PESCARA – La Asl di Pescara attraverso una delibera del nuovo direttore generale Armando Mancini ha dato il via alle azioni esecutive per ottenere le provvisionali riconosciute come risarcimento al termine del secondo grado di giudizio del processo Sanitopoli, nel quale l’azienda si era costituita parte civile.
La Asl chiede all’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco e ad altri 6 ex amministratori 100 mila euro, a titolo di provvisionale sul risarcimento dei danni e cioè un eventuale acconto in vista di un futuro pronunciamento della magistratura civile che deciderà, ma soltanto alla fine del giudizio penale che è ancora pendente davanti alla Corte di Cassazione e si chiuderà nel giro di qualche mese.
La Corte d’Appello ha disposto il pagamento della provvisionale a favore della Asl di Pescara e delle altre tre Asl abruzzesi: 100 mila euro per ogni Asl. Quella di Pescara è la prima ad avviare l’iter per le “azioni esecutive” contro Del Turco e gli altri condannati: l’ex braccio destro Lamberto Quarta, l’ex assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca, l’ex capogruppo della Margherita Camillo Cesarone, l’ex consigliere regionale Antonio Boschetti, l’ex direttore generale della Asl di Chieti Luigi Conga (la pena di tre anni è stata condonata) e l’ex parlamentare di Forza Italia Sabatino Aracu (l’accusa è stata prescritta).
I 7 sono stati condannati al pagamento della somma in solido. Sarà l’avvocato pescarese Domenico Russi, incaricato dall’azienda, ad assistere la Asl nel procedimento per “recuperare” la provvisionale mai pagata: quasi una delibera pilota quella approvata lo scorso 7 aprile da Mancini che può orientare anche il comportamento delle altre Asl abruzzesi, intenzionate ad agire nei confronti degli ex amministratori condannati.
Del Turco, è stato condannato dalla Corte d’Appello dell’Aquila il 20 novembre a 4 anni e 2 mesi di reclusione, in parziale riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Pescara il 22 luglio 2013 che gli aveva inflitto 9 anni e 6 mesi, per associazione per delinquere e induzione indebita.






