L’AQUILA – La campanella del primo giorno di scuola suonerà per circa 180 mila ragazzi abruzzesi degli istituti dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado.

La data di apertura stabilita dall’ufficio scolastico regionale è fissata all’11 settembre mentre la chiusura l’11 giugno. Anche se, in base all’autonomia concessa, ogni singola scuola può decidere se anticipare o posticipare il ritorno sui banchi.

Per esempio all’Aquila i ragazzi degli istituti tecnici e commerciali (Ipsiasar, Itis, Itas e Istituto commerciale) sono già tornati sui banchi ieri, giovedì 4, per anticipare di qualche giorno la chiusura dell’anno il tempo necessario per gli scrutini e una preparazione esaustiva per gli esami.

Nel capoluogo abruzzese, poi, si ragiona anche in previsione dei giorni di maggio in cui si dovrà chiudere in occasione dell’Adunata nazionale degli alpini.

Anche quest’anno si tornerà in classe senza ancora avere l’organico docente completo, visto che l’ufficio scolastico ancora non convoca il personale precario.

Migliaia sono poi gli insegnanti che attendono di sapere se il premier Matteo Renzi manterrà la promessa di assumerne 100 mila.

PELLECCHIA: “PRECARIATO E’ IL PRIMO PROBLEMA”

I problemi che riguardano il corpo docente sono tra i primi da risolvere, secondo il direttore dell’ufficio scolastico regionale Ernesto Pellecchia.

“Il precariato storico è il primo problema che è necessario superare. E sembra che il governo voglia andare in questa direzione”.

In particolare la svolta potrebbe arrivare da un’assunzione in massa di precari della scuola. “In questo modo – prosegue – si potranno garantire alle scuole una stabilità didattica. I docenti in organico potranno fare le supplenze, svolgere il ruolo di insegnante di sostegno per studenti svantaggiati, curare progetti e azioni didattiche mirate”.

“Per il governo sarà un puzzle non facile da comporre, per poter immettere in ruolo un alto numero di precari bisognerà razionalizzare i costi, trovare adeguate economie, tagliando anche in altri settori della spesa pubblica”, è l’amara conclusione del provveditore relativamente alle risorse.

I NUMERI

A livello regionale il totale degli iscritti è 179.323. Il calo più importante si registra a Teramo, che quest’anno conta 41.185 contro i 41.391 dello scorso anno, mentre ne guadagna Pescara con un più 200 circa, passando dai 46.581 del 2013 ai 46.750 di oggi.

Perde circa un centinaio di studenti invece Chieti, passata da 53.652 a 53.586 mentre L’Aquila si attesta sul numero dello scorso anno con solo una quarantina di iscritti in meno, 37.802 rispetto ai 37.841del 2013.

FESTE

Per le festività, si parte con il ponte di “Ognissanti” il 1 e 2 novembre 2014, poi le Festività Natalizie dal 23 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015, e quelle Pasquali dal 2 all’8 aprile 2015.

A questi periodi, si aggiungono la festa del Santo Patrono e le seguenti feste nazionali: 8 dicembre, il 25 aprile, anniversario della Liberazione; il primo maggio, festa del Lavoro; il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica.

IL CASO L’AQUILA E I 6 MILA NEI MUSP

La riapertura delle scuole  per circa 6 mila bambini aquilani significherà tornare nei container dei Musp (Moduli ad uso scolastico provvisorio) costruiti dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

In loro sostegno è scesa in campo Actionaid con un’iniziativa a supporto delle realtà scolastiche del Paese, cercando di coinvolgere famiglie e cittadini ai quali chiede di “adottare” una scuola.

la stessa organizzazione nel maggio scorso si fece promotrice di un’azione per sollecitare il governo e sbloccare il processo di rifacimento degli edifici scolastici inagibili. Diede il via a un appello per chiedere al premier Matteo Renzi di visitare le scuole dell’Aquila verificando di persona lo stato della ricostruzione.