L’AQUILA – Tornerà a splendere la torre medicea del borgo di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila). 

Inizieranno infatti alla fine dell’estate e dureranno circa due anni i lavori di ricostruzione.

Il progetto definitivo redatto dal dipartimento di Ingegneria dell’Università, coordinato dal professor Dante Galeota restituirà al borgo la sua torre alta 20 metri e andata quasi completamente distrutta dal terremoto. 

Le pietre che la componevano sono state salvate e catalogate, insieme a mensole e imbotti di porte e finestre che saranno riutilizzati per una ricostruzione fedele all’originale. 

“Il progetto prevede la ricostruzione con le tecniche dell’epoca per ottenere la torre così com’era da un punto di vista architettonico, tenendo conto nel contempo anche delle tecnologie antisismiche moderne”, afferma l’ingegner Galeota.

Per il rinforzo sono previsti nastri in fibra d’acciaio ad altissima resistenza.

“Saranno invisibili e posizionati tra i ricorsi di muratura – sottolinea – La ricostruzione prevede inoltre l’utilizzo di barre in vetroresina per dare resistenza sismica”. 

Il progetto dell’Università, già approvato dalla Soprintendenza unica, è stato curato nella sua parte architettonica dall’architetto Alessandra Tosone e dagli ingegneri Stefano Balassone e Lorenzo Cantalini, mentre quello strutturale dal professor Galeota e dall’ingegnere Stefano Avola.

La progettazione esecutiva è stata affidata dal Comune ad uno studio privato di Spoleto che ha 60 giorni di tempo per l’elaborazione, poi il Comune potrà indire la gara per i lavori. 

“Contiamo di iniziare a settembre con la posa della prima pietra, considerando i tempi di espletamento del bando – dice il sindaco Fabio Santavicca – Ora resta da prendere i pareri di Soprintendenza e Genio civile sul progetto esecutivo, ma contiamo di andare a gara entro il mese di maggio”. 

La torre sarà ricostruita com’era con una scala di acciaio cor-ten all’interno. 

“Abbiamo salvato tutte le pietre e le abbiamo stoccate in un’area vicina al borgo – aggiunge il primo cittadino – Vogliamo ricostruirla più fedelmente possibile perché è un monumento che segna l’identità non solo del nostro Comune, ma di tutto il capoluogo e rappresenta insieme al Castello di Calascio l’immagine del territorio”.