L’AQUILA – “Berlusconi può piacere o non piacere, ma almeno non è ipocrita: gli piacciono la figa e la politica. A modo suo è coerente e identificabile. Se mi chiamasse, comunque, avrei due o tre cose, serie, da proporgli per fare il bene dell’Italia, tipo l’obbligo di educazione sessuale a scuola. Perché con il porno che dilaga su internet i ragazzini non stanno capendo più nulla”.

Non si nasconde, anzi, rilancia, Rocco Siffredi, attore pornografico, regista e produttore cinematografico originario di Ortona (Chieti), che alla trasmissione La Zanzara di Radio24 si è detto pronto a rispondere “presente” a una eventuale chiamata elettorale da Silvio Berlusconi.

“Silvio Berlusconi resta il numero uno, se dovesse chiamare, io risponderei subito sì”, uno dei passaggi del suo intervento radiofonico da David Parenzo e Giuseppe Cruciani.

“Io non sono ipocrita – afferma Siffredi ad AbruzzoWeb dopo il Natale passato in famiglia a Budapest, dove vive e lavora – Sono sempre stato me stesso fino a compromettermi, a pagare per ciò che penso e che dico, per questo odio chi è ipocrita. E Berlusconi non lo è. A differenza di molti altri che sono pure ‘trasformisti’, che predicano bene e razzolano male”.

“Se la chiamata arrivasse – prosegue il pornodivo – avrei da proporgli delle cose concrete da fare subito. Una riguarda sicuramente l’educazione sessuale nelle scuole. La pornografia è ormai dilagata e i ragazzini, gli adolescenti, sono tutti lì con i telefonini a guardarla senza capire niente. Gli manca una guida e poi è un fenomeno molto recente, quindi bisogna stare attenti agli effetti che il porno disponibile ogni momento e privo di spiegazioni può avere su di loro”.

“Potrebbero diventare più liberi, ma anche più incasinati, quindi è il caso di fare molta attenzione e di spiegargli le cose. E se lo dico io che il porno lo pratico ‘sul campo’”, dice ancora Siffredi.

“E poi – prosegue – subito con la prostituzione nelle case, per andare soprattutto contro la criminalità organizzata in un Paese ipocrita come il nostro che non vuole ammettere di essere pieno di ‘puttanieri’ in giro per il mondo, i ‘migliori’ puttanieri”.

“Se però il Cavaliere non fosse d’accordo con me, gli direi tranquillamente ‘ok, tu continua con il tuo lavoro e io col mio’”, precisa però Rocco, prima di ammettere di tornare nella sua Ortona “pochissimo, giusto una volta l’anno per andare a trovare i miei genitori al cimitero”.