PESCARA – L’Abruzzo che “l’unica regione italiana a aver realizzato il 100% dei posti di terapia intensiva e subintensiva che il governo nazionale aveva chiesto di allestire durante la pandemia”, l’Abruzzo che ha appena portato a casa 20 milioni per l’edilizia sanitaria, dopo i 500 milioni per questo segue i quasi 500 milioni per i nuovi ospedali”, ed altre risorse sono in arrivo.
Ha mostrato grande ottimismo, ieri, il presidente Marco Marsilio di Fdi, intervenendo ieri nella 20ª edizione del corso SOU, organizzato dalla società oftalmologi universitari italiani, presieduta dal professor Leonardo Mastropasqua. C’è però chi ha osservato che è rimasto un convitato di pietra un tema, di sicuro interesse per la platea di medici e docenti, che invece è quello oggi centrale a proposito di sanità abruzzese: il macigno del deficit, in una situazione in cui se non andranno a buon fine i piani di rientro ordinati ai quattro direttori generali della Asl, rischia di arrivare a sfiorare i 200 milioni, e nella migliore delle ipotesi si legge negli stessi piani, potrà essere contenuto sui 130 milioni, per poi abbatterlo ulteriormente attingendo dal Fondo sanitario regionale ed altre economie. In ogni caso una situazione a dir poco critica, emersa solo dopo le elezioni regionali del 10 marzo, mentre invece il centrodestra in campagna elettorale arrivava a definire la sanità abruzzese come un modello d’eccellenza da esportare.
In realtà un passaggio che indirettamente si riferisce alla grave situazione c’è, nell’intervento di Marsilio: “nessuno di noi vuole nascondere i problemi sotto il tappeto – ha detto il Presidente – ma è anche vero che le campagne denigratorie spesso sono alimentata solo da ragioni strumentali, politico-propagandistiche. Certo, fanno parte delle regole del gioco e dobbiamo accettarle”.
Per il resto solo buone notizie: i 20 milioni serviranno, anticipa Marsilio, per 16 milioni alla città di Teramo alle strutture sanitarie di località Casalena che “sono in abbandonato ormai da lungo tempo e per le quali la Asl di Teramo ha presentato insieme alla Regione un importante piano di ristrutturazione e riqualificazione che andrà
a rivitalizzare un intero polo che sarà destinato alla centro di fragilità, ambulatori moltiplicando anche la capacità dell’offerta sanitaria territoriale, soprattutto in alcune discipline dove oggi c’è una certa carenza che produce anche risultati di mobilità passiva a cominciare dalle vicine Marche”.
Gli altri 4 milioni sono invece destinati alla Asl di Pescara per due diversi interventi, ma abbiamo presentato con lo stesso strumento anche sulle altre province di Chieti e L’Aquila, stiamo attendendo che il percorso di istruttoria,
di analisi e di finanziamento possa completarsi. E questo segue i quasi 500 milioni che abbiamo già portato
a casa per la realizzazione degli ospedali: un lavoro importante che mai era stato fatto in precedenza, soprattutto in questa dimensione e con questa continuità e realizzare infrastrutture tecnologicamente avanzate, innovative dal punto di vista della sicurezza anche antisismica, perfettamente in regola, che è ilò presupposto fondamentale per poi offrire una sanità di qualità”.
Infine ha ricordato che “siamo l’unica regione italiana a aver realizzato il 100% dei posti di terapia intensiva e subintensiva che il governo nazionale aveva chiesto di allestire durante la pandemia e noi siamo riusciti a farlo nei tempi rapidi in cui serviva. Regioni molto più blasonate della nostra – ha aggiunto Marsilio – non hanno raggiunto neanche il 30% del numero dei posti letto prescritti e la media nazionale è inferiore al 50% dei posti di intensiva e subintensiva. So che è un tempo difficile per poter esibire le eccellenze in ambito sanitario- ha proseguito- anche perché in Abruzzo e in tutta Italia, da lungo tempo, si parla di sanità soltanto per mettere in luce gli scandali e dire che va tutto male. Nessuno di noi vuole nascondere i problemi sotto il tappeto – ha detto il Presidente – ma è anche vero che le campagne denigratorie spesso sono alimentata solo da ragioni strumentali, politico-propagandistiche. Certo, fanno parte delle regole del gioco e dobbiamo accettarle”.
“Ci sono, però, delle realtà che vanno a confliggere con le critiche gratuite di alcuni – ha ricordato – soprattutto alla luce dell’attività meritoria che un numero importante di medici e sanitari svolge dalla mattina alla sera con grande competenza e professionalità. Raccontare che la sanità pubblica è tutto un disastro, è tutto uno spreco, che si spende troppo, che si fa tutto male, non solo mortifica il lavoro di quanti vi operano con passione ed impegno ma rischia anche di disincentivare gli investimenti in sanità. Senza considerare, – ha sottolineato – il sacrificio che molti medici e sanitari affrontano soprattutto nella scelta di restare nel pubblico e di mettersi al servizio della sanità di tutti e per tutti”.
Marsilio ha poi continuato ringraziando l’Ateneo e gli organizzatori per “questo prestigioso corso che si rivolge soprattutto ai giovani oftalmologi. Un importante momento di formazione e specializzazione per i professionisti del futuro, quelli che porteranno ancora avanti le tecnologie, sempre più innovative, rispetto alle quali come Regione siamo apertissimi. Non a caso, insieme alla Ateneo d’Annunzio – ha affermato Marsilio- stiamo cercando di potenziarle creando centri di eccellenza di livello regionale e nazionale. Del resto, – ha concluso – le nostre ambizioni devono essere almeno pari alla capacità che i nostri medici, i nostri scienziati, i nostri ricercatori, i nostri professionisti sono in grado di esprimere”.




