L’AQUILA – È ancora bufera di polemiche e accuse sulla sanità aquilana il trasferimento della scuola di specializzazione di Ortopedia a Sant’Omero (Teramo)  le convenzioni stipulate con quello stesso ospedale e in più con quelli di Giulianova (Teramo) e Atri (Teramo).

A prendere la parola è il professor Vittorio Calvisi, presidente del Csd della Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia e direttore della Uoc Ortopedia e Traumatologia, P.O. Val Vibrata (Sant’Omero). Nel frattempo l’Ugl dell’Aquila ha chiesto  al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, di convocare un tavolo per discutere dei temi legati alla sanità.

Nella nota Calvisi denuncia i ritardi e l’indifferenza dell’azienda sanitaria aquilana e delle istituzioni locali dopo la sospensione da parte del Ministero dell’Università delle borse per la Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia nell’anno accademico 2008-2009, sottolineando come l’offerta fatta dalla Asl di Teramo, che si offrì di ospitare la Scuola, fosse sostanzialmente irrinunciabile.

Il professore e docente univeristario, aquilano di nascita, conclude amaramente la nota affermando “nemo propheta acceptus est in patria sua”.

A tentare di placare le polemiche è intervenuto anche il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis: “La polemica scatenata in maniera virulenta sulla presunta spoliazione dell’ospedale dell’Aquila, rischia di creare una grave frattura nei rapporti tra Università e Asl, di cui non sentiamo assolutamente il bisogno”.

Intanto anche il Consiglio comunale dell’Aquila, convocato per lunedì prossimo, affronta il problema della sanità, con la discussione di un ordine del giorno già approvato in commissione Politiche sociali attraverso il quale l’assemblea civica è chiamata a prendere posizione “contro ogni ipotesi di smantellamento e delocalizzazione di unità operative dell’ospedale San Salvatore”.

LA NOTA DI VITTORIO CALVISI

In merito alle recenti polemiche che ho avuto modo di apprendere dagli organi di informazione mi corre l’obbligo di intervenire, devo dire a malincuore e solo per dovere di chiarezza, per dare la mia versione dei fatti in merito alla attività didattica e clinica della Ortopedia e Traumatologia della Università dell’Aquila.

Chi scrive, aquilano di nascita, nel 2002 ha avuto il piacere e la fortuna di essere chiamato in qualità di Professore Associato presso la Facoltà di Medicina dell’Ateneo aquilano, che ritengo fondamentale risorsa economica della nostra città.

Innamorato della mia disciplina che a L’Aquila ha un luminoso pregresso storico, basti ricordare il professor Luigi Romanini, nel momento in cui ne ho avuto l’onere e l’onore della responsabilità, ho cercato, grazie alla attenzione  dell’allora Preside, oggi Magnifico Rettore professor Ferdinando di Orio e della attuale  Preside, l’infaticabile professoressa Maria Grazia Cifone, di essere convenzionato presso la Asl di Avezzano (L’Aquila) prima (a seguito del trasferimento presso altra sede del Professor Giuseppe Costanzo) e quella dell’Aquila, successivamente, nella consapevolezza che in tal modo avrei potuto adempiere ai miei obblighi istituzionali di didattica, ricerca ed assistenza.
 
Le mie reiterate insistenze sull’argomento, inoltrate dalla Preside ogni qual volta ve ne fosse l’occasione, “sorprendentemente” non trovavano accoglimento alcuno, se non virtuale, dai vari Direttori Generali che si sono succeduti nel tempo alla guida della ASL di L’Aquila “relegandomi” di fatto a proseguire la mia attività professionale e di ricerca presso Case di Cura private ancorché convenzionate con il Servizio sanitario nazionale; questa mia strutturazione ha determinato nell’anno accademico 2008-2009, la sospensione da parte del Ministero dell’Università delle borse per la Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia da me diretta, non ritenendo il Ministero una Casa di Cura sia pure convenzionata requisito sufficiente per garantire una adeguata formazione degli specialisti in formazione.
 
Questo grave danno alla nostra Università e alla nostra città e se mi permette anche l’onta che ha subito la mia persona, non ha preoccupato nessuno dei vari referenti politici, ovviamente tutti nel tempo sollecitati a prendere una posizione certa su un argomento cosi grave.

