PESCARA – Una web app che raccoglie in tempo reale ed in forma anonima le segnalazioni di emissioni maleodoranti che ricadono in un’area georeferenziata, con conseguente attivazione del campionamento dell’aria, eseguita attraverso centraline automatiche, allorchè queste  segnalazioni superano una definita soglia critica.

Questo in sintesi il funzionamento dell’app Nose,  messa a punto dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac), in collaborazione con Arpa Sicilia e che sarà a breve sperimentata anche in Abruzzo su iniziativa dell’Agenzia regionale tutela ambientale (Arta). Ad approfondire il tema. sul sito del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (Snpa),  il dirigente di ricerca Isac Paolo Bonasoni, project manager dell’App Nose, in una interessante intervista realizzata da Francesco Tancredi, responsabile dell’ufficio comunicazione di Arta Abruzzo.

A seguire l’intervista integrale.

Dott. Bonasoni, in cosa consiste la progettualità NOSE e quali sono i benefici per i cittadini che la utilizzano?    

Il progetto si basa su un modello di citizen science che sta ottenendo ottimi risultati in Sicilia e che a breve verrà sperimentato anche da Arta Abruzzo. La principale caratteristica del “NOSE” è quella di sviluppare un connubio tra il mondo della ricerca, quello dei controlli ambientali (le Arpa) e la popolazione che abita i territori interessati da molestie olfattive. Si tratta di una web app che raccoglie in tempo reale ed in forma anonima le segnalazioni di emissioni maleodoranti che ricadono in un’area georeferenziata.

Con quali modalità?

Quando le segnalazioni da parte dei cittadini superano una definita soglia critica, scatta l’attività di campionamento automatico dell’aria, eseguita attraverso centraline automatiche. L’aria campionata è poi analizzata da Arpa per raccogliere preziose informazioni sulla olfattometria e la sua composizione chimica, permettendo di individuare quei composti da cui originano i miasmi olfattivi. Inutile sottolineare quanto sia fondamentale poter disporre di limiti specifici per poter meglio gestire le diverse criticità ambientali, particolarmente problematiche per la salute delle popolazioni, e che si riscontrano ormai in diverse aree del Paese.

Il progetto è stato attuato, in fase sperimentale, nel 2019, nel comprensorio siracusano dove è presente il polo petrolchimico più grande d’Europa. Qual è lo stato dell’arte?

Siamo partiti con il lancio dell’applicazione dopo aver studiato nel dettaglio il territorio grazie ai valori delle centraline di Arpa. L’obiettivo principale era quello di analizzare la componente odorigena della qualità dell’aria soprattutto nelle zone dove queste emissioni sono legate alla presenza di raffinerie e di altre industrie. Il passo successivo è stato quello di associare un modello meteorologico, sviluppato dal CNR, per riprodurre le traiettorie che identificano il percorso a ritroso compiuto dalle masse d’aria, tracciarle, cercando di localizzare, in tal modo, la fonte della molestia olfattiva. In Sicilia dal 30 agosto 2019 si sono iscritti oltre 5 mila cittadini che hanno segnalato oltre 17 mila volte i miasmi percepiti. Più della metà di queste segnalazioni vengono proprio dall’area di Siracusa.

Anche Arta Abruzzo, in collaborazione con Arpa Sicilia, si doterà a breve di questa applicazione, specialmente nelle zone dove sono presenti impianti a rischio. Quali sviluppi prevede?

Un’applicazione come NOSE, fatta propria da Arta Abruzzo, può migliorare la vita dei cittadini abruzzesi laddove, come è accaduto in Sicilia, si riuscisse a portare a conoscenza della collettività l’importanza dell’utilizzo di questo sistema, facendo sì che i cittadini collaborino attivamente al progetto. La presenza di sostanze nell’aria che generano odore, in una regione dove sono presenti agglomerati industriali, impianti di trattamento dei rifiuti, discariche, impianti di compostaggio e di biostabilizzazione, procura sicuramente un fastidio ed è potenzialmente responsabile di disturbi fisici, in funzione del disagio e della tossicità delle emissioni considerate.

Mentre in Abruzzo siamo alla sperimentazione, la Sicilia è pronta per la seconda fase.

Sarà la fase dell’installazione dei campionatori automatici che verranno dislocati dove maggiori sono state le segnalazioni dei cittadini, ossia nelle aree maggiormente esposte alle molestie olfattive. I miasmi campionati saranno caratterizzati sia dal punto di vista chimico che olfattometrico per identificarne la pericolosità e scovare la sorgente emissiva. L’Arpa sarà il soggetto che governerà NOSE sul territorio, con il compito di analizzare i campioni e, in caso di illeciti come sversamenti di sostanze nocive in mare o incendi dolosi, trasmetterli alle autorità competenti.

Il futuro dell’ambiente, dunque, passa anche dalla vostra App?

Anche perché la ricerca è sempre in cammino. Stiamo sviluppando un complesso tool modellistico per inserire in NOSE nuove informazioni sulla diffusione dei miasmi olfattivi che andrà ad integrare il tracciamento delle traiettorie percorse dalle sostanze odorigene. Le informazioni, incrociate con tutti gli altri dati raccolti, comprese quelle delle centraline Arpa, forniranno le indicazioni necessarie per identificare in maniera sempre più accurata l’area da cui proviene la massa d’aria maleodorante. Ai cittadini verrà chiesto di essere parte attiva di questo processo e sempre più precisi nella segnalazione: con NOSE potranno, infatti, comunicare l’odore percepito, la sua intensità e anche il tipo di disturbo eventualmente associato.