PESCARA – Il 20 giugno, dopo quasi 3 mesi e mezzo dall’elezione di Marco Rapino a segretario regionale, il Partito democratico abruzzese eleggerà finalmente, con la convocazione dell’assemblea regionale a Pescara, già rinviata tre volte, i 70 componenti della direzione, e, a seguire, i 15 componenti della segreteria, compresi 4 vice segretari.
Un ritardo dovuto, assicurano nel Pd, ai molteplici impegni della campagna elettorale delle amministrative di maggio, a carico di tanti componenti del’assemblea, di cui è presidente il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Camillo D’Alessandro, e di cui fanno parte di diritto, anche il governatore, Luciano D’Alfonso, i consiglieri e gli assessori regionali.
Motivo del ritardo, assicurano però altre fonti interne, anche le dialettiche interne al Pd, ovvero il braccio di ferro tra i pezzi da 90 nel partito, tenuto conto che, dai rapporti di forza negli organi direttivi, dipendono future candidature, carriere politiche, il grado di autonomia o appiattimento dei dem rispetto alle rappresentanze istituzionali, in primis quella di Giunta e Consiglio regionale.
Un’operazione, la nomina dei componenti del direttivo, che andrà pertanto fatta con il bilancino. E anche da questo si spiegano i ritardi di Rapino, che ad AbruzzoWeb aveva annunciato nomine prima della tornata elettorale, previsione disattesa.
I nomi saranno scelti in base agli esiti delle primarie e alle percentuali di voti ottenuti dai candidati che si sono misurati nel congresso. Distribuiti, dunque, proporzionalmente alla luce del 72 per cento di Rapino, del 15 per cento di Alexandra Coppola, del 9 per cento di Alessandro Marzoli.
Ci sarebbe poi il 4 per cento del fu-piddino di area civatiana Paolo Della Ventura che però è uscito dal partito sbattendo la porta.
All’assemblea regionale si arriverà con liste di nomi proposte direttamente dai candidati, e già, per così dire, concordati e negoziati, che saranno eletti ad alzata di mano.
La partita più pesante sarà quella della segreteria che, ha già anticipato Rapino, sarà composta da una quindicina di membri. Fedeli al segretario, da lui revocabili.
Probabile, ma non scontato, che saranno nominati tra i 4 vice Coppola e Marzoli, o persone da loro indicate, come già ipotizzato dallo stesso Rapino.
Sempre Rapino, come criterio di scelta valida sia per la segreteria che per il direttivo, ha già anticipato quella anagrafica: largo ai giovani insomma, purché non ricoprano incarichi apicali negli enti pubblici. Oltre a un’equa rappresentanza dei vari territori, e la parità di genere.





