PESCARA – “Le intemperie amministrative e le lacune conoscitive dell’onorevole Testa richiedono ordine aritmetico e rigore matematico, che può arrivare solo dalla lettura non pigra delle carte, spogliate quanto più possibile dalle incursioni di chatgpt e dalle oziose googlate sui pc. Partendo dalla consapevolezza dei compiti specifici e puntuali dell’amministratore politico, distinti e separati normativamente dai doveri degli uffici tecnici”.

Così, in una nota, il deputato Pd Luciano D’Alfonso replica al deputato FdI Guerino Testa sulla questione sicurezza del fiume Pescara (Qui il link)

Di seguito la nota completa.

 

L’amministratore politico, che sia un Governatore di Regione o un sindaco, ha il compito, a fronte di una problematica che interessa il suo territorio, di individuare la possibile soluzione, di pensare a un’opera progettuale capace di sanare il problema, di individuare nel modo quanto più esatto possibile le risorse necessarie per dare concretezza a quel progetto, di reperire i finanziamenti attraverso il proprio bilancio o, nel caso di opere onerosamente rilevanti (come nel caso della realizzazione di 5 vasche di laminazione per il fiume Pescara) nei bilanci statati ed europei, di fare pressing nei confronti dei propri uffici per garantire che le carte siano apposto per indire la gara e consentire la scelta di un contraente, quindi seguire l’affidamento delle opere e scegliere la migliore capacità professionale nella direzione dei lavori

A questo punto il compito e il potere dell’amministratore politico si azzerano e subentra la capacità e responsabilità degli uffici tecnici nel dare compiutezza realizzativa all’opera affidata nel più breve tempo possibile, facendosi garante del rispetto dei termini di gara. Assodati tali passaggi veniamo alle vasche di laminazione sul fiume Pescara:

•          tra il 2006 e il 2009: parte l’intuizione ipotetica della realizzazione delle opere di laminazione lungo il fiume Pescara, la cui redazione è stata realizzata dall’Associazione temporanea di imprese BETA Studio di Ponte San Nicolò (Padova) e HR Wallingford, obiettivo ‘fronteggiare la crisi di natura socio-economica-ambientale determinatasi nell’asta fluviale del bacino del fiume Aterno’.

 

•          Nel 2009 l’ATI Beta Studio e HR Wallingford invia il progetto definitivo con studio di impatto ambientale; in accordo ai contenuti della fase propositiva del PSDA, il Programma degli Interventi ha incluso la realizzazione di un sistema di sole tre casse di espansione per la laminazione delle piene del fiume Pescara, ubicate nei comuni di Rosciano, Cepagatti, Manoppello e Chieti, a monte delle maggiori situazioni di rischio idraulico;

 

•          Dal 2009 al 2014 – Governo regionale Chiodi: non accade nulla, non si produce un solo atto tipico, né c’è traccia dei finanziamenti necessari per dare compimento a un intervento fondamentale per la sicurezza dei territori e dei cittadini

 

•          1 – 2 dicembre 2013 (e non nel 2015 come l’on. Testa erroneamente dimentica, forzando la propria ricostruzione dei fatti): a Pescara si verifica la cosiddetta ‘piena bicentenaria’ con la tracimazione del fiume Pescara, che invade completamente le golene nord e sud entrando nella città (le acque arrivano all’altezza dell’argine-muraglione di contenimento) sotto il Palazzo comunale; tracimazione di Fosso Grande a nord-ovest, tracimazione del Fosso Vallelunga, con lo sgombero di tutti i residenti di Villaggio Alcyone che viene invaso dall’acqua fin dentro le abitazioni dei pianterreni; allagati tutti i sottopassi della città; un decesso nel sottopasso antistante l’aeroporto di Pescara, che collega Pescara con San Giovanni Teatino;

 

•          Nel 2014 si insedia il mio Governo regionale e, in qualità di Presidente della Regione Abruzzo, vengo nominato Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico di cui il D.L. 133/2014, art.7 c.2 – D.L. 91/2014, art.10, convertito in L.116/2014. Trascorsi diversi anni, in qualità di Commissario, ho ritenuto necessario chiedere e far predisporre un adeguamento dei contenuti del Progetto delle Vasche per tener conto delle modificazioni dell’assetto del territorio e delle previsioni urbanistiche, con l’assetto proprietario dei terreni, oltre che in funzione di quanto accaduto pochi mesi prima con l’alluvione

