L’AQUILA – Timbro caldo e suadente da jazz, a tratti graffiante e prepotente, in grado di rubare la scena anche alle più tradizionali voci maschili del genere, stile e classe da vendere: è lei, Simona Molinari, la cantautrice aquilana che domani sera tornerà a calcare il prestigioso palco del Festival di Sanremo, questa volta tra i giganti della musica italiana.

Dopo la sua partecipazione del 2009 tra i giovani con il brano Egocentrica, Simona oggi maturata e cresciuta si accomoda tra i big, e torna in grande stile, in coppia con Peter Cincotti, sua vecchia conoscenza, per presentare i due brani inediti La Felicità e Dr. Jekyll Mr. Hyde.

Regina del genere elettroswing, la cantante nata a Napoli ma aquilana di adozione si è rivelata tra le più belle sorprese del panorama musicale italiano degli ultimi anni con la sua vocalità chiara e brillante e il suo genere raffinato per intenditori.

L’Aquila la sostiene e fa il tifo per lei con manifesti 6×3 sparsi per la città che invitano a votare per la voce ‘nostrana’ più famosa d’Italia. Oltre alla giuria, infatti, anche il televoto sarà determinante per decretare il vincitore della 63ª edizione di questo Festival.

AbruzzoWeb l’ha intervistata a poche ore dal debutto sul palco.

Di nuovo all’Ariston dopo quattro anni. Pronta?

Prontissima. È la prima volta che gareggio da big e sono in un cast molto difficile. Questa volta è diverso rispetto al 2009, perché allora era tutto nuovo per me, ora invece sono più matura e consapevole e so quello che mi aspetta. Sono carica, ma anche molto tranquilla. Anche nel 2009 fu una bella prova, perché ero in gara con artiste del calibro di Malika, Irene Fornaciari e Arisa, che poi vinse.

Quest’anno porterai due brani.

Tra le novità c’è anche quella di portare due canzoni. I miei brani si intitolano La felicità e Dr. Jekyll Mr. Hyde, pezzi che faranno parte del mio prossimo album, il quarto, che uscirà a San Valentino. Un bel regalo per la festa degli innamorati! Sono due canzoni molto leggere e ironiche, non le classiche ballades, perché credo che la musica debba permettere di poter staccare la spina, e debba poter dare allegria a chi la ascolta. La prima parla del binomio interiore di ognuno di noi, delle due facce di uomini e donne, mentre l’altra è un pezzo ironico e divertente sulla tendenza che hanno le donne a voler cambiare sempre e comunque gli uomini che amano. È una canzone allegra che fa dell’ironia sul nostro essere spesso capricciose. Pretendiamo troppo dagli uomini! Venerdì sera, poi, canterò Tua di Jula De Palma. Un brano del 1959 che ai tempi fu censurato perché considerato troppo sensuale.

Come sono andati gli altri album?

Benissimo! Ho la fortuna di lavorare con una bella squadra che crede in me, a partire dal mio produttore Carlo Avarello e dalla mia casa discografica, la Warner.

Ci sono degli artisti con i quali hai legato di più?

Tra i big mi trovo bene con Annalisa Scarrone, con la quale passo molto tempo, ma anche con Malika, che conosco dal 2009, e con Simone Cristicchi. È davvero un poeta!

Tra i tuoi obiettivi, oltre a vincere Sanremo?

Punto a ingrandire il mio pubblico e ad arrivare a più persone possibili con il mio genere che è l’elettroswing: un mix tra l’elettronica e lo swing.

Sei cantautrice, hai scritto tu i testi delle canzoni che porterai a Sanremo?

Di solito sono io a scrivere i testi, è vero, ma questa volta ho composto solo La felicità, mentre Dr. Jekyll Mr. Hyde è stato scritto da Lelio Luttazzi.

Progetti in cantiere dopo l’Ariston?

A maggio inizierà il mio nuovo tour che mi vedrà in giro in tutta Italia, anche all’Umbria jazz Festival e Milano Jazz Festival. Sono felicissima di suonare in contesti così importanti. A fine anno poi tornerò in Asia, dove sono già stata. Hong Kong e Tokyo mi affascinano molto, così come tutta la cultura orientale. Gli asiatici sono persone rispettose, ma curiose di conoscere altri mondi e altri generi musicali.

Sai che L’Aquila è tappezzata di manifesti 6×3 con la tua faccia?

Non sapevo nulla dei manifesti! Poi qualche giorno fa mi hanno inviato una foto sul cellulare. Ne sono davvero felice! Ho sentito davvero forte il senso di appartenenza alla mia città.

Sfrutterai il palco di Sanremo per parlare dell’Aquila e delle sue problematiche?

Non potrò parlare dell’Aquila, non credo me ne sarà data la possibilità. Non sarò lì per parlare di politica, ma solo di musica. Nelle interviste, invece, molto spesso mi chiedono della mia città, del terremoto e di quale sia la situazione oggi.

Torni spesso all’Aquila?

Almeno una volta al mese, ma sempre per pochissimi giorni. Io dico ridendo che torno a fare il ‘giro delle sette chiese’, perché ogni volta vado a salutare tutti gli amici che non vedo mai.

Vai in centro storico?

Se capita vado, ma preferisco non farlo. Non ho ancora superato quella tragedia e non ho avuto ancora modo di metabolizzarla, vivendo lontana. Dal 6 aprile 2009, in quattro anni, sarò stata all’Aquila 60 giorni in tutto, quindi per me è come se il terremoto ci fosse stato 2 mesi fa.

Un parere sul panorama musicale aquilano?

È molto vivo da sempre. Credo che le opportunità che la mia città mi ha offerto da un punto di vista della crescita artistica possano riscontrarsi in poche altre realtà. Dal conservatorio, ai musical ho avuto modo di maturare moltissimo professionalmente.

Come vivi il successo?

Benissimo. Sono una persona che ama molto il contatto con la gente e vivo eternamente di emozioni forti. È un modo che amo e il distacco dalla realtà tranquilla della piccola città è stato così duro. Ho realizzato il mio sogno, la vita che avevo sempre desiderato di avere.

Tornando a Sanremo: i favoriti sembrerebbero essere Malika e i Modà.

Ogni giorno sbuca fuori un nuovo nome! Non saprei, sinceramente. Ho letto il testo della canzone di Elio e mi piace moltissimo. È un artista geniale!

Passiamo al gossip… Sei fidanzata?

Diciamo che ho il cuore appagato.

Quale stilista hai scelto per le serate del festival?

Antonio Martino couture, stilista salernitano. È un vero artista, davvero molto bravo.