L’AQUILA – Ferdinando Romano, ex direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, decaduto il 31 maggio, potrebbe diventare commissario straordinario del Policlinico Tor Vergata e tornare nella sua città. Questo dopo che la Regione Lazio ha ad inizio giugno deliberato la decadenza, con effetto immediato, di Isabella Mastrobuono dal ruolo di Commissario, per gravi inadempienze. A scrivere che anzi la nomina è pressoché cosa fatta sono il quotidiano on line nazionale Open, e il quotidiano abruzzese Il Centro, come pure L’Aquilablog.

Per ora però non c’è ufficialità, ed anzi in Abruzzo e negli ambienti vicini all’ex dg, si continua a sostenere che Romano vuole invece rimanere alla Asl dell’Aquila, ora retta dal facente funzione  Stefano Di Rocco, direttore amministrativo, partecipando al bando indetto dalla Regione.

Scrive Open, “La Regione Lazio ha comunicato il nome del prossimo commissario per Tor Vergata. Sarà Ferdinando Romano, già alla guida della direzione Salute quando la presidente del Lazio era Renata Polverini“.

Il 67enne docente di Igiene dell’università La Sapienza di Roma, arrivato alla Asl provinciale dell’Aquila in quota Lega, e poi è passato a Fdi, era stato già prorogato per una prima volta, e per un anno nel giugno 2024 da Marco Marsilio, per far fronte al deficit della sanità, mentre ad impedire una seconda proroga è stato il niet del dipartimento Salute guidato da Emanuela Grimaldi, alla luce di una inequivocabile parere espresso già nel 2024 dall’Avvocatura regionale, guidata da Stefania Valeri.

Romano, in carica dal giugno 2021, potrebbe dunque ora ritornare alla guida della Asl, partecipando questa volta al bando, dopo che mesi fa era dato con le valigie in mano, pronto a ricoprire un ruolo di vertice al Ministero della Salute, oppure al dipartimento Sanità della Regione Lazio, ipotesi poi sfumate, e per questa ragione non si era iscritto all’elenco dei dg.

Sempre che non troverà conferma e ufficialità la sua nomina al policlinico di Tor Vergata, che arriva in un momento di forte tensione, dopo il clamoroso episodio della lite in sala operatoria tra il professor Giuseppe Sica e la sua assistente Marzia Franceschilli, con tanto di pugni e insulti durante un intervento chirurgico, salito alla ribalta nazionale. Il paziente infatti è morto alcuni giorno dopo l’intervento, avvenuto il 6 giugno, e ora c’è un’indagine per omicidio colposo. Nessun nome è stato iscritto ancora nel registro degli indagati.