 

•          Il progetto viene rimodulato:  il sistema sarà composto da n. 5 bacini di laminazione disposti su entrambi i lati del fiume Pescara, che andranno ad occupare tre tratti fluviali, denominati A, B e C (da valle verso monte) nei territori comunali di Cepagatti (PE), Rosciano (PE), Manoppello, (PE) e Chieti delle attuali condizioni dell’alveo, determina l’insorgenza di criticità idrauliche. La superficie complessiva occupata dalle opere è pari a 136 ha. Le casse di espansione insistono su tre comuni: Rosciano (PE) per 21 ha (15%), Cepagatti (PE) per 86 ha (64%) e Chieti per 29 ha (21%). È previsto un intervento complementare nel Comune di Manoppello (PE). L’area interessata dal progetto rientra nel fondo valle del fiume Pescara che, in questo tratto, si estende in senso trasversale per una larghezza variabile da qualche centinaio di metri fino a 1 km e nella quale il fiume è libero di compiere ampi meandri, soggetti all’esondazione delle acque di piena, con frequenza variabile a seconda dell’altimetria del piano campagna.

 

•          In data 04.11.2015: stipula dell’Accordo di programma tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Regione Abruzzo – Governatore Luciano D’Alfonso, per la progettazione e realizzazione delle Opere – Vasche di laminazione delle piene del fiume Pescara con un investimento pari a 57milioni di euro – Fondi Cipe, al fine di portare a conclusione l’iter progettuale e giungere all’appalto dei lavori.

 

•          Considerando l’importo dei lavori (57milioni di euro) occorre necessariamente ricorrere alla predisposizione di una gara europea, dando agli uffici regionali il tempo necessario per procedere:

 

•          2017: parte la gara europea

 

•          Intanto il progetto è divenuto subito un ‘caso scuola’, che abbiamo avuto l’onore di presentare come opera di punta in occasione del XXXVI Convegno Nazionale di Idraulica e Costruzioni Idrauliche Ancona, 12-14 Settembre 2018.

Per facilitare la lettura della succitata ricostruzione proviamo anche a tradurla rispetto alla premessa: ho ereditato un progetto utile, ma incompleto, e soprattutto fermo, spiaggiato. L’ho preso tra le mani, ne ho agevolato la rimodulazione in funzione delle accresciute esigenze di tutela emerse in seguito all’episodio alluvionale. Ho individuato dunque le caratteristiche progettuali dell’opera necessaria; mentre i tecnici lavoravano, mi sono preoccupato di rappresentare la necessità dell’opera a fronte della gravità degli accadimenti, quindi ho impegnato la mia presenza per il reperimento delle risorse utili all’opera. Mi sono preoccupato di verificare la giustezza delle opere da realizzare, e di far partire la gara d’appalto per l’affidamento dell’intervento. Ho dunque dato pieno compimento al mio dovere-compito di amministratore-politico.

 

Prove ulteriori sono, semmai ce ne fosse ancora bisogno, le fatture di pagamento emesse per l’avanzamento dell’opera: non c’è alcun versamento durante la giunta Chiodi; nel 2017 primo pagamento pari a 586.829,73 euro; 2018 secondo pagamento pari a 819.076,42 euro; 2019 pagati 3.740.165,26 euro, via via proseguiti man mano che, evidentemente, avanzava il cantiere, partito materialmente solo nel settembre 2022. E qui l’on. Testa mi costringe a sottolineare il probante e colpevole immobilismo del governo marsigliese per ben 3 anni, che sono 1.095 giorni persi. Ma in questo caso sono certo che l’on. Testa troverà la scusante dell’emergenza Covid, già divenuto un pretesto buono per tutte le stagioni.

 

Piuttosto che perdersi nell’avventatezza dei fatti passati, attenziono l’on. Testa sulle emergenze attuali, sul dramma che ha colpito l’Abruzzo e il Molise, tra Silvi, Castiglione Messer Marino, Fraina, Petacciato, con una frana di 4 chilometri che ha bloccato l’autostrada, la Trignina e le Ferrovie. Oggi sono intervenuto alla Camera per chiedere lo stato di mobilitazione nazionale, il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale e un Provvedimento normativo primario nazionale dedicato. Ora attendo l’intervento fattuale del collega Testa.