L’AQUILA – Tenersi stretta la carica di presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, assieme a quella di assessore regionale al Sociale e alla Cultura, e se i rapporti con Forza Italia, che da quasi un anno gli intima, inascoltata, di rinunciare alla prima carica dovessero compromettersi in modo irreparabile, “trovare casa in un altro partito, a cominciare dalla Lega”.
Da insistenti, e maligne voci dentro la stessa Forza Italia, questa sarebbe la exit strategy a cui starebbe lavorando l’assessore e presidente Roberto Santangelo, oramai ai ferri corti con gli azzurri, in particolare quelli come lui aquilani, che proprio oggi terranno una conferenza stampa che si preannuncia di fuoco, alla presenza del vice segretario provinciale Giorgio De Matteis, del segretario comunale Stefano Morelli, del responsabile regionale dei dipartimenti Paolo Federico, sindaco di Navelli, insieme al gruppo consiliare di Fi al Comune dell’Aquila, e dell’assessore al Sociale Manuela Tursini.
Dove ancora una volta sarà chiesto a Santangelo di rinunciare alla presidenza del consiglio comunale, che detiene, va precisato, a titolo gratuito, e visto che c’è, anche di iscriversi al gruppo di Forza Italia, che gli ha fatto del resto campagna elettorale alle regionali. Santangelo infatti ad oggi è ancora unico componente del gruppo L’Aquila futura, la sua creatura civica.
A chiedere di fare un passo indietro dalla presidenza del Consiglio era stato del resto la settimana scorsa anche il segretario regionale del partito, il deputato Nazario Pagano, ma Santangelo ha risposto picche. De resto è stato eletto presidente del Consiglio comunale all’unanimità, e una mozione di sfiducia dovrebbe essere dunque anch’essa votata all’unanimità, ipotesi remota, e inoltre può contare sull’appoggio a Roma, e anche in Abruzzo, da parte di big del partito.
Le voci, non si sa quanto strumentali, assicurano comunque che Santangelo avrebbe però già sondato il terreno per un eventuale passaggio con i salviniani con un incontro romano ai massimi livelli, ovvero con Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le autonomie e segretario organizzativo del partito del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
L’ipotesi effettivamente non è fantascientifica, se la permanenza in Fi risulterà impossibile e Santangelo politico di indubbio talento e dalle legittime ambizioni non può fare a meno di una casa politica e la Lega potrebbe essere interessata non poco al suo importante consenso elettorale, in tempi di magra, e in cui per di più la linea filotrumpiana di Salvini, sta ulteriormente spaccando un partito che in pochi anni dal 30% è sceso anche in Abruzzo a ben sotto il 10%.
Altre porte sembrano invece chiuse, come quella di Fdi, dove sono già troppi i galli nel pollaio e che già sgomitano per assicurarsi candidature alle prossime tornate elettorali in un partito che già veleggia intorno al 30%.
Non sarebbe del resto il primo cambio di casacca per Santangelo, che ha iniziato la sua attività politica nelle giovanili di Alleanza nazionale, è diventato poi consigliere comunale nel 2017 con la lista civica L’Aquila Futura con 479 preferenze, nella coalizione vincente del centrodestra di Pierluigi Biondi di Fdi. Poi nel 2019 è arrivata l’elezione in consiglio regionale con 2.645 preferenze nella lista Azione Politica dell’imprenditore Gianluca Zelli, nella coalizione del centrodestra di Marco Marsilio, anche lui di Fdi, ma ha subito lasciato al suo destino Zelli, accettando contro il suo volere la carica di vice presidente vicario Consiglio regionale.
Nel 2022 la conferma al Comune dell’Aquila, con il Biondi bis, e ancora con la lista L’Aquila Futura, risultando il più votato in assoluto con 1.196 preferenze che gli sono valse la nomina a presidente del Consiglio comunale. Infine a luglio 2023 l’ingresso in pompa magna in Forza Italia, la candidatura alle regionali di marzo 2024, dove è risultato tra i più votati in assoluto, primo in Fi, nella coalizione di centrodestra del riconfermato Marsilio, con 9.587 preferenze, e la successiva nomina ad assessore regionale, anche se lui avrebbe preferito la presidenza del Consiglio, che però gli è stata per così dire soffiata da Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio uscente, di Forza Italia anche lui, con cui ha ora comunque piena sintonia politica.
Lo scontro ad intensità crescente in particolare con De Matteis, con cui aveva inizialmente un ottimo rapporto, ha segnato però per Santangelo una brutta battuta d’arresto con lo svuotamento, della civica L’Aquila futura, con tutti i componenti, l’assessore Manuela Tursini, il capogruppo Laura Cococcetta, e il consigliere Guglielmo Santella che sono passati a Forza Italia.
Operazione condotta dallo stesso De Matteis, e con la regia del sindaco Biondi, che così ha risolto senza traumi e senza colpo ferire lo scontro sul rimpasto di giunta con Forza Italia, che con l’adesione di Tursini ha appunto ottenuto il suo assessore, compensando il passaggio dell’assessore Roberto Tinari nell’Udc.
Ma anche Forza Italia registra una spaccatura, emersa ieri alla vigila della conferenza stampa: il capogruppo in comune Daniele D’Angelo si è sfilato annunciando che non parteciperà.
“Non condivido i contenuti che verranno presentati e desidero sottolineare che guerre interne non giovano a nessuno tantomeno mi appassionano”, dice D’Angelo, passato a Forza Italia ad agosto 2023 dopo essere stato eletto a giugno con L’Aquila al centro, civica in appoggio al sindaco Biondi, prendendo 640 voti.
“Auspico unità e serenità all’interno del partito, cresciuto appunto all’insegna della collaborazione tra individui. Resto pertanto al di fuori da scontri inutili pensando esclusivamente a lavorare per la città e la nostra montagna”, ha detto ancora D’Angelo.






