L’AQUILA – Sul fronte della prevenzione dei tumori la sanità abruzzese eccelle per gli screening cervicali, è nella media italiana per quello che riguarda gli screening mammografici, va male invece per quelli colon rettali.
Lo dicono i numeri aggiornati al 2025 dell’Osservatorio nazionale screening, organo tecnico-scientifico italiano che supporta il Ministero della Salute e le Regioni nella promozione, monitoraggio e valutazione dei programmi di prevenzione oncologica.
L’Abruzzo va ricordato, è già adempiente nel punteggio dei Livelli essenziali di assistenza, i Lea, su tutte e le aree prese in esame: ospedaliera, distrettuale e appunto quella della prevenzione. Ed è impegnato in una non facile partita della riduzione del deficit della sanità, con un passivo sceso dai 1o3 milioni preventivato per il il 2025 a 73 milioni, nelle more dell’applicazione del Piano operativo imposto dal tavolo dio monitoraggio ministeriale.
Ad essere preso in considerazione dall’Osservatorio è l’indicatore “Nsg P15c” che valuta la copertura degli screening oncologici nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Misura cioè la percentuale di persone (in età target) che hanno eseguito il test per cervice uterina, mammella e colon-retto. E dunque sintetizza l’efficacia del sistema sanitario locale: valuta sia la capacità di offerta e invito della ASL di competenza, sia l’effettiva adesione e partecipazione della popolazione”.
Ebbene per quanto riguarda gli screening mammografici la media italiana ha come indice a 53.1,
Abruzzo è più o meno sulla soglia c0n indice 52.4, comunque molto più avanti rispetto alla media del Sud che è 40.0.
Punteggi più alti di tutti sono quelli della Provincia autonoma di Trento, 82.2, e dell’Emilia-Romagna, indice 75.2, più bassi quello della Sardegna, 31.3 e della Calabria, 13.0.
Molto bene l’Abruzzo, con indice 54.0 per quanto riguarda lo screening cervicale rispetto una media italiana del 48.4 che al Sud scende il 38.3. Al top l’Umbria con 73.5 e Marche con 73.0. Male la Calabria 15.4.
Infine lo screening colon rettale: l’Abruzzo ha indice 26.1, questa volta molto più basso della media italiana che è 34.9. Malissimo ancora una volta la Calabria col 5.3, eccelle il Veneto con indice 58.9.
Lo screening mammografico è stato effettuato su 50.794 su 99.306 persone invitate, quello cervicale a 32.877 su 78.809 persone, lo screening colon rettate a 47.388 su 198.412
La prevenzione come ovvio riveste una grande importanza anche nel Piano operativo per l’abbattimento del debito sanitario, che intanto è sceso ai 74 milioni di euro rispetto a ai 103 milioni inizialmente preventivati.
Si legge quanto segue nel capitolo dedicata alla prevenzione: “l’obiettivo mira ad aggiornare i disciplinari di riferimento regionali per i tre programmi organizzati di screening e a monitorare l’andamento dei dati di screening registrati presso le AASSL utilizzando la reportistica estraibile dalla piattaforma regionale secondo la metodologia degli indicatori SNG”.
E ancora: “dai dati relativi all’anno 2024, si rileva un incremento nella percentuale di adesione al programma di screening cervicale e un lieve aumento dell’adesione al programma di screening mammografico. L’adesione al programma per il colon-rettale ha registrato un netto miglioramento rispetto al 2023 consentendo alla Regione di raggiungere la soglia di sufficienza”.
Tra le azioni previste, la “redazione nuove linee di indirizzo regionale per gli screening oncologici regionali”, “l’Implementazione del percorso di sorveglianza dei soggetti a rischio eredo familiare per tumore della mammella”, l’affinamento dei report dei monitoraggio.





