L’AQUILA – Sempre più giovani scelgono la campagna, con una crescita di oltre il 15% delle aziende condotte da under 35 dal 2015 a oggi, a fronte della flessione del numero di aziende agricole totali (-3%). 

Un “ritorno alla terra” che, in un momento di profonda incertezza e scarse garanzie per il futuro, per molti ragazzi rappresenta l’unica scommessa possibile.

E in questo contesto, per favorire l’innovazione, il sostegno alle imprese, la legalità e la cura del territorio, si è pensato alla Banca nazionale delle terre agricole, nata con la finanziaria del 2016 per rimettere in circolo i terreni pubblici in stato di semiabbandono.

Da mezzogiorno di ieri l’Ismea, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, ha messo sul tavolo il terzo lotto del patrimonio di cui dispone a bilancio: all’asta altri 10 mila ettari di terreni pubblici.

In Abruzzo a disposizione ci sono 125 ettari, in particolare 95,27 ettari nel Teramano, 4.54 nell’Aquilano e 24,77 nel Chietino.

“Abbiamo trasformato questi terreni virtuali, inutilizzati, in terreni reali, storie di giovani imprenditori agricoli”, ha commentato il direttore generale di Ismea, Raffaele Borriello, alla conferenza “Seminiamo il futuro” al Maxxi di roma. 

Per il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, quest’asta è “solo l’inizio” di una nuova riforma fondiaria.

“Voglio invitare davvero con grande forza tutte le istituzioni, a partire dai comuni, a fare l’anagrafe delle loro terre incolte”, ha spiegato il ministro.

“Se l’agricoltura deve diventare il centro del sistema economico – ha dichiarato Bellanova – dobbiamo dare la possibilità di un accesso alle terre che non sia molto oneroso”.

 Del resto, anche secondo la Coldiretti, la disponibilità di terre è il “principale ostacolo” alla nascita di nuove imprese agricole in un Paese che sta vivendo “uno storico ritorno alla campagna”. 

Secondo uno studio di Ismea su dati Unioncamere, le aziende italiane di under 35 sono cresciute di oltre il 15% dal 2015 al 2019, fino a 57 mila realtà. Così come sono aumentati di anno in anno gli iscritti alle facoltà di agraria, che hanno visto 2 mila matricole in più all’anno dal 2014. I nuovi agricoltori hanno studiato più delle generazioni precedenti (il 16% dei giovani capi azienda ha la laurea e il 51% un diploma) e scelgono la campagna non tanto come ripiego quanto per un interesse legato alla terra e all’ambiente. 

Rispetto ai colleghi più anziani, hanno più propensione all’investimento, a fare rete e a innovare, anche in un’ottica di agricoltura sostenibile, sociale, di precisione e fuori suolo. La produzione agricola è prevista crescere del 2% nei prossimi anni per sfamare la popolazione mondiale, che ogni anno vede 75 milioni di persone in più, sottolinea il presidente dell’Ismea, Enrico Corali che invita ad avere “un approccio glocal”. 

I nuovi 386 terreni messi all’asta dalla Banca delle terre si trovano soprattutto nel Mezzogiorno e le regioni più presenti sono la Sicilia (22%), la Basilicata (21%), l’Umbria (10%), la Puglia (9%) e la Toscana (8%). 

La superficie media è di 26 ettari, il triplo della media nazionale, e “possono produrre reddito fin da subito, senza investimenti onerosi”, spiega Ismea. 

I ricavi della vendita, attesi per almeno 130 milioni di euro, saranno reinvestiti in misure per i giovani agricoltori. Per le manifestazioni di interesse on line c’è tempo fino al 19 aprile

BANCA DELLA TERRA

Per facilitare l’acquisto da parte dei giovani, gli under 41 possono pagare in rate agevolate semestrali o annuali per 30 anni. Finora la Banca delle terre, nata nel 2016, ha assegnato 4.643 ettari a 129 imprenditori, il 75% dei quali “giovani”. 

C’è tempo fino 19 aprile per partecipare all’asta che assegnerà 386 terreni derivanti dalle operazioni fondiarie di Ismea. Per i giovani con meno di 41 anni è possibile pagare a rate per un periodo massimo di 30 anni. 

La superficie media dei terreni è di 26 ettari (più del triplo della media italiana). 

Le tipologie di colture più presenti sono seminativo (48%), prato o pascolo (22%), bosco (8%), uliveto e agrumeto (5% entrambi). 

I terreni si trovano per 68% al Sud Italia, per il 23% al Centro e per il 9% al Sud. 

Ecco un resoconto con gli ettari di terreno disponibili Regione per Regione (fonte: Ismea-Banca nazionale delle terre agricole)  

Sicilia 2.203; Basilicata 2.139; Umbria 990; Puglia 926; Toscana 760; Emilia Romagna 697; Sardegna 645; Calabria 574; Lazio 422; Veneto 108; Campania 137; Abruzzo 125; Molise 89; Marche 77; Piemonte 64; Lombardia 55; Liguria 14.