SANTO STEFANO DI SESSANIO – Più di 100 comparse, altrettanti tra macchinisti, operatori e truccatori, alberghi e ristoranti pieni per dieci giorni e una ricaduta stimata sul territorio, tra manovalanza, scenografie, noleggi con conducente, servizi di pulizia e sorveglianza che sfiora i 200 mila euro.
Non male, se si considera poi il ritorno che Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila) avrà dalla messa in onda su Rai Uno, prevista per febbraio, del film Piccoli segreti, grandi bugie con protagonisti Chiara Francini e Giuseppe Zeno.
Una commedia per la regia di Fabrizio Costa che racconta la storia di un albergatore costretto a chiudere dopo un articolo di giornale. Tutto il personale rimane senza lavoro e sul web scatta una gara di solidarietà che porta alla riapertura della struttura. Alla fine l’uomo si innamora della giornalista che vive a Torino.
Il borgo mediceo non fa solo da sfondo alla storia raccontata, limitandosi a offrire una strepitosa scenografia naturale, ma è inserito nella sceneggiatura e nel film viene fatto esplicito riferimento ai luoghi. Numerose le esterne realizzate in paese, e nei dialoghi ci sono anche dei cenni al terremoto del 6 aprile 2009.
La gran parte della pellicola è stata girata a Torino, ed è prodotta dalla Pepito, società di Agostino Saccà, ex direttore generale della Rai e per molti anni alla guida di Rai Fiction.
Dal cast trapelano grossi rammarichi per la completa assenza delle istituzioni, a partire dalla Regione Abruzzo. Nessun finanziamento pubblico per la realizzazione del film e da parte dei rappresentanti istituzionali, neanche una visita di cortesia sul set.
“Già abbiamo difficoltà ad attrarre, figuriamoci se poi ignoriamo chi, con il proprio lavoro, di fatto ci regala una promozione senza pari”, commentano alcuni abruzzesi che stanno collaborando con la produzione.
In scena anche un cagnolino e un caprone bianco, preso in prestito da un ovile di Ofena. Il cast lo ha chiamato Gino ed è subito diventato la mascotte della produzione.
Tra le oltre 100 comparse ce n’è una d’eccezione: Rossana Crisi, fondatrice, con il marito Franco Villani, dello storico teatro amatoriale aquilano, che proprio lo scorso anno ha compiuto 60 anni di attività.
“Ci sono capitata per caso – racconta ad AbruzzoWeb – non ho fatto provini e neanche sapevo del fatto che girassero un film. Di giovani che ambiscono a fare le comparse se ne trovano a migliaia, di persone della mia età e che sappiano anche recitare no”.
Alla Crisi, che doveva solo fare qualche comparsata, è stata assegnata una piccola parte dopo che, con le sue prime presenze, in paese si è fatta notare dalla produzione.
“Nella storia del film il mio ruolo ha una certa importanza, all’atto pratico, però, si tratta di una scena girata venerdì e un’altra più breve lunedì”.
“Il cinema non dà la stessa soddisfazione del teatro – confida la Crisi – non c’è niente di spontaneo e di vero come il teatro, il cinema e la televisione sono tutte finzioni”.
“L’accoglienza in paese è stata ottima, il lavoro è stato reso più difficile dal maltempo che ha accompagnato quasi tutto il periodo, ma nei momenti di sole sono state girate delle esterne che rendono merito alla bellezza di Santo Stefano”, conclude l’attrice.






