L’AQUILA – “Una situazione insostenibile quella dei dipendenti di Sicuraquila Srl, addetti come guardie particolari giurate, che non percepiscono restribuzione dal mese di marzo”.
La denucia arriva dalla Cisal Fpc e a spiegare il caso è il segretario provinciale Giuliana Vespa.
“La commessa principale di Sicuraquila è la vigilanza armata presso il Tribunale ed il Tribunale di sorveglianza di L’Aquila. In data 6 Giugno, su richiesta della Cisal, si è svolto il tentativo di conciliazione presso la Prefettura di L’Aquila”.
“All’incontro – ricorda Vespa -, oltre i rappresentanti della proprietà, era presente la Procura Generale che, nel caso specifico, rappresenta l’ente committente. Si è appreso in quella sede che da parte della Procura Generale la liquidazione delle fatture è sempre stata puntualissima proprio perché servivano al pagamento degli stipendi. Appare inspiegabile, quindi, come non vengano pagate le retribuzioni ai dipendenti”.
“Gli operatori, non retribuiti da mesi, sono costretti a turni massacranti che vanno oltre le 16 ore di lavoro continuativo. Inoltre – aggiunge -, accade anche, che sono costretti a coprire la turnazione notturna da soli nonostante nell’appalto sia previsto che il turno venga coperto da 2 unità lavorative. Paradossale che in questo contesto, al nostro Rappresentante Sindacale, sia stato chiesto formalmente di rinnovare il porto d’armi, il cui costo è di circa 400 euro, entro e non oltre il 30 Giugno. In caso contrario, gli è stato intimato, che sarà sospeso senza retribuzione e sanzionato disciplinarmente. Tutto corretto se fosse stato pagato e non avesse quindi un grosso disagio economico”.
“Ad aggravare la situazione – osserva Vespa – è la decisione, appena presa dall’azienda, di sospendere le ferie estive per tutti in quanto la carenza di personale non consente di garantire i turni. Bizzarro che in Prefettura abbiano sostenuto di avere personale in esubero. Abbiamo attivato i nostri legali per il recupero delle spettanze pregresse e confidiamo nel fermo interessamento della Procura Generale che, sin da subito, ha mostrato grande sensibilità nei confronti di lavoratori apprezzati e stimati”.
“Qualora non si avessero risposte certe in tempi brevi, siamo pronti ad attuare forme di protesta fuori dal Tribunale”, conclude Vespa.





