L’AQUILA – Che cosa fanno gli onorevoli a Roma eletti in Abruzzo? Si stanno meritando il loro stipendio da quasi 11 mila euro, più benefit vari e, in prospettiva, un lauto vitalizio?
A 18 mesi dalle elezioni politiche del febbraio 2013, AbruzzoWeb prova a fare una valutazione dell’operato dei sette senatori eletti in Abruzzo: Enza Blundo e Gianluca Castaldi, del Movimento 5 stelle, Stefania Pezzopane del Partito democratico, Federica Chiavaroli e Gaetano Quagliariello ex Popolo della libertà e ora al Nuovo centro destra, Antonio Razzi e Paola Pelino dal Pdl a Forza Italia.
Valutazione, va detto subito, non così facile. La presenza sui giornali e salotti televisivi o il numero di comunicati stampa prodotti e fatti pubblicare su questo o quell’argomento non sono un parametro affidabile poiché riguardano più che altro la visibilità di parlamentari che, a voler essere pignoli, sono stati votati e sono pagati per ben amministrare la cosa pubblica e, se possibile, risolvere almeno qualcuno dei giganteschi problemi e che affliggono il Paese.
Neanche la presenze durante le votazioni in aula possono essere prese come metro di misura: si può infatti pigiare un bottone seguendo un ordine di scuderia, senza neanche aver letto il provvedimento che si vota, dopo una giornata passata in buvette e a fare shopping; si può, al contrario, non partecipare al voto deliberatamente perché, dopo aver studiato il provvedimento, si valuta l’astensione come la tattica migliore. I parlamentari, poi, non timbrano il cartellino, dunque è impossibile sapere quante ore trascorrono, si spera in modo produttivo, dentro Camera e Senato.
Si sa solo che, grossomodo, gli onorevoli sono a Roma, nel loro posto di lavoro, in media dal martedì al giovedì. Il resto della settimana, assai corta, lo dedicano allo studio, all’analisi e al rapporto con gli elettori nei loro territori, almeno questo assicurano tutti.
Un parametro affidabile da cui poter partire è invece quello elaborato dal sito Openpolis, ed è l’indice di produttività, che tiene conto di vari fattori: la partecipazione alle votazioni, l’attività nelle commissioni, il numero di disegni di legge, emendamenti e interrogazioni presentati ed elaborati, ma anche il successo che questi hanno ottenuto, tenendo conto di quanti sono stati coronati da successo con l’approvazione.
E dei disegni di legge presentati dai senatori abruzzesi, quasi nessuno è ancora approdato un aula.
Il primo premio della produttività tra i senatori abruzzesi spetta a Federica Chiavaroli, vice presidente del gruppo del Nuovo centro destra, con indice 329, 13° su 315 senatori. La sua percentuale di assenze in occasione del voto elettronico in aula è appena del 9,9 per cento, quando al media è del 17,6 per cento. Ha bucato, infatti, solo 700 votazioni su 7.043.
Ha presentato 237 emendamenti e 3 interrogazioni. Due i disegni di legge di cui è prima firmataria. Il primo è sulle “Modifiche al Codice dei beni culturali e del paesaggio per la gestione delle istituzioni culturali da parte di privati, imprese e organizzazioni no profit”, un secondo disegno di legge intende istituire la figura professionale del musicoterapista.
Al suo attivismo vanno ascritti, però, anche emendamenti e ordini del giorno che hanno sollevato veementi polemiche. È stata per esempio tra i firmatari dell’ordine del giorno, poi ritirato dal coordinatore nazionale Quagliariello, in cui si prevedeva il vitalizio per gli eletti in Parlamento, anche in caso di scioglimento anticipato delle Camere, previo versamento dei contributi mancanti.
Si è guadagnata la notorietà nazionale per aver presentato l’emendamento numero 1150 meglio conosciuto con il nome di “Salva slot machine”, anch’esso abortito, che prevedeva la penalizzazione nei trasferimenti agli enti locali che decidono di vietare le slot machine nel proprio territorio.
I fumatori incalliti si ricorderanno nell’urna della Chiavaroli, relatrice in Senato del decreto legislativo che prevede un aumento dell’accisa minima dei tabacchi a basso costo.
Per quanto riguarda il suo rapporto con il territorio, al netto della sua intensa attività di coordinatrice regionale dell’Ncd, la Chiavaroli ha presentato interrogazioni contro la soppressione del Tar di Pescara, proponendo di abolire piuttosto il Tar dell’Aquila, provocando inevitabilmente nel capoluogo abruzzese dure reazioni. È molto impegnata a salvare l’istituzione della zona franca urbana di Pescara.
Il secondo per produttività è Antonio Razzi di Forza Italia, tra i politici abruzzesi forse più noti in Italia, grazie al suo slang da emigrante teatino di ritorno, la sua fedeltà totale a Silvio Berlusconi, la sua ammirazione controcorrente per il regime comunista della Corea del Nord, meta frequente dei suoi viaggi. Il tutto immortalato dalle imitazioni in prima serata del comico Maurizio Crozza.
