PESCARA – È prevista per le 12 la sentenza del Tribunale collegiale di Pescara sul processo riguardante presunte tangenti nel mondo della sanità abruzzese, che conta tra i 27 imputati l’ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco.

L’ex ministro delle finanze ed ex segretario generale aggiunto della Cgil all’epoca di Luciano Lama è accusato di associazione per delinquere, corruzione, abuso, concussione, falso.

Del Turco non è presente in aula, c’è invece il “grande accusatore” l’ex titolare della clinica Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, che ha detto: “Non rilascerò dichiarazioni né prima né dopo la sentenza. Si è parlato troppo fuori da questo processo, non è buona creanza”.

Per l’ex presidente della commissione antimafia l’accusa ha chiesto 12 anni di reclusione.

Del Turco, invece, attenderà l’esito della sentenza nella sua abitazione di Collelongo (L’Aquila).

Lapidario il suo commento: “È una scelta concordata con il mio avvocato (Giandomenico Caiazza, ndr) e con il mio medico”.

TRIFUOGGI, ”CON SENTENZA PRIMO PUNTO FERMO”

“Sono qui per testimoniare la mia stima per i colleghi Di Florio e Bellelli, ho grande apprezzamento per il lavoro che hanno fatto. Sono qui anche per far vedere che nel bene o nel male voglio assumermi le mie corresponsabilità”.

Lo ha detto l’ex procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi, poco prima di entrare nell’aula dove tra poco verrà letta la sentenza di ‘Sanitopoli’.

“Finalmente siamo arrivati a un primo punto fermo”, ha aggiunto Trifuoggi che aveva parlato di prove schiaccianti nella conferenza stampa convocata all’indomani degli arresti eccellenti di Del Turco.