TERAMO – Ci sarebbe anche Davide Rosci tra gli arrestati, ai domiciliari, nel blitz dei Ros-Digos per gli scontri di Roma dello scorso ottobre durante il corteo dei cosiddetti “Indignati”.
È stato confermato dal legale Filippo Torretta.
Rosci, militante di Azione antifascista Teramo, è stato anche il primo dei non eletti alle ultime elezioni comunali a Teramo nelle liste di Rifondazione comunista.
In provincia di Teramo sono altri tre ad essere stati posti ai domiciliari secondo quanto deciso dalla procura di Roma.
IL GIP AVEVA CHIESTO IL CARCERE
La Procura di Roma aveva sollecitato al gip la custodia cautelare in carcere per tutte le 13 persone coinvolte negli scontri del 14 ottobre scorso.
Il giudice delle indagini preliminari ha, invece, disposto misure cautelari più graduate.
Alla luce di ciò il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, responsabile del pool dell’antiterrosimo, ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa, il ricorso al tribunale del Riesame per ribadire una misura “più stringente” nei confronti delle persone raggiunte oggi dai provvedimenti.
“Il lavoro svolto da Ros e Digos – ha affermato Capaldo – ha portato all’identificazione degli autori degli episodi più gravi degli scontri dell’ottobre scorso. In molti casi si è trattato di azioni volute e preordinate contro le forze dell’ordine”.
GLI ULTRAS DELLA ROMA
Sono due ultras romanisti di 20 e 27 anni i giovani arrestati nella Capitale nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri avvenuti durante la manifestazione di Roma del 15 ottobre scorso.
I due sono stati riconosciuti in piazza San Giovanni mentre attaccavano il blindato dei Carabinieri, poi dato alle fiamme, il primo con una trave di legno ed il secondo con un martello.
Entrambi sono noti alla Digos e al Ros per la loro appartenenza al gruppo ultras ‘Offensiva Ultras’.
Alle spalle hanno alcune denunce.
ANARCHICI E CENTRI SOCIALI
Sono tutte note per la loro militanza nel movimento antagonista capitolino le tre persone sottoposte alla misura della presentazione alla polizia giudiziaria a Roma nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri avvenuti durante la manifestazione del 15 ottobre scorso nella Capitale.
Tra loro c’è anche un romano di 58 anni con diversi precedenti, mentre gli altri due hanno 28 e 34 anni.
Due in particolare, il 34enne e il 58enne, militano nei movimenti per i diritti dell’abitare vicini al centro sociale ‘Acrobax’, mentre un altro è considerato “aderente al sodalizio anarchico”.
I due avrebbero coperto e ‘protetto’ il saccheggio del supermercato Elite di via Cavour, impedendo ad altri l’accesso all’esercizio commerciale durante la loro azione.
Il più anziano, invece, è noto per la sua partecipazione alle iniziative dei movimenti di lotta per la casa e annovera numerosi precedenti per furto aggravato, truffa, porto abusivo e detenzione di armi, falso, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, sfruttamento della prostituzione e violenza privata.






