CANISTRO – Clima sempre più rovente a Canistro (L’Aquila) dove i lavoratori della Santa Croce, hanno deciso oggi in assemblea di proseguire per tutta la prossima settimana lo sciopero e il presidio allo stabilimento che imbottiglia l’acqua Santa Croce.
Intanto si accende anche lo scontro politico, con l’ex sindaco e consigliere comunale di minoranza Angelo Mariani, che esprime forte preoccupazione per il presente e futuro dello stabilimento, rispondendo a distanza all’assessore comunale Ugo Buffone, che ieri con veemenza aveva rispedito al mittente le accuse del patron della Santa Croce Camillo Colella, secondo cui è stato il Comune ad essere responsabile della crisi.
Nel mezzo i lavoratori, che proseguono la loro lotta sull’orlo del baratro: a seguito infatti del mancato accordo sindacale, Colella che ha proceduto alla messa in mobilità di tutti e 75 dipendenti, e dal 21 novembre prossimo sarà per tutti licenziamento e l’accesso alla mobilità per due anni. Colella mercoledi scorso è rimasto “ostaggio” con alte venti persone dentro lo stabilimento assediato dai lavoratori. Bisognerà vedere cosa accadrà lunedi prossimo, quando arriveranno in azienda i tir da tutta Italia a ritirare le partite di acqua minerale.
Crisi esplosa in seguito alla revoca da parte della Regione Abruzzo della concessione per presunte imperfezioni nel documento unico di regolarità contributiva (Durc) e dopo l’apposizione di sigilli da parte dello stesso ente regionale che ha accusato l’azienda di prelevare acqua senza autorizzazione. La regione ha emanato un nuovo bando, ed oramai ai ferri corti con l’azienda, che minaccia risarcimenti milionari.
Ad esprimere forte preoccupazione, in queste concitatissime ore è poi il consigliere di minoranza Mariani.
“Come gruppo di minoranza siamo ovviamente a fianco dei lavoratori – spiega Mariani – ma la situazione, è inutile nascondercelo, è sempre più critica: ci ritroviamo con una Regione che ha assegnato un bando e poi lo ha revocato, uno stabilimento praticamente chiuso. Il Comune ha impugnato il bando, forse prima di andare al Tar sarebbe stato meglio sedersi concretamente intorno ad un tavolo. C’è infine un bando appena pubblicato che potrebbe essere ben poco attrattivo”.
Oltre al reintegro dei lavoratori attualmente impiegati, osserva infatti Mariani, “il bando prevede ingenti investimenti, ma non bisogna dimenticare che il marchio già affermato non potrà essere utilizzato, e per lanciare sul mercato un nuovo marchio ci vorranno anni, come è normale che sia. Inoltre dovrà affrontare i costi della realizzazione di un nuovo stabilimento. Il Comune, ricordo a tal proposito, non ha terreni, e servono gli espropri, e anche l’intoppo è dietro l’angolo”.
Infine osserva Mariani, “in questi anni la vertenza doveva essere forse gestita diversamente da parte di Comune e Regione, e anche da parte dell’imprenditore, che poteva fare maggiori passi in avanti. Si è cercato lo scontro, che è inevitabilmente esploso ed ora a pagare rischia di essere l’intera comunità, la cui economa ruota introno allo stabilimento di Canistro e alla sua straordinaria acqua minerale”.
” Sono stato sindaco dal 2006 al 2011 – ricordo infine Mariani – anche io con Colella ho avuto momenti di scontro, ma poi siamo arrivati a trovare punti d’incontro. Ricorso anche che è stato il sottoscritto ad aumentare la Tarsu per le attività produttive da appena un euro a sei euro, e ho fatto battaglia anche per le royalties regionali sulle acque minerali. Ora sono state introdotte, peccato però che i Comuni non prendono un euro, i pochi soldi li incamera la Regione”.



