L’AQUILA – “Il sistema all’avanguardia di tracciamento del trasporto delle macerie post-sisma messo a punto nel cratere 2009, sta per essere preso a modello dal Ministero dell’Ambiente, per applicarlo eventualmente al settore rifiuti”.
A rivelarlo è Salvo Provenzano, titolare dell’Ufficio speciale della ricostruzione del Comune dell’Aquila (Usra).
Contatti con i tecnici del dicastero di cui è ministro Sergio Costa, del Movimento 5 stelle, sarebbero già in corso.
Lontani i tempi, insomma in cui tanti aquilani diedero vita al movimento delle carriole, per sollecitare la rimozione delle macerie in centro storico, e con essa l’avvio della ricostruzione. A dieci anni dal terremoto del 6 aprile del 2009, con la ricostruzione che ha preso decisamente piede, almeno nel capoluogo, e in parte dei comuni, sono state infatti rimosse, trasportate e smaltite ben 3 milioni e 276 mila tonnellate di macerie, di cui 292.223 nel solo 2019. Da parte di 658 aziende, che hanno effettuato 235.018 viaggi, da 11.071 cantieri, verso 122 punti di conferimento.
E sono questi solo alcuni dei dati, aggiornati in tempo reale, che è possibile consultare all’indirizzo www.maceriesisma2009.it.
Sito che è solo interfaccia pubblica di un complesso sistema di monitoraggio, messo a punto da inizio 2015, con una norma nella legge di Stabilità, e a seguire con un’ordinanza degli Uffici speciali della ricostruzione.
Le aziende sono da allora obbligate a registrarsi sul portale web, devono poi registrare i mezzi con cui intendono effettuare il trasporto, devono ritirare l’Obu (On Board Unit) presso l’Automobile Club dell’Aquila, un sistema di tracciamento satellitare che permette di monitorare lo spostamento dei mezzi sul territori.
Vanno registrati anche i cantieri (pubblici e privati) da cui effettuano i trasporti, e per ogni viaggio viene specificare il codice del formulario rifiuti (Fir) e il volume presunto del materiale trasportato, la targa del mezzo e il nome dell’impresa, l’ora di partenza dal cantiere, e quella di arrivo nel sito di conferimento, infine il peso effettivo del materiale scaricato.
“Un qualcosa di mai avvenuto prima in Italia – sottolinea Provenzano – una buona pratica che ora potrà offrire il know how per altre applicazioni, a cominciare dal trasporto dei rifiuti, ambito molto delicato e rischioso. Il vantaggio è infatti la tracciabilità passo dopo passo, e la possibilità del controllo a posteriori. Va poi ricordato il rigoroso sistema sanzionatorio: la mancata o incompleta esecuzione delle comunicazioni relative alla demolizione e rimozione dei materiali, possono portare alla revoca della quota di contributo finalizzato allo scopo, nonché alla revoca delle autorizzazioni ed abilitazioni al trasporto a carico delle ditte inadempienti”.
Un sistema che ha finora garantito il corretto trattamento in particolare dei materiali pericolosi: ovvero, si appura consultando il portale, in primis delle 860 tonnellate di materiali contenenti amianto.
Scorrendo altri numeri, per quanto riguarda la ricostruzione privata, sono state trasportate finora 3 milioni e 297.463 tonnellate di macerie.
Anno di picco il 2013, con 591 mila tonnellate, poi dal 2016 si è registrata una costante discesa, nel 2019 sono state trasportate 313mila tonnellate.
“Segno che la ricostruzione è andata avanti, e ha accelerato – commenta Provenzano – in futuro prevediamo che si ridurrà il trasporto e smaltimento dal comune dell’Aquila, mentre aumenterà dalle frazioni e nei paesi del cratere”.
Significativo anche il fatto che le macerie rimosse degli edifici pubblici sono rispetto a quelle degli edifici privati, molte di meno, finora 495.818 tonnellate, in parte incide il fatto che la ricostruzione pubblica non riesce a dieci anni dal sisma a tenere il passo e a decollare.
Le aziende registrate in attività sono poi 658, ed hanno effettuato finora 235.018 viaggi, da 11.071 cantieri, verso 122 punti di conferimento, di cui 54 in provincia dell’Aquila, 31 in provincia di Teramo, 16 in provincia di Chieti, 10 in provincia di Pescara, 9 in provincia di Ascoli Piceno, 5 in provincia di Roma, 4 in quella di Macerata, e così via.
Il sito di stoccaggio che ha ricevuto più macerie è quello di Aquilaprem nel nucleo industriale Bazzano, a L’Aquila con 655.792 tonnellate. a seguire la cava di Inerti di Ciuffini di Tempera, 364.202 tonnellate, l’aquilana Calcestruzzi, sempre nel Nucleo Industriale di Bazzano 355.260 tonnellate. A seguire Aquilana recuperi di San Demetrio nei vestini, 336.190 e fuori la provincia dell’Aquila, in quinta posizione, Co.Ge.Po Montorio Al Vomano, con 249.406 tonnellate
Delle 658 aziende registrate per effettuare trasporti, sono abruzzesi 519, di cui 162 aquilane, mentre sono 176 quelle di altre regioni.
Per quanto riguarda la tipologia di materiali: 59.354 tonnellate sono “miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche”, 35.769 tonnellate di “cemento”, 23.565 di “imballaggi in materiali misti”, 23.565 di “ferro e acciaio” e 7.507 di “legno”.