L’AQUILA – La soubrette di Sulmona (L’Aquila) Francesca Cipriani rischia l’accusa di falsa testimonianza nell’ambito del processo Ruby, che ieri ha portato alla condanna di Silvio Berlusconi a sette anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Il tribunale di Milano ha infatti trasmesso alla Procura gli atti relativi alle testimonianze della ex “pupa”, insieme a quelle di Maria Rosaria Rossi, parlamentare del Pdl, Valentino Valentini, consigliere di Berlusconi, e la funzionaria di polizia Giorgia Iafrate e altri testi – tra cui molte delle ragazze che partecipavano alle serate ad Arcore – oltre a Mariano Apicella e Licia Ronzulli, europarlamentare del Pdl, perché valuti un’indagine per falsa testimonianza.

La Cipriani si è detta “allibita”. “Mi sembra tutta un farsa, ho partecipato alle cene di Berlusconi un paio di volte dopo la mia partecipazione alla Pupa e il Secchione – spiega al Messaggero – e confermo che il presidente è un uomo di altri tempi, chi non lo conosce non può capire”.

A insospettire i magistrati sono le dichiarazioni fatte dalla Cipriani qualche tempo fa in merito a un incontro con il Cavaliere nel quale, stando ad alcune intercettazioni telefoniche, la showgirl ricevette un bracciale di diamanti e, dopo lo scandalo Ruby, anche 10 mila euro.

Soldi che, secondo l’ex gieffina, le furono dati perché “dopo che uscì il mio nome non mi fecero più lavorare”.