L’AQUILA – L’Acqua Santa Croce, azienda con 82 dipendenti sponsor del Pescara Calcio, ricorre alla Commissione tributaria provinciale contro una vendita coatta di immobili pignorati del valore di 15 milioni di euro decisa dalla società di riscossione Equitalia per conto dell’Agenzia delle entrate allo scopo di pagare una maxi cartella debitoria.

Una cessione che, però, se andasse in porto metterebbe in ginocchio l’azienda, già in delicata fase di ristrutturazione dopo un cambio di proprietà a seguito di una crisi debitoria e con gran parte del personale in cassa integrazione in attesa del nuovo piano industriale. A cambiare padrone, infatti, oltretutto a un valore deprezzato, sarebbe proprio il capannone che ospita l’insediamento produttivo.

La ditta guidata da Camillo Colella non ci sta e, attraverso il suo legale Luca Silvestri, parla di un’operazione illegittima e che comunque al momento è e dovrebbe essere congelata, a causa di un decreto di sospensiva dello stesso presidente della Commissione tributaria, che ha bloccato tutto in attesa di pronunciarsi nel merito il prossimo 25 settembre.

La Santa Croce aveva richiesto l’applicazione dei benefìci fiscali, l’abbattimento e la rateizzazione, previsti dalla legge 183 del 2011 (la legge di stabilità 2012) a favore dei contribuenti che avevano sfruttato la sospensione delle tasse dopo il sisma del 6 aprile 2009, ma le è stata negata, con la motivazione che la sede dove viene imbottigliata l’acqua si trova fuori dal “cratere”, nel comune di Canistro (L’Aquila).

“Nella seconda parte della norma, tuttavia, non si fa riferimento ai confini geografici del ‘cratere’, è questo il nocciolo della questione”, ha spiegato ai cronisti l’avvocato Silvestri. Insomma, la rateizzazione secondo il legale ci stava eccome.

“Dopo tre istanze senza risposta in cui chiedevamo i dati su quali tributi fossero stati sospesi dal sisma – ha aggiunto – abbiamo optato per il ricorso alla Commissione tributaria. Il 17 agosto è arrivato il decreto del presidente che ha firmato la sospensiva per l’eccezionale gravità e urgenza, il 22 lo abbiamo comunicato all’Agenzia delle entrate che, nella stessa data, ha informato Equitalia”.

Ma l’iter non si è fermato. “Il 26 – ha proseguito Silvestri – è arrivato l’avviso di vendita pubblica di immobili, pubblicato sull’edizione domenicale del Centro, quella più letta, e sul sito entietribunali.kataweb.it, che è quello di riferimento. Il 28, inoltre, la vendita è stata pubblicata sull’albo pretorio del Comune di Canistro. Anche la banca Unipol, che ha concesso fidi e mutui sostenendo il progetto di Colella, è stata avvertita e ha interrotto i rapporti, che stiamo pian piano riprendendo”.

Una serie di danni per i quali la Santa Croce promette successive azioni giudiziarie, civili e penali. “Qualcuno – ha sbottato Colella – si deve accertare se Equitalia fa tutto bene. Chi controlla il loro operato? Mi auguro se ne occupi la Guardia di finanza”.

Se il ricorso dovesse andare male e il 16 ottobre si tenesse la vendita decisa da Equitalia, le cose si metterebbero male. “Siamo preoccupati – ha detto il sindacalista Marcello Pagliaroli della Cgil – Quest’azienda aveva 150 dipendenti, ora ne ha 60 all’ultimo anno di cassa integrazione ordinaria dopo i tre in Cig straordinaria, e una ventina che lavorano a rotazione. Prima delle ferie ci eravamo dati appuntamento con la proprietà a settembre per un piano industriale di rilancio che servisse a evitare la mobilità, ora Equitalia non può pensare di far chiudere lo stabilimento”. Alberto Orsini