L’AQUILA – “La raccolta firme contro le autorizzazioni alle estrazioni petrolifere continua a riscuotere successo. E i consiglieri regionali, a parte Gianluca Ranieri, non sanno del sit-in fuori dal Consiglio perché non sono loro che se ne sono occupati”.
Per Gabriella Di Girolamo, attivista del Movimento 5 Stelle di Sulmona (L’Aquila), il sit-in di protesta all’Aquila davanti la sede del Consiglio regionale contro la “famigerata legge 164/2014, nota come legge Sblocca Italia”, “è andato bene”.
E poco importa se della protesta – organizzata nello stesso giorno della seduta del Consiglio regionale – il capogruppo del M5S, Sara Marcozzi, non ne sapeva niente, come risposto ad AbruzzoWeb.
“La protesta è una iniziativa degli attivisti, i consiglieri regionali oggi hanno un impegno importante dentro la Regione, non all’esterno – spiega la Di Girolamo a questo giornale – quindi è normale che non ne fossero a conoscenza. Per noi oggi era importante continuare a promuovere la raccolta firme, arrivate a circa 800, per la petizione promossa dai nostri europarlamentari sulle autorizzazioni alle estrazioni petrolifere in terra e in mare, che violano le direttive sulla valutazione di impatto ambientale, la Direttiva 2011/92/Eu e sulla protezione degli habitat, la Direttiva 92/43/Eec”.
La petizione, precisa l’attivista grillina, interessa sette regioni della circoscrizione del sud Italia. La raccolta firme è partita lo scorso 9 novembre a Pescara.
“Alla Commissione Europea – conclude – va chiesto di controllare l’Italia in materia di fonti alternative e di rinnovabili. Il governo italiano va monitorato da questo punto di vista, vista l’infrazione della direttiva sull’impatto ambientale e sugli habitat”. (r.s.)



