L’AQUILA – Si chiude un anno complicato per i sindaci dei quattro comuni capoluogo abruzzesi. 

Un 2015 di momenti anche particolarmente aspri, in una fase storica per l’Italia intera molto difficile, fatta soprattutto di crisi economica che continua imperterrita a far male nonostante dalle parti del governo di Matteo Renzi si parli con insistenza di ripresa.

Questa carrellata riassuntiva di fine anno parte inevitabilmente dal capitolo L’Aquila, capoluogo di regione, ancora terremotato, guidato da un sindaco del Partito democratico, Massimo Cialente, in carica dal 2007 e contento, anzi, contentissimo, per gli ulteriori fondi per la ricostruzione post-sisma sbloccati da poco, ma “seriamente preoccupato per la drammatica crisi economica che ha investito la nostra città. All’Aquila – spiega Cialente – registriamo un aumento esponenziale della cassa integrazione. Nel nostro comprensorio ben il 27% delle persone è in cerca di un’occupazione, con conseguenze negative sulla domanda interna che portano a una profonda sofferenza per le attività produttive”.

“Il mio grande rammarico – ha detto ancora Cialente – è che il cantiere più grande d’Europa, sul quale noi abbiamo investito moltissimo in termini di risorse finanziarie, non sta determinando vantaggi economici per il nostro comprensorio”.

Invece, sulle crisi più o meno dure, ma tutte interne alla maggioranza di centrosinistra, il primo cittadino afferma che “non c’è opposizione, al mio interno ho delle persone con cui ragiono in un progetto condiviso con gran parte della città, che la città riconosce come tale e che mi vede come sindaco benvoluto dopo 8 anni. In questo quadro, ripeto, manca l’opposizione, ma io non ho opposizione, c’è un centrodestra incapace di partecipare, che cerca ogni volta di far mancare il numero legale su vicende decisive come ad esempio l’approvazione del bilancio. Ed è un male per L’Aquila, non per la maggioranza. Hanno cavalcato malamente la vicenda delle bollette dei Progetti C.a.s.e. e M.a.p. mettendo in mezzo una strada la gente, hanno votato contro gli impianti di Montecristo e poi fare una battaglia sul piano d’area. Mi ricordano i bambini in un campo di calcio che corrono tutti dietro a un pallone, non hanno una idea”.

“Ma il 2016 – assicura il sindaco – sarà il nostro anno della riscossa, si aprirà con l’arrivo di Accoird Phoenix, una salvezza per tanti lavoratori, pure se anche qui l’opposizione dice il contrario. In ogni caso, la nostra è una coalizione forte, fatta anche di tanti giovani che hanno voglia di essere sempre più protagonisti per il bene della città”.

E a tal proposito, Cialente annuncia che “dopo di me ci sarà un cambio fisiologico, ma con una rotta progettuale già stabilita. Ci sarà solo un avvicendamento al timone”.

Per Cialente è stato tra l’altro anche l’anno dell’inchiesta giudiziaria. Dopo un rincorrersi di voci è stato lui stesso ad annunciare di essere stato raggiunto da una comunicazione di proroga di indagini a suo carico. Il reato ipotizzato è probabilmente quello di abuso d’ufficio e l’inchiesta riguarderebbe lavori di ristrutturazione della propria casa, ma dalla procura è stato mantenuto stretto riserbo.

A Pescara, Marco Alessandrini, pure lui Pd come Cialente, chiude un 2015 duro, specie per la vicenda dell’inquinamento del mare e del fiume, vicenda che ha causato scontri velenosissimi in Consiglio comunale e che hanno visto spesso il sindaco sul banco degli imputati per la famosa ordinanza fantasma – l’accusa di falso per Alessandrini è stata archiviata – pure se su di lui, sul vice sindaco Enzo Del Vecchio e sul dirigente Tommaso Vespasiani resta la contestazione di omissione in atti di ufficio per non essere intervenuti subito dopo l’allarme inquinamento in mare.

Senza dimenticare il momento di bel respiro, con l’approvazione del Piano di riequilibrio da parte della Corte dei Conti, avvenuta lo scorso 24 novembre, con l’erogazione da parte del ministero dell’Interno al Comune di Pescara della somma di 33.480.299,44 euro a titolo di fondo di rotazione, di fatto tirando fuori il Comune dal dissesto finanziario. 

