“Dal 10 gennaio  La gestione dell’Asilo comunale “Arcobaleno” è passata alla Cooperativa Sociale Gialla di Roma. Purtroppo, sin da subito, abbiamo evidenziato all’Amministrazione comunale che le nuove condizioni economiche riconosciute alle lavoratrici in ragione del diverso CCNL applicato, avrebbero comportato una notevole riduzione dello stipendio. La consegna del primo cedolino paga lo ha confermato, con una perdita economica annuale di circa 2500 euro. Inoltre risulta azzerata l’anzianità di servizio e i relativi scatti; azzeramento che determina una ulteriore perdita economica di circa 1300 euro annui”.

Così la Cgil in una nota.

“In tutti questi mesi abbiamo tenuto diversi incontri, anche alla presenza dell’Assessore Palmieri, nel corso dei quali abbiamo denunciato la sussistenza di questa grave problematica e chiesto di risolverla – prosegue la nota -. Non comprendiamo come sia possibile che una gara di appalto di un servizio pubblico, che di fatto non ha subito alcuna modifica e procede in totale continuità con con la pregressa gestione, possa determinare tali perdite economiche per le lavoratrici. Così stando le cose è del tutto evidente che – rappresentando il costo del personale il 90% di quello ge – nerale di quel servizio – a pagare l’eventuale risparmio per il Comune o lo stesso ribasso esercitato dalla Cooperativa in gara siano le lavoratrici!”

“In questi giorni abbiamo nuovamente richiesto un incontro alla Amministrazione Comunale affinché metta in atto tutte le iniziative di sua competenza per risolvere una situazione che sta determinando gravissimi problemi economici alle lavoratrici e alle loro famiglie. Ricordiamo che si tratta di operatrici che hanno una storia e una riconosciuta professionalità, acquisite nel corso di questi anni, con apprezzamento delle famiglie. Auspichiamo che le scelte di natura retributiva – a nostro parere illegittime – compiute dalla Cooperativa non incidano negativamente anche sulla qualità del servizio erogato, poiché la presenza delle operatrici al lavoro – per scelta aziendale – varia costantemente ed è legata alla effettiva presenza dei bambini (mai vista una gestione della flessibilità di questa natura!). Continuiamo a ritenere che quanto sta accadendo lede i diritti delle operatrici! Metteremo in campo ogni iniziativa a tutela di quei diritti e, nel contempo, chiediamo a tutte le forze politiche della Città di Lanciano a farsi carico dei problemi denunciati”, conclude la nota.