L’AQUILA – Ricorso in Cassazione per l’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco, condannato dalla Corte d’Appello dell’Aquila il 20 novembre a 4 anni e 2 mesi di reclusione, in parziale riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Pescara il 22 luglio 2013 che gli aveva inflitto 9 anni e 6 mesi, per associazione per delinquere e induzione indebita nell’ambito del processo “Sanitopoli” su presunte tangenti nel mondo della sanità.

Carenze, contraddittorietà e illogicità della motivazione sono i punti cardine del ricorso presentato dall’avvocato Giandomenico Caiazza.

Il grande accusatore, Vincenzo Angelini, ex titolare della clinica Villa Pini, ha invece incassato l’assoluzione a fronte dei 3 anni e sei mesi inflitti in primo grado.

I giudici aquilani hanno puntato sulla credibilità di Angelini, ma secondo Caiazza “le emergenze probatorie danno conto, in definitiva, della denunciata incomponibilità logica non solo con riguardo a singoli episodi delittuosi narrati dell’Angelini, ma con l’intera sua propalazione, così radicalmente e ripetutamente sconfessata nei suoi assunti strutturali”.

Relativamente alla tangente da 200mila euro legata all’episodio delle mele, Caiazza obietta che le dichiarazioni dell’ex autista e dell’ex segretaria di Angelini “così come le fotografie asseritamente risalenti al 2 novembre 2007 non costituiscono affatto riscontro estrinseco alla narrazione di Angelini, nè tantomeno prove ‘oculari’ della dazione”.

Hanno fatto ricorso anche l’ex consigliere regionale Camillo Cesarone, l’ex segretario della Presidenza Lamberto Quarta, gli ex assessori Bernardo Mazzocca e Antonio Boschetti, l’ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga, e Angelo Bucciarelli.