L’AQUILA – Dopo il terremoto, all’Aquila “abbiamo realizzato un lavoro straordinario”, testimoniato dalla “terza medaglia d’oro al valor civile che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quindi non vicinissimo al centrodestra, ha conferito per la straordinaria opera che il Dipartimento della Protezione civile della presidenza del Consiglio dei ministri ha fatto all’Aquila, dando lustro a livello internazionale all’Italia e restituendo condizioni di normalità ai cittadini aquilani”.
Lo ha detto l’ex capo della Protezione civile al tempo del sisma del 2009, Guido Bertolaso, oggi candidato sindaco di Roma con Forza Italia, ospite di ‘In Mezz’ora’ su Raitre.
Nelle new town del capoluogo abruzzese, ha aggiunto, sono crollati “due balconi soltanto e se andiamo a leggere la relazione dei periti del Tribunale c’è scritto” che “sono crollati a causa della pressoché inesistente manutenzione fatta dal Comune dell’Aquila. Una vicenda strumentalizzata in modo inaudito e vergognoso sulla pelle degli aquilani”.
Immediata la reazione del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, attraverso la sua pagina Facebook.
“Quando dice che i balconi cadono per mancata manutenzione – le parole del primo cittadino aquilano – Bertolaso mente, sapendo di mentire. Per una cosa simile in un paese normale, dopo 5 minuti, si dovrebbe ritirare dalla competizione elettorale, ma l’Italia non è un Paese normale, perché i cittadini non si indignano, anzi a volte si divertono a vedere che le cose non solo vanno male, ma diciamolo pure, fanno un pochino schifo”.
“Anche perché – purtroppo, spesso i cittadini sono omertosi, quando non complici. Se Bertolaso fosse un vero e corretto politico, dovrebbe dire la verità: che i suoi collaboratori, quelli che furono da lui scelti per la direzione lavori, per la scelta dei dissuasori, per il controllo dei cantieri e dei collaudi, sono stati incapaci quando non disonesti. Un uomo che chiede di guidare una città, la Capitale d’Italia, dovrebbe dire questo, assumendosi la responsabilità politica di quanto accaduto. Ma bisogna avere gli attributi. E come diceva don Abbondio…”.
“Bertolaso, ora lo sta dimostrando, non ha la caratura morale per fare il sindaco di Roma. Uno che non rinuncia alla vergogna delle prescrizioni. Chi si candida deve essere al di sopra di ogni sospetto; non dovrebbe avere neanche un ossicinino nell’armadio. Ma l’Italia è così. La vergogna del Progetto C.a.s.e. vedrà tutti prosciolti. Resterà un danno per centinaia di milioni, e magari condanneranno qualche funzionario comunale”, conclude Cialente.



