SULMONA – Un bisticcio con i giurati del premio Sulmona e critiche al fatto che gli indennizzi post-sisma per gli edifici storici siano gli stessi per L’Aquila e il comune ovidiano. 

Dopo due giorni dalla visita all’Aquila e altre località dell’Aquilano fatta con il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, il critico Vittorio Sgarbi è tornato di nuovo in Abruzzo, precisamente a Sulmona (L’Aquila), per il Premio “Rassegna Internazionale di Arte Contemporanea” che si svolge nel suggestivo Convento di Santa Chiara.

Proprio nell’ambito della premiazione Sgarbi, famoso anche per il suo carattere irascibile, ha avuto un’accesa discussione con alcuni membri commissione valutatrice che lui doveva presiedere. Dopo essere arrivato leggermente in ritardo, infatti, non gli è stata data la possibilità di votare.

“Non mi sono incazzato – ha dichiarato ad AbruzzoWeb – ho voluto puntualizzare. Arrivo con un quarto d’ora di ritardo e voi votate senza di me?! A Di Genova (Giorgio, uno dei membri della giuria, ndr) ho detto: ‘Anche se sei comunista, devi capire che è una questione di lealtà'”.

Sgarbi in un primo momento ha abbandonato la giuria, per poi tornare sui suoi passi solo quando gli è stata data la possibilità di esprimere il suo voto.

Dopo la premiazione il critico d’arte ha visitato la prestigiosa Abbazia di Santo Spirito al Morrone, più nota come Badia Morronese, edificio del ‘200, sorta per opera di Pietro Angelerio, futuro Papa Celestino V, accompagnato dall’ex collaboratrice della struttura commissariale di Luciano Marchetti, Andreina Pellegrini.

Oltre al disappunto per la poca valorizzazione dei beni cultutrali, durante la visita Sgarbi, che è arrivato accompagnato dall’attrice porno Vittoria Risi, ha anche espresso il suo punto di vista sugli indennizzi dati agli edifici storici resi inagibili dal terremoto.

“Se lo stesso indennizzo – ha detto – viene dato a un edificio che si trova all’Aquila e uno che si trova a Sulmona,  si può dire che quest’ultima sia privilegiata rispetto al capoluogo abruzzese”.

“Alla fine – ha concluso Sgarbi – abbiamo mangiato un buon piatto di spaghetti e visitato chiese bellissime. Splendido l’eremo di Celestino, anche il territorio merita di non restare nell’anonimato”.