PESCARA – “Il servizio idricio integrato va immediatamente riformato. Non servono appelli e palliativi, ma sono necessarie assunzioni di chiare responsabilità. Se vogliamo che il settore rimanga un servizio pubblico deve essere affidato all’Associazione dei Comuni d’Abruzzo”.

Lo affermano Maurizio Spina, segretario Cisl Abruzzo, e Donatino Primante, della Femca AbruzzoMolise.

“È giunta l’ora – dicono – che Anci Abruzzo dia alla Regione la propria disponibilità a mettere insieme i Comuni e costituire una Unica Società Pubblica, a totale capitale pubblico con cessione delle quote da parte dei Comuni all’Anci Abruzzo. Crediamo che sia possibile avere una Società radicata sul territorio, gestita con efficienza ed economicità, con l’individuazione di manager, non un politico e non un uomo della politica, all’altezza della gestione del servizio pubblico, legato ai risultati, al fine di dimostrare, una volta tanto, che il servizio pubblico puo’ essere un’opportunità per la collettività. I sindaci dell’Abruzzo – proseguono i due segretari Cisl – devono assumersi le proprie responsabilità di fronte ai cittadini, favorendo questo processo di riforma con la costituzione di un’unica società regionale gestita dall’Anci, per evitare l’aumento delle tasse e delle tariffe e per superare una gestione che si è rilevata fallimentare. Il tempo delle riflessioni e dei ripensamenti è finito. Bisogna muoversi prima che a rimetterci siano sempre gli stessi, lavoratori e cittadini”.

“Dobbiamo evitare che si arrivi alla privatizzazione dell’acqua a causa di una ‘allegra’ gestione di un bene pubblico e questa proposta di gestione deve essere condivisa da tutti, da destra a sinistra, perché è l’unica soluzione al problema per garantire un servizio idrico integrato efficace ed efficiente ai cittadini, per evitare esuberi dei dipendenti delle società e un crollo occupazionale del settore”, concludono Spina e Primante.