PESCARA – “La circostanza non irrilevante, per l’Abruzzo e per le altre quattro regioni commissariate, che la manovra finanziaria non preveda risorse economiche finalizzate alla riconversione dei piccoli ospedali, in contrasto peraltro con quanto previsto nel Patto della Salute, rischia di portare dritti dritti nei prossimi mesi alla paralisi del servizio sanitario abruzzese”.
È quanto afferma Bruno Evangelista, portavoce regionale di Alleanza per l’Italia.
“Il taglio di circa mille posti letto, già annunciato a più riprese – spiega – rende ancor più urgente la esigenza di attingere a finanziamenti immediati per far fronte a uno iato incolmabile tra medicina ospedaliera ed extra ospedaliera, con l’impossibilità di dare risposte sanitarie adeguate nonchè di assicurare gli stessi livelli essenziali di assistenza (Lea)”.
“Già ora, per le interminabili liste di attesa, – continua Evangelista – sono in continuo aumento gli utenti che per necessità si rivolgono alle strutture fuori regione. Una situazione destinata a crescere sempre di più e a determinare un meccanismo perverso di ulteriore aumento della spesa sanitaria proprio per i rimborsi dovuti a fronte di prestazioni erogate secondo le norme previste dalla mobilità passiva”.
“La riduzione della degenza ospedaliera – conclude Evangelista – dovrà dunque andare di pari passo con la capacità di dare risposte efficaci da parte dei servizi territoriali grazie al doveroso potenziamento dei Distretti Sanitari di Base, delle Rsa, della diagnostica extra ospedaliera, dell’assistenza domiciliare integrata e della riabilitazione esterna. Diversamente potrà esserci solo un notevole peggioramento dell’attuale qualità assistenziale e la ratifica sic et simplicit er di un fallimento annunciato”.





