SULMONA – “Se avessi guidato io non sarebbe accaduto nulla. La colpa è solo la mia, è solo la mia”.

È la disperazione del papà del rugbista adolescente Salvatore Di Padova, morto ieri in un incidente stradale nell’aquilano, di ritorno da un torneo.

Lo rivela Mario Sessa, genitore di uno dei giovani che giocano in prima squadra, molto vicino quindi alla società di rugby del Sulmona.

“È distrutto dal dolore e non si dà pace per aver rinunciato, all’ultimo momento, di guidare il pulmino dei ragazzi, come faceva sempre nelle trasferte”.

“Ieri – racconta ancora Mario Sessa – il papà di Salvatore aveva male a un ginocchio e non si è sentito di mettersi alla guida, lasciando il volante al giovane rugbista che è ora in condizioni gravissime. Aveva preferito salire sull’altro pulmino e mettersi al fianco del presidente Giovanni Forcucci che era alla guida”.

Secondo fonti vicine alla famiglia del ragazzo morto, questa casualità avrebbe prostrato ancora di più la mamma, da ieri chiusa in un silenzio pieno di dolore.

“La società di rugby è come una famiglia – prosegue Sessa – e la morte di Salvatore è una tragedia dalla quale non so se e quando riusciremo a riprenderci”.

Addolorato anche il sindaco di Roccaraso (L’Aquila), Francesco Di Donato. Proprio nel suo Comune, nella stazione sciistica di Pizzalto, ieri mattina si era svolto il minitorneo dimostrativo di rugby su neve.

Il primo cittadino pensa alla famiglia del ragazzo, che a Roccaraso frequentava la prima classe dell’Istituto Alberghiero, e a come ricordarlo: “Forse con un torneo in sua memoria”, dice.