L’AQUILA – “Come prima, peggio di prima”: è il motto con cui, in coro e a gran voce, oltre 500 ragazzi dell’istituto superiore “Cotugno” dell’Aquila hanno accompagnato il corteo che oggi ha sfilato da Colle Sapone per dirigersi al piazzale dell’Auditorium del Parco.
Una protesta nata dopo un mese di doppi turni pomeridiani alle Industriali per consentire verifiche sulla vulnerabilità sismica dell’istituto di via Leonardo Da Vinci, ritenuta dubbia e ulteriormente da valutare dopo lo sciame di gennaio; da lunedì, comunque, ci sarà il rientro, tranne in alcuni corpi di fabbrica.
In testa al corteo, transitato per via Acquasanta, via Panella e viale Gran Sasso, genitori e insegnanti con un grande striscione con la scritta: “I docenti e il personale del Cotugno condividono le preoccupazioni e sostengono la protesta”.
“Non un giorno di più strappato al nostro futuro” , “Non vogliamo le conseguenze delle vostre inadempienze”, le dichiarazioni dei ragazzi scritte su grandi striscioni che riassumono le loro ragioni di protesta.
I ragazzi, infatti, sostenuti da insegnanti e genitori, lamentano il fatto che la soluzione di dislocare i diversi indirizzi in altrettante sedi scolastiche per favorire le attività di verifica nelle strutture del Cotugno ma, al contempo, garantire il regolare svolgimento delle lezioni in orari consueti, fornita dalle istituzioni solo due giorni fa, “poteva invece essere messa in atto già da tempo”, come rimarcato dal rappresentante d’istituto Andrea Bernardi durante il sit in al Castello.
Questo avrebbe evitato la drastica alternativa dei turni pomeridiani che sono stati causa di sconvolgimenti nell’organizzazione quotidiana dei ragazzi, nella loro vita sociale e scolastica.
“In un mese abbiamo subito le inadempienze di una classe politica incapace e inconcludente”, ha gridato al megafono Bernardi, dando voce a quello che è stato, nelle scorse settimane, un pensiero condiviso anche dal resto degli studenti.
LA MAPPA DELLE 37 CLASSI PIU’ UNA
Aboliti i turni pomeridiani per gli studenti dell’istituto “Cotugno” dell’Aquila che, da lunedì prossimo, torneranno tra i banchi di scuola regolarmente di mattina, ma non del tutto: l’indirizzo Classico e quello delle Scienze umane rientreranno nella sede di via Da Vinci, il linguistico sarà invece ospitato in alcune aule del liceo musicale e dei geometri.
Questo è quanto è emerso poche ore fa durante la manifestazione di protesta del “Cotugno”, in cui studenti, genitori e docenti hanno manifestato per chiedere chiarezza su quanto è emerso nelle ultime comunicazioni da parte della Provincia relative alla decisione di trasferire nuovamente il liceo nella sua sede originaria, dichiarata vulnerabile dopo gli eventi sismici del 18 gennaio scorso e tuttora idonea solo in parte.
Bisogna stringersi perché, come annunciato dalla Provincia nella sua nota, solo alcuni corpi di fabbrica sono effettivamente sicuri e agibili mentre altri avranno bisogno di nuovi accertamenti.
Sempre da quanto comunicato nell’evento, 37 saranno le aule a disposizione degli indirizzi che rientreranno al Cotugno, “ricavate anche in altri spazi come la presidenza, i laboratori, l’aula magna e l’aula di informatica” hanno rivelato alcuni studenti, mentre “le 12 classi del Linguistico si divideranno nelle aule fornite dal liceo musicale e dai geometri”.
Al più presto, infine, si cercherà una soluzione per la 38ª classe del Cotugno per cui, attualmente, non è stata ancora disposta una collocazione.
LOLLI: “CAPISCO I DISAGI, VEDRO’ I RAGAZZI E CONFERMO GLI IMPEGNI”
“Tornerò a incontrare i rappresentanti del Cotugno: studenti, professori e genitori. L’ho detto e lo farò. Sono una persona che onora la parola data e che è pronta ad assumersi le responsabilità anche oltre le proprie competenze”.
Così in una nota il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, dopo il corteo di oggi che prosegue la mobilitazione dello storico istituto d’istruzione aquilano.
“Non a caso a gennaio ho partecipato agli incontri in tutte le scuole superiori aquilane insieme al sindaco e al presidente della Provincia – scrive – ma lo farò per rendere conto degli impegni assunti a nome della Regione Abruzzo e che voglio assolutamente confermare”.
Lolli ricorda che “on la delibera di Giunta regionale n. 43/2017 la Regione ha stanziato 30 milioni di euro per avviare una campagna di indagini sulla vulnerabilità sismica su tutte le scuole d’Abruzzo; con la delibera di Giunta regionale n. 74/2017 il presidente della Regione è stato autorizzato a sottoscrivere un protocollo d’intesa con ReLuis (‘Accordo operativo ai fini di una collaborazione tecnico-scientifica’); con determina del direttore del dipartimento Opere pubbliche si è predisposta una task-force di tecnici di Regione, Usra e Usrc che coordinerà sotto l’alta sorveglianza di ReLuis le attività di controllo”.
“Va chiarito che ReLuis non svolgerà direttamente alcuna indagine tecnica: predisporrà invece le linee guida per l’esecuzione e il controllo delle verifiche, che saranno effettuate da squadre di tecnici appositamente reclutati dalla Regione o dagli enti competenti, un capitolato per realizzare le prove sui materiali e una campagna di informazione/comunicazione pubblica”, scrive ancora.
“Nell’arco dei prossimi giorni questi atti verranno formalizzati e resi esecutivi. Tutti noi vogliamo il percorso più rapido possibile, ma le cose vanno fatte per bene e con il tempo necessario – assicura ancora – Stiamo inoltre facendo una ricognizione su ogni possibile immobile di proprietà pubblica da destinare a strutture scolastiche per evitare nel futuro i disagi dei doppi turni in caso di lavori sulle scuole esistenti”.
In questo senso, il vice presidente spiega di avere “concordato con il governo un emendamento che autorizza l’uso di risorse già assegnate per interventi straordinari e norme più veloci nel nuovo Codice degli appalti pubblici per accelerare l’edilizia scolastica. La riapertura parziale del Cotugno è frutto delle doverose verifiche tecniche e amministrative della Provincia – rimarca – e della sua volontà di tornare con la necessaria sicurezza ad una più normale attività didattica”.
“Siamo aperti al confronto con tutti per raccogliere proposte, suggerimenti e critiche, se necessario, nell’interesse esclusivo della sicurezza dei nostri ragazzi, delle loro famiglie e degli insegnanti – conclude Lolli – Capisco il disagio vissuto in queste settimane e sono solidale con tutti. Vista la dimensione del problema abbiamo bisogno della massima collaborazione e anche della sollecitazione che la manifestazione di oggi può dare”.





