L’AQUILA – Un tempo antico nemici invasori e malintenzionati erano avvistati nelle valli dell’aquilano dagli armigeri in cima alle torri e ai castelli, che comunicavano con segnali di fuoco. Efficentissimi servizi di “intelligence” erano affidati alle anziane del paese, al cui occhio e al cui orecchio nulla sfuggiva. 

Ora, segno dei tempi, negli 11 comuni del cratere sismico 2009 ad est dell’Aquila, appartenenti all’area omogenea 8, a cui si aggiunge Prata d’Ansidonia, provvederà alla bisogna un avveniristico e costoso  sistema di videosorveglianza, composto da 121 telecamere, interconnesse tra loro e collegate al control room dei Carabinieri dell’Aquila, piazzate nei punti strategici dei paesi e frazioni, a dieci anni dal terremoto del 6 aprile 2009 ancora in fase di ricostruzione.

Un progetto finanziato con ben 700 mila euro  dall’Ufficio speciale della ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), e che è in dirittura di arrivo. Parte integrante di un progetto denominato Safe community ancora più ampio, avviato con la determina dell’Usrc del febbraio 2018 e che ha previsto l’accantonamento di oltre 2 milioni di euro, a beneficio di tutti i 56 comuni del cratere. 

Per quanto riguarda l’area omogenea 8, il bando è atteso entro primavera, a cura del comune capofila di Ocre, e prevederà non solo la realizzazione del sistema di videosorveglianza, ma anche, con il budget di 700 mila euro complessivi, la gestione e manutenzione per un tot di anni. 

E così 17 telecamere saranno collocate ad Ocre, 9 a Barisciano, 12 a Poggio Picenze, 6 a Fossa, 7 a Sant’Eusanio Forconese, 8 a Villa Sant’Angelo, 12 a San Demetrio nè Vestini, 5 a Fontecchio, 8 a Tione degli Abruzzi, 19 a Fagnano, 11 ad Acciano e 7 a Prata d’Ansidonia.

L’azione è stata fortemente voluta dai sindaci del territorio, in quanto i loro paesi che vivono in gran parte il dramma dello spopolamento e dell’invecchiamento dei residenti, sono spesso luogo di scorribande indisturbate da parte di ladri che saccheggiano abitazioni, in particolare seconde case disabitate per lunghi periodi, ma anche chiese, cantieri, rimesse agricole, magazzini. 

Come si legge nella relazione tecnica specialistica commissionata dall’Usrc, e realizzata nel luglio 2018 dagli ingegneri Alessandro Giusti, Erminio Cucchiarelli e Matteo Zaccagnini, il progetto ”intende realizzare un sistema di videosorveglianza intercomunale per consentire la registrazione di scenari atti a supportare le forze di polizia nell’attività di prevenzione e contrasto delle illegalità e per soddisfare l’esigenza dei cittadini di una più diffusa ed efficace salvaguardia dei beni pubblici e privati e migliorare le condizioni di sicurezza”. 

Telecamere in grado di registrare in primis, e in modo nitido i numeri di targa. Ma non solo, capaci di rilevare in modo automatico il passaggio di auto rubate, allertando in tempo reale le forze dell’ordine. 

Le telecamere, collegate ad un’infrastruttura wireless dedicata con 11 hot spot, a standard Hiperlan, ovvero la banda ultralarga, saranno connesse alle sale operative, in ognuno dei comuni interessati, totalmente indipendenti ed in grado di fornire tutte le funzioni ed i servizi del sistema a livello locale di centrale. 

La connessione a banda ultralarga fino a 100 Mbps, si precisa nel progetto, fornirà un duplice vantaggio ai comuni: oltre al sistema di sorveglianza infatti sarà possibile “fornire connessione ad altissima velocità a tutti gli abitanti che ne facciano richiesta, e agli stessi enti comunali, per attività lavorative (edifici comunali, scuole, etc.) e anche ludiche come il Wi‐Fi free zone nelle piazze principali, come servizio gratuito per i concittadini”. 

“Il luogo di installazione della sala operativa – si legge nella relazione – dovrà essere un locale idoneo appositamente individuato”, in ciascuno dei 12 comuni, all’interno del quale “dovrà essere installato un armadio rack contenente una unità server per la gestione del sistema, una unità di storage ed una unità di gestione dei servizi applicativi web. L’unità di gestione del sistema dovrà essere idonea a garantire il pieno controllo e la gestione remota di tutti i flussi video”. 

Tutto il sistema sarà poi centralizzato in una control room da installare nella sede centrale della stazione dei Carabinieri dell’Aquila in apposito ambiente dedicato”. 

Dalla control room si avranno sotto controllo tutte le telecamere dell’area omogenea 8 divise in 9 monitor. “Se la banda disponibile ed il flusso dati lo permetterà saranno visualizzate tutte le telecamere in tempo reale, in caso la banda non permetta la visualizzazione fluida di tutto il sistema si provvederà ugualmente a collegare tutti i comuni, ma saranno consultabili solo 2‐3 comuni per volta”,si spiega ancora nella relazione.