Sarebbe quasi superfluo dunque sottolineare che quando nel settembre del 2009 la Asl di Teramo ha invece dimostrato attenzione e disponibilità verso la mia persone e verso la Scuola di Specializzazione che rappresento, e mi ha proposto il convenzionamento presso l’Ospedale di Sant’ Omero (Teramo), non poteva che avere da parte mia una immediata e positiva risposta ben sapendo a quali e quanti sacrifici sarei andato incontro io e la mia famiglia , residente a Fossa (L’Aquila).

La mia strutturazione presso l’Asl di Teramo ha consentito di avere di nuovo, e dopo un anno dalla mia presa di servizio in qualità di responsabile della Uoc di Ortopedia e Traumatologia del presidio ospedaliero “Valvibrata”, tre contratti ministeriali che ho il piacere di mettere a disposizione dei laureati della nostra facoltà Medica per l’anno accademico 2011-2012 e confermare che “nemo propheta acceptus est in patria sua”.

UGL CHIEDE INCONTRO URGENTE

L’AQUILA – “La situazione della sanità aquilana, con tutta la ridda di notizie e smentite, merita la massima attenzione e appare indispensabile fare immediata chiarezza. Dopo l’allarme lanciato da tempo dai sindacati, finalmente  anche i politici di tutti gli schieramenti, dall’assessore regionale Gianfranco Giuliante all’onorevole Giovanni Lolli, denunciano il realizzarsi di spoliazioni continue a danno dell’università, della Asl aquilana e di tutta la sanità del comprensorio”.

Sono queste le parole dei rappresentanti dell’UGL Sanità l’Aquila, i quali chiedono al sindacodell’Aquila, Massimo Cialente “di convocare un incontro con tutti i soggetti interessati: commissario alla Sanità, Gianni Chiodi, manager della Asl, Giancarlo Silveri, il rettore dell’università, Ferdinando Di Orio, e tutti i politici e sindacati che si stanno interessando alla vicenda”.

“E’ giusto – continuano – che la collettività sappia il perché delle convenzioni con la Asl di Teramo, il reale stato delle Unità operative del S.Salvatore, il futuro dei lavoratori e dei 50 posti letto della Sanatrix, l’utilizzo fatto dei 46 milioni di euro erogati dall’assicurazione per i danni subiti dal S.Salvatore”.

“Ci auguriamo – concludono – che il sindaco convochi le parti immediatamente per avere risposte certe ed evitare che questa delicata vicenda non resti solo argomento da chiacchiere da bar”.

DE MATTEIS: ”COSI’ SI RISCHIA FRATTURA TRA UNIVERSITA’ E ASL”

L’AQUILA – “La polemica scatenata in maniera virulenta sulla presunta spoliazione dell’ospedale dell’Aquila, rischia di creare una grave frattura nei rapporti tra Università e Asl, di cui non sentiamo assolutamente il bisogno”.

Lo sostiene il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis.

“E non ne abbiamo bisogno per diversi motivi – continua De Matteis – a partire dal fatto che polemiche interne a istituzioni aquilane, come ateneo e azienda sanitaria, rischiano solo di creare ulteriori danni. I contorni del problema, poi, appaiono confusi e trattati in modo superficiale. L’Università dell’Aquila, infatti, è un patrimonio della città e dell’intera regione, non un nemico da abbattere. E, come l’ospedale, in questo momento ha bisogno di sostegno, professionalità e attenzione reale”.

Il vice presidente vicario ribadisce che la convenzione con la Asl di Teramo esiste da tempo.

“Non a caso – puntualizza – i professori Crisci, Vicentini e Calvisio sono convenzionati da anni in strutture del Teramano. Il punto non è dunque la convenzione in sé, quanto la necessità di fare chiarezza su tutta questa vicenda”.

Secondo De Matteis è fondamentale fare alcune precisazioni sul paventato depauperamento dell’ospedale ‘San Salvatore’.

“Per procedere a convenzionare nelle strutture del Teramano docenti universitari della facoltà di medicina dell’Aquila – spiega il vice presidente – è necessario prima conoscere quanti e quali saranno le unità operative concesse dal piano operativo, che al momento non è stato né proposto, né approvato in sede ministeriale. Risulta dunque assai complicato supporre che un professore universitario possa diventare responsabile di un’unità operativa complessa, senza sapere se quella stessa unità esisterà o meno da qui alle prossime ore”.

De Matteis torna anche a rimarcare la necessità di ridiscutere la convenzione tra Asl dell’Aquila e Università, in quanto quella in essere è di fatto decaduta, perché l’azienda sanitaria attuale ingloba anche la Asl Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro.

La stessa situazione che si registra a Chieti, con la soppressione della Asl Lanciano-Vasto e la creazione di un’unica azienda provinciale.

