attività istruttoria degli uffici della ricostruzione, uno stimolo correttivo”.
Poi più in generale, a suo dire occorre riannodare i fili della partecipazione.
A tal proposito va ricordato che è rimasta una promessa mancata l’Urban Center, organismo nato a ottobre 2015 e presentato come luogo aperto e partecipato per dar voce alla società civile nelle scelte sul processo di ricostruzione post-sisma.
Urban center che, tuttavia, si è trasformato già sul nascere in un campo di battaglia politica, a causa della spaccature interne. Poi, a marzo 2017, è scomparso il presidente, Maurizio Sbaffo, architetto aquilano. E da allora l’Urban center permane nella situazione di stallo totale.
“Sono stato anche io socio dell’Urban center – ricorda Tella – e ritengo che lo strumento, come provano realtà analoghe in altre città italiane, sia valido e importante. Confermo la mia disponibilità a lavorare con tutte le realtà cittadine per far decollare finalmente il nostro Urban center: è necessario un luogo di incontro e coordinamento di tutte le realtà proattive del territorio”.
Infine c’è in vista la terza edizione del Festival della Partecipazione, ovvero l’iter organizzativo della terza edizione.
“Oramai è una manifestazione affermata e unica nel suo genere a livello nazionale. Un evento nato nel corso della precedente amministrazione di centrosinistra, ma che è guardato con grande interesse anche da quella nuova di centrodestra – assicura in conclusione – e in tal senso è stata acquisita la piena disponibilità del sindaco, Pierluigi Biondi, e dell’assessore alla Partecipazione Francesco Bignotti“.






