L’AQUILA – I direttori generali delle Asl di L’Aquila e Pescara, rispettivamente Rinaldo Tordera e Armando Mancini, non risultano nell’elenco nazionale stilato dal Ministero della Salute contenente gli idonei a ricoprire il ruolo di manager delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale.

Ma se il dg della Asl pescarese non figura nella lista solo per ragioni anagrafiche, ha infatti superato i 65 anni di età, quello dell’Aquila non è presente perché non ha maturato i cinque anni di direzione continuativi.

Questo aspetto gli precluderebbe anche una eventuale conferma alla guida dell’azienda tra poco più di un anno, quando scade il suo attuale contratto, visto che solo coloro che sono inseriti nell’elenco ministeriale potranno partecipare alle selezioni indette dalle Regioni.

Già la prima nomina di Tordera, nel marzo 2016, fu accompagnata da un vespaio di polemiche, a partire da quelle relative al fatto che non figurasse nell’albo dei 127 idonei stilato dalla Regione Abruzzo, tanto che il presidente Luciano D’Alfonso dovette attingere alla lista della Regione Lombardia, in cui invece figurava l’ex direttore generale della Carispaq, che di quella regione è, tra l’altro, originario.

Tra gli abruzzesi figurano nella lista ministeriale, invece, gli attuali direttori generali delle Asl di Chieti, Pasquale Flacco, di Teramo, Roberto Fagnano, l’ex manager Angelo Cordone, l’ex direttore del Dipartimento Salute della Regione, Angelo Muraglia, l’attuale direttore sanitario del Policlinico Umberto I di Roma Franco Caracciolo, l’ex dg della Asl di Pescara Claudio D’Amario, da qualche giorno direttore generale del settore prevenzione al Ministero della Salute, il direttore generale degli Ospedali riuniti di Ancona Michele Caporossi, il direttore sanitario dell’Asl pescarese Valterio Fortunato, il direttore amministrativo della Asl di Chieti Tiziana Petrella, l’ex dg della stessa azienda Francesco Zavattaro e il direttore amministrativo della Asl pescarese Paolo Zappalà.