“Ci vuole dunque chiarezza – sottolinea ancora il vice presidente – e non vale certo come giustificazione, da parte della Asl di Teramo, l’ipotesi di un atto aziendale provvisorio, che serve a individuare e organizzare i reparti, cioè le unità operative complesse. L’atto aziendale può essere infatti redatto solo dopo la ufficializzazione del piano operativo delle unità complesse e delle linee guida che ne derivano. Ad oggi, tutto ciò non è stato ancora emanato. Per essere ancora più chiari, è necessario, come da tempo vado auspicando, che al di là delle polemiche e degli scontri, giochi un ruolo fondamentale il dialogo e il confronto tra Asl e Università. In quest’ottica domani pomeriggio incontrerò il rettore Di Orio per affrontare il problema. Ho chiesto la partecipazione anche del direttore generale della Asl Silveri, affinché professionalità adeguate, sia pure in una giusta logica di concorrenza, operino nella Asl della provincia dell’Aquila aumentando i livelli di qualità assistenziale e di eccellenza delle strutture, determinando nei fatti anche un aumento della mobilità attiva”.

NELLA SEDUTA DI LUNEDI’ PROSSIMO IL CONSIGLIO COMUNALE DELL’AQUILA DISCUTE DI SANITA’

L’AQUILA – Lunedì 18 aprile doppia seduta del Consiglio comunale. Alle 9.30, nel cortile interno dell’ospedale regionale San Salvatore, si terrà una seduta del consiglio comunale dedicata ai problemi della sanità aquilana. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16, nella sala “Sandro Spagnoli” di palazzo dell’Emiciclo, si terrà invece una riunione sull’università.

La seduta al San Salvatore fa seguito alla precedente iniziativa consiliare svoltasi lo scorso 14 febbraio, attraverso una seduta straordinaria dedicata alle problematiche del comparto sanitario.

L’assemblea esaminerà, in particolare, un ordine del giorno proposto dai consiglieri Giampaolo De Rubeis, Enzo Lombardi, Vito Albano, Luigi Di Luzio, Antonella Santilli, Antonello Bernardi e Salvatore Placidi.

Il documento, approvato dalla commissione consiliare Politiche sociali, si sofferma, in particolare, sulle ipotesi di smantellamento di unità operative del nosocomio aquilano e sul trasferimento di specializzazioni universitarie negli ospedali della provincia di Teramo, oltre che sulla cartolarizzazione dell’ex complesso sanitario di Collemaggio e sui destini della casa di cura Sanatrix.

“Il 14 febbraio – recita il documento in premessa – in seduta straordinaria il Consiglio comunale ha trattato i problemi della sanità nella nostra città dopo il sisma del 6 aprile 2009 e alla luce delle decisioni prese in sede di piano di razionalizzazione della rete ospedaliera, con particolare riferimento alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Aquila, alla realizzazione del nuovo ospedale e ai destini della clinica Sanatrix, i cui dipendenti sono in cassa integrazione da due anni”.

“Nella relazione introduttiva presentata in quell’occasione – si legge ancora nell’ordine del giorno – venivano affrontati specificamente i problemi inerenti l’utilizzo del premio assicurativo, la mancata ricostruzione dell’ospedale, i ventilati spostamenti di unità operative in altri ospedali della Asl e la valutazione di un progetto per la realizzazione di una nuova struttura sanitaria presentata alla stampa dal direttore generale Giancarlo Silveri“.

“Preso atto che non sono state fornite risposte soddisfacenti alle problematiche sollevate – aggiunge il documento – e ritenuto opportuno sottolineare che i 47 milioni di euro dell’assicurazione sono stati utilizzati per ripianare i debiti della Asl, come si desume ufficialmente dalla deliberazione del direttore generale relativa all’adozione del bilancio di esercizio 2009,  che l’ospedale dell’Aquila, nel piano di razionalizzazione, viene classificato come hub, ossia polo di eccellenza, nonché alla luce delle ultime notizie relative a ventilati trasferimenti di unità operative e alla cartolarizzazione del complesso di Collemaggio, il Consiglio comunale ritiene necessario e urgente istituire una commissione speciale sanità, i cui componenti siano rappresentativi dell’intero consiglio e che affianchi il sindaco nell’affrontare i problemi legati al comparto sanitario”.
 
Attraverso l’adozione dell’atto il Consiglio intende inoltre prendere posizione “contro ogni ipotesi di smantellamento e delocalizzazione di unità operative dell’ospedale San Salvatore”.
 

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