Al di là di tutto ciò, va però riconosciuto a Razzi un alto indice di produttività, pari a 240, ovvero 28° su 315 senatori. Le sue assenze sono solo il 6,2 per cento. Ha presentato 22 interrogazioni e 18 emendamenti.
Razzi è primo firmatario di 9 disegni di legge che spaziano tra i più disparati argomenti: l’introduzione dell’educazione alimentare nelle scuole, l’obbligo di dotare gli apparecchi telefonici con modalità a viva voce in automobile, l’introduzione di corsi scolastici di lingua e cultura italiane attraverso la rete Internet per gli italiani residenti all’estero, misure per impedire ai soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico l’accesso nelle sale da gioco, crediti di imposta decennali pari all’80 a favore delle aziende italiane all’estero che tornano a casa.
Infine il disegno di legge che avuto più clamore: quello che intende “disciplinare l’esercizio professionale della prostituzione tramite l’introduzione dell’attività di operatore di assistenza sessuale (Oas) regolamentando i luoghi di esercizio della prostituzione, con l’intento di eliminare l’adescamento in strada, ovvero in luogo pubblico, dei clienti”.
Terza per produttività tra le senatrici abruzzesi è l’aquilana Enza Blundo, con un indice pari a 81. È stata assente in occasione del 30 per cento delle votazioni. Ha presentato 204 emendamenti, e 37 tra interpellanze, mozioni e interrogazioni scritte e orali ed è prima firmataria di tre disegni di legge.
Il primo propone di abolire il quorum per la raccolta firme dei referendum, introduce la possibilità da parte dei cittadini elettori di revocare gli eletti anche prima delle elezioni, affianca al voto parlamentare il voto popolare e quando il Parlamento per varie ragioni non prenda in esame una legge d’iniziativa popolare.
Un secondo ha l’obiettivo di prorogare di ulteriori 3 anni (per un totale di 6) il termine concesso al governo per l’esercizio della delega per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, con esclusivo riferimento alla riorganizzazione dei tribunali abruzzesi, in relazione agli effetti del terremoto del 6 aprile 2009.
Il terzo disegno pone limiti alla ricerca di idrocarburi, e propone che le attività attualmente in essere siano sottoposte a nuova procedura di valutazione di impatto ambientale da parte delle Regioni.
Come vice presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, ha organizzato varie iniziative e convegni in giro per l’Italia, proponendo di affidare alle famiglie italiane i minori stranieri non accompagnati.
Momenti di protagonismo politico e mediatico l’incatenamento ai banchi del Senato assieme ai colleghi grillini per protestare contro l’approvazione del decreto Sblocca Italia e i suoi attacchi alla collega e concittadina Pezzopane.
Si è sua volta presa gli strali del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, per aver votato contro un decreto in cui erano previsti fondi per i precari della ricostruzione.
Ma la Blundo ha replicato che in quel provvedimento c’era anche l’ok alla realizzazione della Tav Torino-Lione, a cui il M5s è contrario. Appena eletta, ospite alla trasmissione radiofonica Un giorno da pecora, non ha saputo dire qual è il numero dei deputati. Una piccola gaffe senza repliche, anche perché le sue presenze sui media si sono praticamente azzerate, come per gli altri parlamentari grillini, che si sono dovuti adeguare al diktat di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.
La Blundo rivendica con orgoglio l’essersi ridotta, come tutti i parlamentari del Movimento 5 stelle, il compenso dai quasi 11 mila ai 5 mila lordi e di aver versato la metà dell’indennità a favore di un fondo per le piccole imprese.
Al quarto posto per produttività troviamo al senatrice aquilana Stefania Pezzopane del Partito democratico, con indice 73,6, tasso di assenza al di sotto della media dell’8,8 per cento.
Ha presentato 33 interrogazioni e 117 emendamenti. Sono 6 le proposte di legge di cui è prima firmataria: per garantire cure e tutele alle persone colpite da ludopatia, in materia di stato giuridico e avanzamento degli ufficiali dell’esercito, e sui titoli onorifici agli ufficiali provenienti dai corsi allievi ufficiali di completamento. E poi due disegni di legge in cui si vieta la riconversione degli ex zuccherifici in attività in contrasto con i vincoli ambientali e paesistici, e le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare entro 12 miglia dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale.
A proposto di petrolio, la Pezzopane si è però attirata gli strali della collega Blundo per aver votato a favore dello Sblocca Italia, in cui ci sono misure che favoriscono proprio le attività estrattive anche in Abruzzo.
In cima ai pensieri e all’azione della Pezzopane c’è stata e c’è soprattutto la ricostruzione post-sisma dell’Aquila e del “cratere”, con molti emendamenti, presentati e anche approvati, e soprattutto con un’intensa attività di relazioni in Transatlantico per la difficile battaglia per garantire un flusso costante copertura finanziaria.
