L’AQUILA – Per il nuovo impianto di risalita delle Fontari, sul Gran Sasso, il colpo di grazia potrebbe arrivare per mano dal ministero. Benzina sul fuoco sullo scontro già durissimo tra ambientalisti da una parte operatori turistici, sindaco Massimo Cialente, e buna parte della politica aquilana dall’altra.
Con una lettera dell’8 luglio, inviata al consiglio direttivo del Parco nazionale Gran sasso e monti della Laga, il dicastero sospende infatti la delibera di marzo 2015 favorevole all’impianto, giudicato troppo impattante e con il rischio di infrazione europea.
A rivelarlo nel corso di una conferenza stampa è stato questa mattina Stefano Allavena, del consiglio direttivo del Parco e parte del cosiddetto fronte ambientalista.
All’incontro erano presenti anche il consigliere comunale di Rifondazione comunista Enrico Perilli, Giovanni Cialone di Italia Nostra, e Stefano Pignatelli, ex direttore di esercizio del Centro turistico del Gran sasso, che hanno replicato a muso duro a chi li accusa di voler difendere le “insalate” e le “famiglie di fringuelli”, opponendosi al progetto che prevede lo spostamento e il raddoppio dell’impianto. Bocciato anche dall’ufficio scientifico del Parco, in contrapposizione con la posizione assunta dal direttivo, e dal presidente uscente Arturo Diaconale, che ha chiesto una revisione del parere.
“Quello che diciamo noi da mesi – hanno detto ai cronisti – ricevendo solo insulti, ora lo dice il ministero. Il Parco non può dare parere favorevole a un progetto che non è una ristrutturazione, una sostituzione in loco, ma un altro impianto distante 150 metro e lungo il doppio che, citando il parere tanto vituperato dell’ufficio scientifico, ha un impatto sulla flora e la fauna perchè attraversa due Siti di interesse comunitario, il che esporrebbe il nostro Paese a una procedura di infrazione della norma europea”.
Il direttivo del Parco si riunirà domani per valutare il da farsi. Serve infatti un supplemento di istruttoria e una negoziazione complessa con Bruxelles.
Il sindaco Cialente appresa la notizia, però si scaglia contro l’atto del Ministero. Il parco – assicura – deve ribadire il suo si al progetto – perchè il Ministero non si può togliere autonomia all’Ente Parco”
”Se non ci sarà un impianto efficiente di risalita – ha invece detto Perilli in conferenza stampa – per quest’inverno la colpa è di chi ha insistito su un progetto che, parco o non parco, non era fattibile”.
Pignatelli ha dunque riproposto il suo progetto del 2013 di un impianto parallelo a pochi metri e della stessa lunghezza, “dal costo di due milioni di euro invece dei 6,5 dell’altro progetto, che non impatta su aree Sic e che aveva superato la conferenza dei servizi, con la quasi certezza del parere positivo del Via”.
Nella sua replica, Cialente, ribadisce però che “c’è l’interesse pubblico per realizzare l’opera minacciare una procedura europea sta diventando l’unico meccanismo possibile per contrastarla. In più l’impatto ambientale sarebbe ridotto per la sostituzione delle vecchie Fontari. Qui non ci si sta rendendo conto che sta accadendo una cosa gravissima cioè che partirà in tutti i Comuni la raccolta per il referendum per uscire dal Parco”.
Filippo Tronca