“Ho un anno in più – dice ad AbruzzoWeb – un anno di formazione in più, in un mestiere molto impegnativo dedico le mie forze, le mie capacità, il più grande onore che può toccare a una persona. Io continuo a lavorare per la comunità, una comunità che si confronta con un sentimento dominante, che è la paura, la crisi economica continua a mordere, ma dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la paura. Mi ha molto colpito la conferenza di fine anno del premier Renzi, il senso è che occorre avere fiducia perché credo che il peggio sia passato. Certo, viviamo tempi difficili, ma qualche piccolo segnale di crescita c’è, il sistema paese tiene, il risparmio delle famiglie italiane è sempre elevato. L’ottimismo nasce anche da questo, restiamo un grande Paese e lo abbiamo dimostrato nei momenti peggiori, ora dobbiamo proseguire sulla strada della ripresa”.

Ma a Pescara, nel frattempo, gli argomenti più che spinosi sono ancora all’ordine del giorno.

“Tra frane, erosione della costa, inquinamento dell’aria e del fiume, le cose non sono affatto semplici. Ma la nostra città è il motore economico della regione, quindi testa bassa e lavorare, perché dalle difficoltà bisogna uscire sempre e comunque”.

“Quando guardo verso l’interno dell’Abruzzo – conclude Alessandrini – vedo parecchi problemi, ma sono in fondo gli stessi problemi che affronto ogni giorno nella mia stanza dove entrano persone con situazioni personali complesse, con il lavoro che rappresenta la prima ‘voce’. È dura, ma è pure una sfida da vincere, come quella dell’Aquila da ricostruire con cui c’è un ottimo rapporto che non contempla il ‘campanile’. L’Aquila resta una ferita aperta, ma l’anno scorso quando sono andato, diciamo così, a trovarla, godendomi un normalissimo pub, ho capito che la normalità si può ritrovare anche lì”.

Per Chieti e per il suo sindaco Umberto Di Primio (Nuovo centrodestra) il 2015 è stato l’anno della riconferma. Eppure per Di Primio il 2015 era iniziato tutto in salita. A gennaio si era trovato indagato per corruzione nell’inchiesta “Terre d’oro” (inchiesta madre sullo smaltimento illecito di rifiuti da cui era stato stralciato un altro filone che riguarda la realizzazione del cosiddetto “Megalò 3” nel quale è rimasto implicato il sindaco di Chieti), mentre, sul piano politico, la sua ricandidatura a sindaco sembrava sempre più in bilico, tanto è vero che nel centrodestra si parlava insistentemente di primarie. 

Accantonata l’ipotesi delle primarie, Di Primio ha avuto il via libera alla ricandidatura e, attraverso una campagna elettorale in cui ha saputo riportare al voto un centrodestra partito in maniera stanca, a giugno è stato nuovamente rieletto sindaco di Chieti.  

 “L’anno che sta per concludersi è stato sicuramente buono, sia dal punto di vista politico che amministrativo – ha detto il primo cittadino – condito sicuramente dalla mia rielezione. Ma non solo. Perché sono in arrivo importanti finanziamenti per la città”. 

“Mi riferisco al Masterplan regionale che destina al capoluogo teatino, attraverso vari interventi, circa 60 milioni per investimenti – continua Di Primio – Ma mi riferisco anche ai 15 milioni messi a disposizione dall’Agenzia del demanio per la ristrutturazione della  caserma Berardi, che diventerà polo amministrativo della città. Come la caserma Bucciante diventerà la nostra “cittadella della cultura””. 

Il sindaco ha ricordato anche l’accordo con l’Adsu (agenzia per il diritto allo studio universitario) e la Regione per la riconversione della caserma Pierantoni e del Santa Maddalena, due enormi strutture nel centro cittadino destinate a ospitare studentati. 

Insomma, un 2015 molto buono per il sindaco Di Primio che ha iniziato a portare a casa i frutti dei primi cinque anni di amministrazione. Chieti ha deciso di ridargli fiducia e ora starà a lui mettere a frutto la fiducia accordatagli.

Il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, ha preferito non rispondere alle domande di AbruzzoWeb per non anticipare i contenuti della conferenza stampa per fare il bilancio di un anno di attività.