Come “garante della ricostruzione” è stata lanciata, senza successo, dal Pd abruzzese per ricoprire la carica di sottosegretario al posto di Giovanni Legnini, anche lui senatore Pd e abruzzese, diventato vice presidente della Consiglio superiore della magistratura.
Due i momenti in cui la senatrice Pezzopane ha raggiunto l’apice della visibilità mediatica in Italia. Il primo quando, come vicep residente della Giunta per le autorizzazioni, ha votato la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore. Il secondo, per la sua recente relazione sentimentale con l’ex spogliarellista Simone Coccia Colaiuta, questa volta però non nelle pagine di politica ma in quelle di gossip.
La peligna e imprenditrice dei confetti Paola Pelino, vice presidente dei senatori di Forza Italia, ha un indice di produttività pari al 66,2 per cento, 164° in classifica. È però una campionessa di presenze, ha mancato infatti solo il 3,8 per cento delle votazioni.
Ha presentato 176 emendamenti, 8 interrogazioni, due mozioni, ed è prima firmataria di 4 disegni di legge.
Uno sulle “Disposizioni a favore della ricostruzione post-sisma dell’Aquila e del cratere”, in cui si prevede “lo stanziamento di 1 miliardo di euro annui a decorrere dal 2013 e per la durata di 6 anni”. Somme certe, “iscritte in apposito capitolo dello stato di previsione del ministero dell’Economia e delle finanze”. Fermo in Commissione. Ha proposto poi una riforma dell’Agenzia spaziale italiana e un disegno di legge a favore degli invalidi di guerra.
Si è spesa per l’annosa e irrisolta questione dell’inquinamento delle acque e dei territori limitrofi al polo chimico industriale di Bussi sul Tirino (Pescara) e per risolvere, con un emendamento allo Sblocca Italia, il problema delle bollette pazze per gli aquilani ospiti del progetto C.a.s.e..
In occasione del voto di decadenza da senatore per Berlusconi, assieme ad altre colleghe forziste la Pelino ha indossato un abito nero in segno di lutto. Momento d’indubbia notorietà sui rotocalchi nazionali, la foto che la immortala in compagnia dell’attore americano e sex symbol per eccellenza Richard Gere, durante il festival del cinema di Roma.
Il secondo senatore del Movimento 5 stelle, Gianluca Castaldi, a differenza della collega Blundo, ha indice di produttività medio bassa pari a 44,6, ed è 217° in classifica su 323. È stato assente al 29,3 per cento delle votazioni, ha presentato 200 emendamenti e 21 tra interpellanze, mozioni e interrogazioni scritte e orali.
È primo firmatario di un solo disegno di legge, non ancora esaminato dalle commissioni, e che prevede di abolire la liberalizzazione degli orari e delle aperture degli esercizi commerciali introdotte dall’ultimo governo Berlusconi e confermate dal governo di Mario Monti, proponendo di “ricondurre la competenza legislativa e la potestà regolamentare nel settore del commercio alle regioni e agli enti locali”.
È stato molto attivo contro i progetti di estrazione petrolifera che insistono in Abruzzo, in particolare contro la piattaforma “Ombrina mare 2”. E si è battuto contro la soppressione dei Tribunali di Vasto e Lanciano.
A far scalpore una sua mozione sul condannato Silvio Berlusconi, con la richiesta di revoca del titolo di Cavaliere. Fiero anche lui di essersi dimezzato l’indennità.
L’ex ministro, il napoletano Gaetano Quagliariello, oggi senatore del Nuovo centro destra è stato sì eletto in Abruzzo, ma come si dice in gergo “da catapultato”, candidato al Senato nella lista abruzzese appena dopo Berlusconi, quando ancora esisteva il Pdl, anche se ha sempre rivendicato il legame avendo insegnato per anni all’Università dell’Aquila.
È senz’altro il senatore più famoso di quelli eletti in Abruzzo, essendo il coordinatore nazionale del partito, ma anche il meno produttivo. Il suo indice è molto basso, pari al 27.7, 263° su 323 senatori, assente a più della metà delle votazioni perché in missione.
Ha presentato un solo ordine del giorno, ha però all’attivo ben 12 disegni di legge di cui, la cosa più importante, alcuni sono stati approvati.
È primo firmatario dei decreto per l’abolizione delle Province, e per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Che sono diventate legge. È promotore del disegno di legge che istituisce il Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali, che è stato approvato al Senato ed è in itinere per l’approvazione alla Camera.
Per quanto riguarda il rapporto con il territorio che lo ha eletto, ha preso a cuore in particolare la paventata chiusura delle sedi Rai, la sua presenza si è concentrata però nella veste di coordinatore Ncd nei periodi di campagna elettorale.





