TERAMO – “ll  Ministero dell’Istruzione ha pubblicato le linee pedagogiche per il sistema integrato 0-6. Il documento, al momento in forma di bozza, sarà oggetto di consultazione pubblica prima di arrivare alla stesura finale e all’adozione formale. Il testo “rappresenta una cornice di riferimento pedagogico e il quadro istituzionale e organizzativo in cui si colloca il sistema educativo integrato dalla nascita fino ai sei anni”.

A renderlo noto la Cgil di Teramo.

Le Linee sono costituite da sei parti: “I diritti dell’infanzia”, il progetto di un sistema formativo di qualità garantito fin dalla nascita è inquadrato nella cornice dei diritti sanciti dai principali documenti internazionali e recepiti dalla normativa italiana. “Un ecosistema formativo”: a partire dalla rilevazione della complessità del contesto socio-familiare in cui si colloca l’azione educativa e dell’incidenza delle numerose variabili nel percorso di crescita, si afferma la necessità di un’alleanza forte tra tutti i soggetti che interagiscono nella vita dei bambini, in particolare tra istituzioni educative-scolastiche e famiglie. “La centralità dei bambini”: attraverso un approccio pedagogicamente corretto al mondo dell’infanzia occorre consentire di vivere le esperienze formative con compiutezza, distensione e rispetto per i tempi personali”.

“Curricolo e progettualità”: è una riflessione sulla necessità di un progetto educativo fondato sui principi di continuità, progressività, organicità.

Infine “Le coordinate della professionalità”: i profili professionali degli operatori impegnati nei due segmenti sono accomunati dall’intreccio continuo e collegiale tra osservazione, documentazione, autovalutazione e valutazione formativa, progettazione e “Le garanzie della governance”: occorre richiamare le responsabilità di tutti i soggetti istituzionali al fine di garantire investimenti, scelte politiche, amministrative e pedagogiche che creino i presupposti per la piena realizzazione del sistema integrato.

“Impegni importanti che hanno bisogno di declinazioni territoriali e di risorse adeguate – spiega il sindacato -. C’è ancora molto da fare per consentire una reale copertura degli asili nido. Le liste d’attesa sono lunghe anche in provincia di Teramo. Gli obiettivi di Barcellona (nel 2001) prevedevano che un terzo dei bambini dovesse avere diritto all’asilo nido. In provincia di Teramo siamo lontanissimi da questo obiettivo (9/10%). Del resto il Mezzogiorno (Abruzzo compreso) rappresenta solo  il 28% della spesa pubblica, pur essendo  il 34% della popolazione. Occorre, dunque, un riequilibrio generale. Stiamo assistendo, invece, ad un’attuazione perversa del federalismo fiscale (si danno risorse a chi ha già i servizi). Anzi aumentano i divari territoriali, come certifica il Rapporto SVIMEZ 202. Come FLC CGIL  Teramo organizzeremo per i primi di febbraio, insieme all’Associazione professionale Proteo Fare Sapere, un seminario di approfondimento sul Sistema integrato 0-6 e su come declinarlo sul versante operativo.